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Una vita spesa tra "le case di Maria"


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tdsl13“Vi ho offerti alla Regina degli Angeli ovunque voi andrete ella sarà vostro rifugio e protezione”. Con queste parole ci viene trasmessa dai primi biografi di San Giovanni Leonardi, una sorta di istantanea della fondazione dei Chierici Regolari della Madre di Dio avvenuta a Lucca nel piccolo Oratorio di Santa Maria della Rosa il 1 settembre 1574. Più tardi P. Ippolito Marracci, anche egli lucchese, scrittore mariano tra i figli più illustri del Santo di Diecimo, scriverà: “pose la Vergine Maria tra le fondamenta della sua istituzione”. E ancora additando in una sua lettera ai religiosi la spiritualità mariana del Leonardi, riferiva come la preghiera dell’Angelus era tra le preferite del Santo e che la memoria dell’Incarnazione sovente accarezzava la mente ed il cuore. Tra le giaculatorie che il Leonardi amava ripetere vi era quella che, alludendo alle parole del Cantico dei Cantici (1,3), affermava il desiderio profondo della sequela di Cristo partendo dal discepolato di Maria: “Attirami a te o Madre Santa”.

Si può dire da questi brevi tratti, che la Vergine Maria fu la vera dimora del Leonardi, il luogo dove egli sperimentò l’indissolubile primato di Cristo nella sua esistenza e l’appassionato amore alla Chiesa immacolata e ferita. Se egli amava ripetere ai suoi religiosi, “abbiate Cristo avanti agli occhi della vostra mente e con lui misurate le cose” era alla “scuola” della Madre di Dio che egli aveva appreso a meditare tutte queste cose nella profondità del cuore (Lc 2,51). La sua fu una vita spesa “tra le Case di Maria”. Se da una parte il Leonardi pose la sua dimora in colei che aveva offerto nel grembo immacolato una tenda all’Altissimo, l’esistenza del nostro Santo non solo fu tracciato dalla presenza di Maria, ma egli come l’Apostolo Giovanni la prese tra le sue realtà più care (Cf. Gv 19,27).

Fin dalla giovinezza nel piccolo borgo di Diecimo e nella vicina frazione di Villa Basilica nel silenzio delle antiche pievi dedicate all’Assunta, elesse Maria quale custode della sua castità e la volle come sua celeste Patrona e più tardi dell’Ordine. Da giovane prete percepì che le istituzioni alle quali lo Spirito dava corpo, erano riflesso di quel si incondizionato che Maria pronunziò per la salvezza dell’umanità. In effetti, la prima regola che egli indicò ai primi compagni fu l’obbedienza, la capacità di porre mente e cuore alla volontà di Dio servendolo in modo radicale. Quasi a voler confermare questo suo desiderio di prendere dimora presso la Vergine e di costruirgli una casa in mezzo agli uomini, si fece pellegrino insieme ai primi compagni presso il Santuario di Loreto custode delle povere mura nelle quali dimorò il Verbo fatto carne. La spiritualità lauretana ed il pellegrinaggio, segnarono la devozione dei primi padri che, non solo produssero una abbondante letteratura mariana (vedi il pellegrinaggio a Loreto del Venerabile Cesare Franciotti), ma nella Chiesa di Santa Maria Corteorlandini, Casa Madre dell’Ordine a Lucca, nel XVII secolo i religiosi leonardini vollero viva questa memoria spirituale del Fondatore con una riproduzione della dimora lauretana. Il tempo dell’esilio del Santo occupa una grande parentesi della sua esistenza. Questo è il tempo della fedeltà vissuta.

Nella “spiritualità dello sguardo” che il Leonardi trasmette in alcune omelie giovanili, possiamo individuare i tratti del suo travaglio intimo: “A te i miei occhi conquistati da te”. Se l’iconografia (ma anche il ricordo dei primi compagni) ci consegna una immagine del Santo con gli occhi bassi e profondamente riservato; nei suoi scritti, la teologia dell’occhio spirituale, si può dire che trasmette un'altra iconografia, quella della osservazione interiore capace di leggere gli accadimenti, anche quelli dolorosi, con una visione superiore delle cose. E’ nel “patto degli occhi” con il Figlio della Vergine, il Crocifisso-Risorto che il Santo ora può guardare la Chiesa bella e ferita. Una Chiesa da riformare nel capo e nelle membra. Una Chiesa da rifare guardando a Maria colei che “Stava più vicina alla Croce perché era anco più vicina a’suoi dolori; anzi era in Croce col Figlio perché l’anima è più dove ama che dove anima”. Questo amore crocifisso, animò i passi del Santo riformatore. Tra i suoi primi incarichi, portare la pace intorno alla memoria mariana dell’Arco a Sant’Anastasia (Napoli). Nel nome di Maria non ci si può dividere.

Così la piccola edicola mariana più volte ferita dall’insensatezza degli uomini, diventa icona della Chiesa ferita, per la quale il Leonardi fu chiamato a spendere le sue fatiche apostoliche. Il farmacista-prete non fondò solo un santuario, costruì una dimora per quanti desiderano guarire nel profondo i mali del corpo e dello spirito. Instancabile il Santo ricevette dal Papa Clemente VIII il mandato di visitare un’altra Casa di Maria, il secolare santuario della Madonna di Montevergine ad Avellino. Intorno a questo luogo si era irradiato il dono della vita consacrata sotto la Regola di Benedetto. Ma quando i beni della terra attirano alla terra e allontanano il cuore dall’ascendere verso i beni celesti, la consacrazione religiosa perde il suo mordente. A Montevergine il Leonardi offrì una “nuova dimora” ai figli di Maria, i Virginiani, ad essi consegnò il primato del Vangelo di Gesù, invitandoli a spogliarsi di ciò che impedisce l’ascesa verso Cristo e a “risplendere come luci evangeliche poste su un alto monte”. Anche per i suoi figli il Leonardi volle una Casa di Maria a Roma. Il Papa gli affidò l’antico santuario mariano sulle rive del Tevere dedicato a “Maria porto della romana sicurezza”. Da quel Porto il Santo desiderò salpare per le nuove terre, ma questa fu l’ultima Casa di Maria che egli abitò. Le sue parole nella notte del beato transito di quattrocento anni fa furono ancora dedicate allo sguardo che si apre allo stupore: “Oh se tu sapessi!”. Non ci è dato sapere il contenuto della visione, il nostro sguardo contempla oggi nella fragilità delle reliquie, testimoni silenziosi della resurrezione futura, la santità di Giovanni Leonardi “affascinate uomo di Dio”, costruttore di vita evangelica.

P. Davide Carbonaro OMD

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