OMDEI

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Mercoledì 20 Marzo 2019 08:52

25 Anni in India

indian.jublee  25° della Missione indiana
Se cerchiamo una ragione per cui è stata aperta la missione OMD in India ne troviamo diverse: sono le amicizie, le conoscenze, il desiderio di sfidare se stessi, la curiosità di conoscere cose nuove…ma la vera ragione è l’ispirazione profonda che noi portiamo dentro da più di quattro secoli. E’ il grido, il sogno del nostro Fondatore, Giovanni Leonardi, di varcare i mari verso le Indie: Mari, Indie, parole e immagini che erano familiari al nostro Santo per la sua quotidiana frequentazione con i missionari gesuiti di ritorno dal Sud America dove avevano fatto le le prime tristi esperienze di una evangelizzazione asservita alla politica e spesso alla forza militare degli stati coloniali.

Al momento giusto circa 30 anni fa, la conoscenza di mons. Volante, la sua amicizia con Mons. Remigius, la sua amicizia con i nostri Padri in Cile, la curiosità di P. Bruno, sono state le scintille che hanno fatto accendere questa fiamma che ormai arde da 25 anni e ha già suscitato tante speranze di luce e di calore in tante parti del mondo. Nello scorso gennaio, 8 giovani vite si sono consacrate al servizio del Vangelo e alla santificazione delle anime col sacerdozio, in questa famiglia religiosa, cresciuti nella prima comunità della terra indiana. Non poteva esserci migliore inizio alle celebrazioni giubilari!

Facciamo memoria, intanto, e consegnamola al futuro.

Dopo le traversie della unità di Italia, con il rischio della dispersione, l’Ordine finalmente si ritrova unito, piccolo ma compatto. Siamo verso la fine del 1800. Così nel secolo scorso matura una vitalità notevole sia nel numero dei confratelli, sia nelle opere. Il nuvo seminario di Fosciandora ne è il segno, la canonizzazione del Fondatore, nel 1938, ancora di più evidenzia la consistenza e la solidità della famiglia religiosa. Infatti pochi anni dopo si realizza la prima vera missione in America Latina. E’ l’anno 1946. Da allora l’Ordine vivrà la modernità con il Concilio Vaticano II e con il rinnovamento che lo stesso Concilio chiede negli anni successivi. Sono anni di turbolenza ma anche di apertura, quando il mondo si fa più piccolo, i popoli si avvicinano. Ed ecco le nuove Costituzioni, 1988, e contemporaneamente i primi fratelli indiani che passando per Roma raggiungono il Cile per la prima formazione.

Da qui, dopo sei anni, si giunge al 1994, quando Mons. Peter Remigius crea la parrocchia intitolata a Maria Madre di Dio e la affida all’Ordine e nomina il primo parroco. La casa parrocchiale è stata ingrandita, con una sopraelevazione per permettere l’alloggio della comunità.

Il giorno della inaugurazione, il 19 marzo 1994,
la casa non era ancora abitabile, la cucina era piccola, non c’era sala da pranzo. Andavamo alla KMSS, tre volte al giorno per i pasti e poi tornavamo qui, di sera con le pile per evitare che le macchine ci investissero…

Cosa ci attraeva verso l’India, verso questo luogo fino ad allora sconosciuto? Da una parte, quella nostra, c’era qualcosa di speciale in quegli anni, un fuoco si era acceso nella nostra mente e nel nostro cuore. Era la consapevolezza di dare corpo, visibilità al sogno del nostro Fondatore, le Indie, gli spazi grandi, la fame di vangelo da soddisfare, i bambini che ci circondano e non ci lasciano pace…Il desiderio di aprirsi alla sfida della evangelizzazione che la chiesa del post concilio sta sviluppando con il dialogo con tutte le religioni e con tutte le nazioni. L’Oriente si è aperto ad accogliere non più singoli pionieri, uomini straordinari, campioni isolati…si è aperto alla comunione totale, a iniziare da quella culturale, commerciale e quindi religiosa. L’annuncio che il nostro Fondatore ha avviato nelle chiese di Lucca e che poi, tramite il progetto di Propaganda Fide, ha esteso a tutte le nazioni, ora è nelle nostre mani a favore di questa provincia interna dell’India. Ora attraverso la predicazione, attraverso un servizio di promozione umana incessante che prende forma non solo in chiesa ma nei vari plessi scolastici, viene proposta una visione dell’uomo nuovo che supera le barriere delle divisioni nazionali e religiose e guarda a quel domani che è la promessa di Cristo di rinnovare in lui tutta la creazione. Tutti i nostri benefattori, i laici delle nostre comunità, la nostra NGO, EsseGiElle, danno il meglio di sé in un’opera che durerà circa 10 anni e che consegnerà alla comunità diocesana un Campus, la Saint Mary School di Pallividai, totalmente rinnovato. L’attenzione è andata alla classe più debole, alle donne, e proprio per le ragazze venne costruito il grande edificio destinato alla Girl’s high school. Se mi è consentito un ricordo, il giorno della inaugurazione, era presente il responsabile della Pubblica istruzione di Trichy, una signora. Ebbene, quando furono rappresentati i miti indù dalla compagnia teatrale cristiana, invitata per la circostanza, la signora mi disse: “Ora ho visto tutto quello che di bello c’è nel mondo. I cristiani che rappresentano la mitologia indù in una scuola della diocesi…”A questo si deve aggiungere l’impegno rinnovato e ripetuto per un servizio sanitario a disposizione dei più poveri. Ma questa non ebbe fortuna, appena la St. Mary Clinic fu costruita e inaugurata, cominciarono i progetti dell’autostrada che perteranno alla sua distruzione. Voglio ripetere che quello che si realizzava qui, aveva una pronta risonanza nelle nostre comunità d’Italia, specialmente. Non erano solo le foto dei bambini che venivano richieste, era anche grande l’interesse suscitato per l’adozione a distanza che noi strutturammo come adozione scolastica, sempre nella convinzione che la cultura sia il veicolo più certo per giungere alla comprensione degli esseri umani. Quando venivo a Pallividai mi pareva di entrare a casa e l’affetto dei bambini e dei ragazzi e la stima degli insegnanti mi ricompensavano della fatica e del caldo…

Dall’altra parte, quella del Vescovo Remigius,
c’era il disegno di creare un polo solido anche dal punto di vista culturale che fosse il segno della presenza e dei valori dei cristiani nella zona a forte valenza indù. La presenza di una comunità religiosa permette l’esperienza di quella novità di vita che viene da Cristo. Uomini di diversa estrazione sociale, cultura, età che in Gesù Cristo si scoprono fratelli e instaurano relazioni di amore vicendevole e di dialogo interreligioso nell’ambiente. È questo il segno grande della Comunità religiosa, uomini che professano e vivono la castità, la povertà e l’obbedienza come Gesù. E’ anche il sogno di Giovanni Leonardi, santificarsi con Gesù per condividre questa santità con tutti coloro che la cercano, magari senza saperlo. Fare in modo che Gesù diventi la misura di tutte le cose. Il sogno di Giovanni Leonardi continua nell’opera dei suoi figli impegnati oggi come ieri a intercettare i bisogni e le infermità degli uomini per portarvi Cristo, medico delle anime e dei corpi.

Qui è giusto fare memoria di P. Amaladas, lui sì un pioniere, uno studioso, un professore che ha dedicato gli ultimi suoi anni al dialogo intereligioso e che ha consegnato alla diocesi, con i suoi libri, tutti i suoi sforzi perché non finissero con lui. P. Amaladas e P. Bruno che dialogano, P. Bruno che si impenga a imparare il tamil, che celebra in tamil, è il segno della serietà della nostra dedizione. Così accanto alla parrocchia sorge la prima nostra vera casa di formazione. Ma si rivela piccola e quindi dopo l’acquisto del terreno inizia la costruzione del grande seminario, Arulagam. Ne seguirà un secondo a Madurai, per i filosofi. Qui però a Samaypuram, il progetto non si esaurisce, al contrario si espande con la venuta delle Suore Carmelitane…e nelle vicinanze le Suore della Carità di santa Maria, che con la loro presenza assicurano un servizio prezioso specialmente per le ragazze.

Queste sono le opere visibili, intanto il progetto sorpassa i confini ed entra nell’immaginario. Giovani indiani vengono a studiare nelle università ecclesiastiche romane, vengono tradotti libri in inglese e in tamil. Viene avviata la grande opera della St. Leonardi matriculation School, opportunità per centinaia di ragazzi di formarsi e crescere secondo valori cristiani e diventare lievito che fermenta la pasta. Un modo di consegnare alla Delegazione il futuro della propria attività, il sostentamento e lo sviluppo dell’apostolato.

In questi 25 anni si sono succeduti tanti avvenimenti,
troppi per ricordarli tutti. Mi limito a dare grazie al Signore per l’opera di P. Bruno Dessì che con spirito di pioniere e di uomo povero e libero, si avventurò affidando solo al Signore la sua vita. Poi P. Innocenzo Santangelo, P. Tommaso Petrongelli, il P. Francesco Petrillo, ex Generale. Quindi i confratelli indiani che hanno servito, come P. Maschio, e continuano a servire come P. Lourdu, oggi P. Manohar. Mi piace ricordare anche i confratelli che danno onore alla Delegazione con i loro studi e titoli culturali. Così P. James Rosario, P. Sekar, P. Ceril, P.Francis, P. Seelan, P. Esron….E quelli che servono nella chiesa di Dio con mansioni di parroco..., Poi è necessario fare riferimento ai Capitoli Generali e alla progressiva presenza in essi dei confratelli indiani, segno della crescita e della qualità del loro serrvizio. E’ cresciuto il numero delle parrocchie affidate alle nostre cure pastorali. Siamo in un momento straordinario di grazia e di espansione.

La domanda che oggi circola nelle nostre menti è la più semplice di tutte. Il grido del Fondatore, l’ispirazione che ha portato i primi missionari qui a Samayapuram 25 anni fa, è ancora vibrante? Nelle vene, corre la spinta per andare là dove urge il bisogno?

E’ il momento giusto per farsi le domande, queste sollecitano la ricerca e stimolano la vista per individuare quello che gli occhi a volte non vedono. Intanto qualcosa cui guardare c’è: si tratta della missione in Indonesia, alla quale la Delegazione indiana dedica fin dall’inizio i suoi sforzi. Ma non basta.

Oggi stiamo vivendo un momento speciale, un momento di attesa, di riflessione, per prendere lo slancio, come quando si prepara una festa, o si fanno le scorte, si fa il conto mentalmente di tutto quello che serve: la grande forza sono i giovani pieni di entusiasmo che stanno per partire, essi aspettano il momento proprizio, il via: ecco i loro nomi: Abishek Rosario, Allwin, Jayaprakash, Joseph Shaju, Lucas, Maria Antony Sagayaraj, Martin Innalyah, Stanley Jefferson. A questi mi piace aggiungere Alexis, confratello cileno ordinato l’11 dicembre 20189 e Emmanuel Ihelme e Cristogonus Manu nigeriani ordinati il 9 febbraio 2019.

Quando ho saputo che otto fratelli sarebbero diventai sacerdoti tutti insieme, mi sono commosso profondamente. Credo mai nella nostra storia sia accaduto un fatto simile. Ovviamente ricordo la mia ordinazione, eravamo cinque, per 50 anni è stato il record. Oggi è superato. Quando fummo ordinati noi, due furono inviati alle parrocchie, uno in missione, due in un piccolo seminario che apriva allora i battenti. Mi chiedo: dove manderemo questi otto fratelli, giovani, entusiasti, che non aspettano altro che andare a fare l’annuncio?

Questa riflessione ci introduce al domani, quando passato l’anno del giubileo, diremo: e ora che fare? Come profittare di questo tempo che abbiamo passato? La domanda significa individuare dove è diretta la nostra missionarietà. E’ questa la domanda che ci fa anche il Capitolo Generale, invitandoci a preparare un Instrumentum laboris sulla missionarietà per la prossima assise capitolare.

Per ora, in particolare per il prossimo anno, su di noi si stenderà l’ala protettrice di Maria Madre di Dio, venerata nel mistero della sua Assunzione in Cielo. Questo mistero ci è molto caro perché è stato caro al Nostro Fondatore. Egli è nato in un paesino dove l’Assunta è una festa spettacolare. Certamente ha illuminato la sua fantasia da bambino come fanno i fuochi artificiali. Per lui però non fu soltanto un fuoco di poco splendore o di breve durata. Ma una luce per la vita. Da Maria Assunta, il passaggio a Gesù asceso al cielo, il passo è breve. E’ anche breve il nesso tra Maria Assunta e il cristiano che vive nella sua umiltà e fedeltà la parola del Vangelo e attende l’incontro misterioso con il Dio della vita in anima e corpo. Come Maria. Questa vogliamo celebrare e questa vogliamo vivere. Sono passaati 70 anni da quando il mistero di Maria Assunta in cielo in anima e corpo è stato proclamato dogma di fede. Intuizione già presente nella storia della chiesa e nella fede del popolo di Dio come testimoniato dal nostro Santo Fondatore. Così le due ricorrenze, il 25° della Delegazione e il 70° anno della proclamazione del dogma dell’Assunta, si incrociano e si fondono. Diventano non solo un unico programma, ma una unica ispirazione. E’ la Vergine Assunta in cielo a segnare la strada per il nostro futuro. E’ lei quella che per prima percorre questo cammino. Dalla terra al cielo. La segue il nostro Santo Fondatore. La seguiremo anche noi, cercando e trovando non tanto il percorso più facile, ma quello più eloquente, quello più attraente. Cercheremo il cammino per il cielo nella terra dei poveri, dei diseredati, degli ultimi. Così saremo sicuri di stare sulla strada giusta, quella aperta dalla incarnazione di Gesù e seguita con generosità dal nostro Santo Fondatore. Per fare tutto questo torniamo alle radici, alla ispirazione profonda che guidò il Fondatore e i suoi primi compagni, la Parola di Dio, l’Eucaristia, la preghiera comune, la devozione alla Vergine Maria. Questo è la pista su cui camminare. In fraternità e nello spirito della Riforma permanente.

Samayapuram, 19 marzo 2019 nel 25° anniversario della missione indiana
                                                      

                                                                                                                   P. Vincenzo Molinaro

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Sabato 09 Febbraio 2019 10:33

Ordinazione Sacerdotale in Nigeria 2019

ord.sacer.19 Il 09 febbraio 2019 nella diocesi di Ahiara in Nigeria, i due diaconi della nostra famiglia religiosa sono stati elevati all'ordine sacerdotale insieme con tanti altri candidati provenienti dalla stessa diocesi e dai diversi istituti religiosi. L'Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio insieme con la Delegazione nigeriana gioisce e ringrazia Dio per il dono della vocazione che s'è manifestato in modo splendente nell'ordinazione di questi nostri confratelli P. Emmanuel e P. Christogonus. Il Vicario Generale dell'ordine, P. Domenico Aiuto , era presente nella Messa insieme con tanti altri sacerdoti, religiosi, seminaristi, fedeli, familiari, parenti e amici provenienti da vicini e lontani. La Cattedrale Maria Mater Dei  era pienissima con la presenza del Popolo di Dio, L'Amministratore Apostoli della diocesi; Sua Eccellenza Rev.mo Lucius Ugorji invitato tutti i neo-ordinati ha vivere la loro chiamata come servizio alla Chiesa e ai confratelli nello spirito di amore. Mentre auguriamo i padri Emmanuel e Christogonus di ogni bene nel servizio all'umanità ricordiamoli sempre nelle nostre preghiera perché la Madre intercedi sempre per loro.


                                                                                                                                        GALLERIA.

Mercoledì 16 Gennaio 2019 09:17

Otto Nuovi Sacerdoti i India


otto sacerdoti_pageSACERDOS IN  AETERNUM…
The First time in the history of our Order, on 5th January 2019 on the Eve of the Solemnity of the Epiphany of the Lord, eight of our Brothers in Our Indian Delegation namely Stanley  Jefferson, Lucas, Allwin, Joseph Shaju, Maria Antony Sagaya Raj, Jayaprakash, Martin Innaiah, Abishek  Rosario were conferred the Priestly Ordination by His Excellency Antonisamy Francis D.D., the Bishop of Kumbakonam. This gracious event was held in the premise of St.Leonardi Matriculation School at Samayapuram. More than 1000 people participated in the Solemn Eucharistic Celebration including the parents, relatives, and friends of the Newly ordained. Number of Priests and Religious graced the occasion.

            As the Newly ordained  had taken the common motto “Go and Do Likewise” (LK 10:37) the mandative invitation of our Lord  to the Teacher of the Law after the parable of the Good Samaritan, The Bishop in his homily insisted and encouraged the newly ordained to be  living witnesses of the Evangelical charity to the world. The whole Order of the Mother of God, particularly Indian Delegation rejoices in immense gratitude to the Lord for such a great gift-the gift of eight New Priests in the threshold of the Silver Jubilee Year of OMD in India. The Presence of Fr.Beno Vaz, the General Councilor, Most.Rev.Fr.Francesco Petrillo, the former Rector General, and Rev.Fr.Tommaso Petrongelli, the former Delegate enriched the celebration. The Indian Delegation renders thanks to all the fathers and brothers from various delegations in a precise way  Most Rev.Fr. Vincenzo Molinaro, the Rector General and his council fathers for their thoughtful prayers and wishes!

 

 Fr. Manohar omd

Delegate General -India.

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Mercoledì 19 Dicembre 2018 23:15

Ordinazione diaconale in Nigeria 2018

Diaconato in_Nig ORDINAZIONE DIACONALE  IN NIGERIA 

Il Sabato 15 dicembre in Nigeria è stato un giorno di grazie e di ringraziamento per il percorso vocazionale al sacerdozion ormai verso l'attualizzazione, la Delegazione Nigeriana e l'Ordine hanno festeggiato con i fedeli di Dio l'ordinazione diaconale dei Rev.di Samson O. e Joseph O. avvenuta nella mattina  di suddetto giorno con l'inposizione delle  mani di Mons. Lucius Ugorji, il vescovo della diocesi di Umuahia.

La partecipazione è stata molto numerosa in particulari  tutti i fratelli della Delegazione insieme con i fedeli, amici e famigliari dei neo-ordinati.

Preghiamo sempre per lui perché servano con fedeltà la Chiesa.


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Domenica 09 Dicembre 2018 17:35

ordinazione Sacerdotale in Cile

ordinazionPalex ORDINAZIONE SACERDOTALE DEL PADRE ALEXI IN CILE

La Domenica 9 dicembre in Cile è stato un giorno di grazie e di ringraziamento per il dono vocazionale che la Delegazione cilena e l'Ordine hanno festeggiato con l'ordinazione sacerdotale del padre Alexis Ortiz avvenuta nel pormeiggio  di suddetta Domenica con l'inposizione delle  mani di Mons. Jorg

La partecipazione è stata molto numerosa in particulari provinienti dalle nostre comunità in quale nella mattina avevano preso parte al congresso mariano.  presente il P. Generale  con tutti i fratelli della Delegazione insieme con i fedeli, amici e famigliari del neo-ordinato.

Mentre chiediamo la benedizione del Signore dalle mani del padre Alexis, preghiamo sempre per lui perché serva con fedeltà la Chiesa

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Venerdì 26 Ottobre 2018 23:13

La Visita Canonica 2018 e 2019

v. canonica1IPadre Generale e Vicario Generale in Toscana per la visita canonica. 

Il cinque novembre a Torre Maura ci è stato il ritiro di apertura della Visita Canonica dal Rettore Generale, P. Vincenzo Molinaro alle comunità dell'Ordine della regione di Lazio accompagnato dal padre Luigi Piccolo. Dopo il ritiro, la Visita parte ufficialmente dalla comunità di Campitelli seguita dalla comunità di Torre Maura poi la comunità di Lariano. 







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CommissioneSi è riunita martedì 16 ottobre la Commissione storica per le cause dei Servi di Dio Cosimo Berlinsani e Anna Moroni. Ci si avvicina verso la chiusura del processo diocesano. L’anno 2019 coinciderà con il IV centenario della nascita di P. Cosimo.

17 ottobre 2018
Sabato 13 Ottobre 2018 17:23

Professione Solenne in Nigeria 2018

profNig2018aIl 13 ottobre 2018 c’è stata la professione solenne di quattro Chierici dell’Ordine della Madre di Dio in Nigeria: Joseph, Samson, Leonard e Innocent. La celebrazione è iniziata con la Santa Messa  alle 10.00 di mattina nella comunità St. John Leonardi Mgbahiri in Imo State. Il delegato superiore nella persona di P. Stephen Oduh ha presieduto la celebrazione liturgica, affiancato dai nostri diaconi Rev.di Iheme Emmanuel e Manu Christogonus, in presenza del Rettore della casa padre Enyi Francis e di tutti i nostri chierici. Alla celebrazione c’erano tanti altri sacerdoti: i padri Clarettiani, i Missionari del Sacro Cuore, i Pallottini, il Vice Rettore di Seat of Wisdom Major Seminary, sacerdoti dalle diocesi di Aba, Orlu e arcidiocesi di Owerri, e una notevole presenza di persone consacrate e  innumerevoli fedeli laici.

Il celebrante durante l’omelia ha spiegato che la consacrazione è un atto libero senza coercizione, e ha esortato i neo-professi a fissare sempre lo sguardo, la mente e il cuore al Cristo crocifisso come faceva il santo Fondatore, e ad amare la Beata Vergine Maria perché sia esaltata nella loro vita di tutti i giorni.

 I neo-professi sono chiamati a testimoniare l’amore incondizionato di Cristo attraverso il Carisma leonardino che valorizza sempre l’evangelizzazione, la comunione e il servizio fraterno, la devozione e l’adorazione eucaristica. Attraverso i loro voti di castità, povertà e obbedienza i consacrati diventino segno e testimonianza della loro figliolanza divina.

La celebrazione si è conclusa con il ringraziamento da parte del Delegato rivolto a tutti gli intervenuti.

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Martedì 02 Ottobre 2018 16:16

Meeting OMD - Consiglio e Delegati Generali

Incontro delegati2
                                                          Meeting OMD
                                              CONSIGLIO e DelegatI GENERALI
                                                  Roma, S. Maria in Campitelli, 17-22 settembre 2018

In un contesto di fraternità, sincero, collaborativo, con la curiosità di chi fa una cosa per la prima volta, il 17 settembre 2018, si è aperto il” Meeting Consiglio- Delegati Generali OMD” a Roma nella Curia Generalizia di Piazza Campitelli. Seguendo le indicazioni del Capitolo Generale 111°, l’incontro è stato preparato nel corso dei mesi estivi. Purtroppo, considerando le restrizioni e l’allungamento dei tempi di rilascio del visto per l’Italia, P. Stephen Oduh Delegato della Nigeria, non l’ha ricevuto in tempo e ha dovuto rinunciare.

Uno sguardo d’insieme

A uno sguardo dall’alto, vedo tante cose belle e promettenti nell’Ordine. Vedo tutte le Delegazioni impegnate progettualmente in crescita multiforme. Vedo alcune fragilità su cui si sta lavorando, vedo grandi potenzialità e volontà di crescere nelle Delegazioni più giovani e promesse che sbocciano in Colombia e Indonesia. Vedo anche i rischi legati alle difficoltà di carattere finanziario che potrebbero rallentare sia l’India che la Nigeria. Vedo la lenta ma sicura nuova consapevolezza che anima la Delegazione italiana. Vedo la vivacità mostrata sui temi comuni a tutti: il Direttorio per l’Interculturalità, gli Aggiornamenti della Ratio Formationis, l’Economia di comunione, le Comunicazioni e il Direttorio.

Avvicinando la lente (ma sempre in generale) devo dire che il tema “marianizzare” finora non ha trovato idee brillanti da cui cominciare. Speriamo che nella programmazione ormai prossima dell’Anno Mariano, con il contributo del gruppo di lavoro appositamente nominato, vengano delle proposte che risultino affascinanti per tutto l’Odine. Questa mia richiesta avanzata nella relazione introduttiva, credo abbia titolo per ottenere delle risposte adeguate.

Ora avvicinandomi ancora alla finalità del nostro meeting, posso dire che ha riproposto dettagliatamente la realtà dell’Ordine della Madre di Dio. Esso ha ribadito un carisma vibrante nella linea della evangelizzazione, nella centralità dell’Eucaristia, nell’azione pastorale, nel desiderio e nell’impegno della vita fraterna, in una economia di comunione che finora solo l’Italia e il Cile sono state in grado di assicurare ma per ragioni storiche. Infatti, è un momento delicato nel quale il riconoscimento della identità carismatica dovrebbe sostenere l’autorità del P. Generale e della sua Curia per evitare che le Delegazioni si ripieghino a coltivare il proprio orticello. Sarà di vitale importanza che l’aureola spirituale che incornicia il P. Generale e il suo Consiglio abbia un collegamento giuridico ed economico indissolubile con le Delegazioni. Ciò vuol dire adottare strumenti forti, autorevolezza che dia garanzia di intervento al P. Generale. Questo ha il suo punto forza nelle nomine che sono di spettanza del P. Generale, alle quali non si dovrà rinunciare, per evitare che il suo ruolo sia solo di rappresentanza. Nel frattempo, con la crescita, e con lo studio preparatorio sulle future province, si sceglieranno i modi di regolare i rapporti tra le nuove entità e il simbolo della continuità nella figura del successore di San Giovanni Leonardi.

La Delegazione Cilena

Ora voglio dire una parola per le singole Delegazioni. Il Cile, la prima Delegazione alla quale oggi ci rivolgiamo con timore e tremore per quello che la chiesa cilena sta attraversando e con riconoscenza sia per il sostegno dato alla Amministrazione Generale e tramite essa alle giovani Delegazioni, sia per il farsi carico della missione in Colombia e infine per la disponibilità manifestata ad accogliere i candidati novizi dell’Indonesia. Alla Delegazione cilena voglio rinnovare l’invito a superare il divario tra vita apostolica e vita comunitaria. So che è una sfida che cercano di superare, è l’equilibrio proposto dalle nostre Costituzioni che va raggiunto. Non vi stancate.  P. Alejandro, oltre all’esempio, suggerisco anche ai confratelli troppo impegnati, di prendersi ogni tanto quel riposo, al quale Gesù stesso invitava gli apostoli. Da parte delle altre Delegazioni, rispetto a quella cilena, mi aspetto una disponibilità grande delle persone nel momento in cui ci fosse bisogno di inviare confratelli in Colombia o nello stesso Cile.

25 anni in terra indiana

La Delegazione indiana sta per compiere 25 Anni. Il 2019 sarà anno di festa e di consuntivi. Come di progetti, di visione di futuro. Si aprirà con l’ordinazione di 8 candidati al presbiterato. Dei risultati raggiunti a livello vocazionale, di parrocchie, di scuole, ringraziamo davvero il Signore e chiediamo sempre la protezione della vergine Assunta in Cielo.

Abbiamo ascoltato le loro esigenze, sono quelle di consolidare i traguardi raggiunti. Servono mezzi che non abbiamo all’esterno. Speriamo anzi che la Delegazione comprenda le necessità dell’Ordine e possa con le sue risorse di persone e di opere soddisfare non solo alle proprie necessità, ma anche quelle di altre Delegazioni, cominciando ovviamente dalla Indonesia.

In questo momento mi piace immaginare l’India come un immenso bacino, che sta raccogliendo l’acqua da vari anni perché quando sarà pieno possa riversarsi sulle terre assetate. L’ambizione sia soprattutto quella di portare il vangelo. Lo chiedo a P. Manohar e a tutti i confratelli. Fate che questo desiderio cresca in ognuno dei fratelli sacerdoti, dei diaconi e dei professi. E che tutti si preparino in maniera intensa e generosa a rinnovare il proprio sì. Sarà bello, se tutta la Delegazione cominciasse il cammino del 25° con una professione di fede evangelizzatrice per rinnovare il seme gettato da p. Bruno e dagli altri fratelli come P. Santi.

Diciamo un grazie alla St. Leonard matriculation school, alla intuizione che le ha dato vita, alla costanza che l’ha fatta giungere al suo completamento. Ancora non è finita, e non lo sarà mai del tutto. Ma il lavoro di quest’ultimo anno è decisivo. Questa opera diffonde educazione e cultura nelle giovani generazioni ed è anche una benedizione per le nostre comunità. L’augurio che sia guidata sempre con la stessa professionalità e competenza, quelle che hanno portato ai risultati odierni.

Le prossime ordinazioni sacerdotali, numerose come non mai, sono la benedizione del Signore per la Chiesa e per l’Ordine. A questi fratelli dico che il mondo sta davanti a loro con la sua sete di Cristo, unica fonte a cui dissetarsi. Se al tempo del Fondatore, l’India era il sogno della evangelizzazione, oggi le rotte sono invertite ma le vie del mondo aspettano il loro entusiasmo e la loro giovinezza.

Delegazione italiana

La Delegazione italiana deve essere incoraggiata perché sta affrontando un percorso impegnativo non solo dal punto di vista giuridico istituzionale, ma direi a livello umano e interculturale. In Italia vari fratelli anziani non amano i cambiamenti, si sentono un po’ destabilizzati a causa delle altre Delegazioni che crescono. Diciamo che è una delegazione sperimentale, sta trovando la nuova via, modificando abitudini e tradizioni. Mi pare che l’andamento sia dinamico, senza essere soffocante, né si lascia bloccare dalla carenza di risorse specifiche. Voglio quindi rinnovare il mio augurio più sincero, che essa sia ancora una volta scuola di fraternità e di comunione, l’interculturalità trovi il terreno propizio non solo per la sperimentazione, ma diventi spazio vero di fraternità carismatica prima ancora di ricevere il Direttorio.

Se la fraternità è la grande profezia, davvero la delegazione, vivendola, darà la testimonianza indispensabile e sufficiente per far partire l’annuncio. Le richieste puntuali per favorirne la stabilizzazione troveranno il sostegno pieno del Consiglio Generale.

Nigeria, delegazione personale

La Delegazione nigeriana non ha avuto, purtroppo, la partecipazione del delegato. P. Stephen non conoscendo le complicazioni per ottenere il visto si è mosso in ritardo. Ha mandato però la sua relazione che abbiamo ascoltato attentamente.

Emerge da quelle pagine, una grande vitalità, prima di tutto nelle due case di formazione quindi nella pastorale, sia parrocchiale sia nella scuola, sia nelle attese per stabilizzare il nostro insediamento e il nostro servizio.

A livello formativo, possiamo dire che oggi sono molto influenti le disposizioni dei vescovi locali. Periodi di studio, di apostolato, di vacanza, tutto strettamente regolamentato e uniformato per gli aspiranti al sacerdozio. Bisogna chiedersi se tutto questo è in linea con la nostra Ratio oppure se essi creano corti circuiti da risolvere.

Riguardo alla pastorale, che è il terreno propizio anche per il sostentamento, i confratelli chiedono aiuto per l’acquisto del terreno necessario per la costruzione della chiesa. Ne possediamo la metà per adesso. Poi viene l’esigenza educativa: una scuola più grande che possa soddisfare le esigenze delle famiglie. Anche qui, una parte del terreno è stata acquistata. La Delegazione è in crescita a livello vocazionale, e anche il mantenimento dei giovani candidati richiede uno sforzo economico. I piccoli progetti, a cominciare dal frantoio di olio di palma, danno una mano ma non bastano a soddisfare tutte le esigenze. Oggi è stato presentato alla CEI per il finanziamento un ambizioso progetto per una farm solidale. Questo ci aprirebbe la strada anche in una diversa diocesi…quella di Enugu dal cui vescovo abbiamo ricevuto l’invito a operare nella sua diocesi.

Interculturalità

Il Direttorio approvato ad experimentum dal 111° CG, viene riletto ed esaminato in una ampia disanima e si giunge alla conclusione che ha bisogno di altre limature, una prima della commissione (che accoglierà i suggerimenti dei partecipanti al Meeting) e poi sarà inviato a tutti i confratelli prima di procedere all’approvazione finale.

Anche il percorso del Direttorio Generale è frastagliato, serve un lungo lavoro della Commissione ma servono anche gli apporti die singoli. P. Domenico segue, stimola e incoraggia.

Ratio Formationis

Il P. Beno Vaz segretario della omonima commissione presenta lo status quaestionis. Mette in rilievo, purtroppo, le mancate risposte alle sue domande per avviare il processo di modifica della Ratio a 20 anni dalla sua approvazione. La conclusione è questa: senza un apposito Meeting dedicato alla formazione, non si fanno passi avanti. Si tratta quindi di valutare se ci sono i mezzi e i tempi per indire un nuovo Meeting Formatori.

Amministrazione

Un tema molto caldo, di fronte al quale cadono tanti progetti o sogni. La situazione economica è davvero precaria. Le entrate servono a coprire i mutui, e quello che rimane non è sufficiente alle spese vive delle comunità, in particolare quelle di formazione.

Le proposte sono diverse, riguardano la tenuta dei libri contabili, i contributi percentuali sulle entrate da versare alla amministrazione generale (per l’Italia saranno versate all’amministratore della Delegazione che in seguito le consegnerà all’Amministratore Generale), la stesura del testamento, la regolamentazione dei conti correnti personali…Tutte indicazioni valide per vivere la virtù della povertà nella vita comunitaria.

Comunicazione

Le comunicazioni all’interno dell’Ordine e tra la Curia Generale e le Delegazioni vengono proposte dal P. Segretario, P. Ani Kenneth. Si propone l’adozione di strumenti moderni, come posta certificata e firma elettronica per superare alcune difficoltà nella trasmissione dei documenti. Ad ogni modo viene ribadita l’importanza di conservare negli archivi i documenti originali. Si parla anche della urgenza di riattivare il sito dell’Ordine e di mantenere il buon livello di Notiziario. Per gli Annales saranno necessari dei fondi, si sollecita la collaborazione di tutti.

 

Conclusione

Prima di lasciare un po’ di tempo a uno scambio di idee sull’Anno Mariano, che saranno inviate alla commissione preparatoria, il P. Generale dà una valutazione d’insieme ma raccoglie anche suggerimenti dai partecipanti. A partire dalla vitalità che l’Ordine esprime in questi anni e dei tentativi di risolvere con varietà di strumenti gli ostacoli che trova nel suo cammino, il P. Generale manifesta la sua fiducia e positività nelle risorse spirituali e umane dell’Ordine stesso. Quindi l’incoraggiamento a fare tutti la nostra parte con senso di responsabilità e generosità. Nessuno deve tirarsi indietro, ma siamo certi che gli sforzi dei singoli saranno il successo dell’Ordine. Viene recepito il suggerimento di mettere sempre le persone al centro, di parlare con i confratelli e di dar loro fiducia e renderle partecipi anche delle decisioni che vengono prese. Vanno affrontate in pratica le proposte per chiudere con i Direttori e la Ratio attraverso incontri come questo. Così si raccomanda di non aumentare il numero degli aspiranti in Indonesia mentre si trova la migliore soluzione per i futuri novizi. L’India che vuole espandersi ha solo da scegliere se nello Sri Lanka oppure in Europa o in Colombia. Per la formazione dei futuri formatori, si valutino le altre proposte, ma si sappia che la comunità di Campitelli è sempre disponibile.

 8 ottobre 2018, vigilia della solennità di San Giovanni Leonardi, nostro Padre Fondatore

P. Vincenzo Molinaro
Rettore Generale OMD
Sabato 01 Settembre 2018 12:51

444 Anni della Fondazione

OMD 444sito444 anni fa, era il primo settembre del 1574 quando padre Giovanni Leonardi fondò l’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio nella consapevolezza che bisognasse agire e adoperarsi perché il Concilio di Trento e il suo grande impulso dottrinale non rimanesse vuota e sterile accademia. Giovanni Leonardi, alla stregua di altri santi suoi contemporanei, percepisce che la formulazione della sua risposta alle esigenze del Regno debba esprimersi al plurale.

L’umile e modesto artigiano Giorgio Arrighini, con i rampolli di due famiglie patrizia lucchesi, Giovanbattista Cioni e Cesare Franciotti, furono i primi giovani suggestionati dal fascino e della forza carismatica del Santo.

L'impronta spirituale lasciata da S. Giovanni Leonardi rimase il segno sicuro e indelebile perché "la piccola barchetta" da lui fondata (come amava indicare la sua istituzione), varcasse le soglie della storia per servire la Chiesa del Signore.

Fin dall'inizio un radicalismo evangelico caratterizzò la vita del fondatore e dei primi compagni. L'apostolato e la vita comune divennero i due poli dai quali venne ad irradiarsi l'intera esperienza della famiglia del Leonardi. La vita semplice, un profondo spirito di accoglienza, l'obbedienza sincera, la castità come dono che viene dall'alto, la preghiera comune per scrutare i progetti di Dio, suscitarono l'interesse della gioventù lucchese che subito bussò alla porta di casa Leonardi per condividere tale esperienza. Ed è proprio alle giovani generazioni che il santo fondatore rivolse le sue prime attenzioni. Era necessario riannunciare il Vangelo con schiettezza e semplicità.

«L’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, che lo Spirito Santo suscitato nella Chiesa per opera di San Giovanni Leonardi, si propone come fine la santificazione dei propri figli e il generoso servizio delle anime, mediante la professione dei consigli evangelici e della vita comune, nella pronta disponibilità ai carisma dello Spirito». (Cost. n.1).

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