OMDEI

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Domenica 09 Dicembre 2018 17:35

ordinazione Sacerdotale in Cile

ordinazionPalex ORDINAZIONE SACERDOTALE DEL PADRE ALEXI IN CILE

La Domenica 9 dicembre in Cile è stato un giorno di grazie e di ringraziamento per il dono vocazionale che la Delegazione cilena e l'Ordine hanno festeggiato con l'ordinazione sacerdotale del padre Alexis Ortiz avvenuta nel pormeiggio  di suddetta Domenica con l'inposizione delle  mani di Mons. Jorg

La partecipazione è stata molto numerosa in particulari provinienti dalle nostre comunità in quale nella mattina avevano preso parte al congresso mariano.  presente il P. Generale  con tutti i fratelli della Delegazione insieme con i fedeli, amici e famigliari del neo-ordinato.

Mentre chiediamo la benedizione del Signore dalle mani del padre Alexis, preghiamo sempre per lui perché serva con fedeltà la Chiesa

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Venerdì 26 Ottobre 2018 23:13

La Visita Canonica 2018 e 2019

v. canonica1IPadre Generale e Vicario Generale in Toscana per la visita canonica. 

Il cinque novembre a Torre Maura ci è stato il ritiro di apertura della Visita Canonica dal Rettore Generale, P. Vincenzo Molinaro alle comunità dell'Ordine della regione di Lazio accompagnato dal padre Luigi Piccolo. Dopo il ritiro, la Visita parte ufficialmente dalla comunità di Campitelli seguita dalla comunità di Torre Maura poi la comunità di Lariano. 







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CommissioneSi è riunita martedì 16 ottobre la Commissione storica per le cause dei Servi di Dio Cosimo Berlinsani e Anna Moroni. Ci si avvicina verso la chiusura del processo diocesano. L’anno 2019 coinciderà con il IV centenario della nascita di P. Cosimo.

17 ottobre 2018
Sabato 13 Ottobre 2018 17:23

Professione Solenne in Nigeria 2018

profNig2018aIl 13 ottobre 2018 c’è stata la professione solenne di quattro Chierici dell’Ordine della Madre di Dio in Nigeria: Joseph, Samson, Leonard e Innocent. La celebrazione è iniziata con la Santa Messa  alle 10.00 di mattina nella comunità St. John Leonardi Mgbahiri in Imo State. Il delegato superiore nella persona di P. Stephen Oduh ha presieduto la celebrazione liturgica, affiancato dai nostri diaconi Rev.di Iheme Emmanuel e Manu Christogonus, in presenza del Rettore della casa padre Enyi Francis e di tutti i nostri chierici. Alla celebrazione c’erano tanti altri sacerdoti: i padri Clarettiani, i Missionari del Sacro Cuore, i Pallottini, il Vice Rettore di Seat of Wisdom Major Seminary, sacerdoti dalle diocesi di Aba, Orlu e arcidiocesi di Owerri, e una notevole presenza di persone consacrate e  innumerevoli fedeli laici.

Il celebrante durante l’omelia ha spiegato che la consacrazione è un atto libero senza coercizione, e ha esortato i neo-professi a fissare sempre lo sguardo, la mente e il cuore al Cristo crocifisso come faceva il santo Fondatore, e ad amare la Beata Vergine Maria perché sia esaltata nella loro vita di tutti i giorni.

 I neo-professi sono chiamati a testimoniare l’amore incondizionato di Cristo attraverso il Carisma leonardino che valorizza sempre l’evangelizzazione, la comunione e il servizio fraterno, la devozione e l’adorazione eucaristica. Attraverso i loro voti di castità, povertà e obbedienza i consacrati diventino segno e testimonianza della loro figliolanza divina.

La celebrazione si è conclusa con il ringraziamento da parte del Delegato rivolto a tutti gli intervenuti.

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Martedì 02 Ottobre 2018 16:16

Meeting OMD - Consiglio e Delegati Generali

Incontro delegati2
                                                          Meeting OMD
                                              CONSIGLIO e DelegatI GENERALI
                                                  Roma, S. Maria in Campitelli, 17-22 settembre 2018

In un contesto di fraternità, sincero, collaborativo, con la curiosità di chi fa una cosa per la prima volta, il 17 settembre 2018, si è aperto il” Meeting Consiglio- Delegati Generali OMD” a Roma nella Curia Generalizia di Piazza Campitelli. Seguendo le indicazioni del Capitolo Generale 111°, l’incontro è stato preparato nel corso dei mesi estivi. Purtroppo, considerando le restrizioni e l’allungamento dei tempi di rilascio del visto per l’Italia, P. Stephen Oduh Delegato della Nigeria, non l’ha ricevuto in tempo e ha dovuto rinunciare.

Uno sguardo d’insieme

A uno sguardo dall’alto, vedo tante cose belle e promettenti nell’Ordine. Vedo tutte le Delegazioni impegnate progettualmente in crescita multiforme. Vedo alcune fragilità su cui si sta lavorando, vedo grandi potenzialità e volontà di crescere nelle Delegazioni più giovani e promesse che sbocciano in Colombia e Indonesia. Vedo anche i rischi legati alle difficoltà di carattere finanziario che potrebbero rallentare sia l’India che la Nigeria. Vedo la lenta ma sicura nuova consapevolezza che anima la Delegazione italiana. Vedo la vivacità mostrata sui temi comuni a tutti: il Direttorio per l’Interculturalità, gli Aggiornamenti della Ratio Formationis, l’Economia di comunione, le Comunicazioni e il Direttorio.

Avvicinando la lente (ma sempre in generale) devo dire che il tema “marianizzare” finora non ha trovato idee brillanti da cui cominciare. Speriamo che nella programmazione ormai prossima dell’Anno Mariano, con il contributo del gruppo di lavoro appositamente nominato, vengano delle proposte che risultino affascinanti per tutto l’Odine. Questa mia richiesta avanzata nella relazione introduttiva, credo abbia titolo per ottenere delle risposte adeguate.

Ora avvicinandomi ancora alla finalità del nostro meeting, posso dire che ha riproposto dettagliatamente la realtà dell’Ordine della Madre di Dio. Esso ha ribadito un carisma vibrante nella linea della evangelizzazione, nella centralità dell’Eucaristia, nell’azione pastorale, nel desiderio e nell’impegno della vita fraterna, in una economia di comunione che finora solo l’Italia e il Cile sono state in grado di assicurare ma per ragioni storiche. Infatti, è un momento delicato nel quale il riconoscimento della identità carismatica dovrebbe sostenere l’autorità del P. Generale e della sua Curia per evitare che le Delegazioni si ripieghino a coltivare il proprio orticello. Sarà di vitale importanza che l’aureola spirituale che incornicia il P. Generale e il suo Consiglio abbia un collegamento giuridico ed economico indissolubile con le Delegazioni. Ciò vuol dire adottare strumenti forti, autorevolezza che dia garanzia di intervento al P. Generale. Questo ha il suo punto forza nelle nomine che sono di spettanza del P. Generale, alle quali non si dovrà rinunciare, per evitare che il suo ruolo sia solo di rappresentanza. Nel frattempo, con la crescita, e con lo studio preparatorio sulle future province, si sceglieranno i modi di regolare i rapporti tra le nuove entità e il simbolo della continuità nella figura del successore di San Giovanni Leonardi.

La Delegazione Cilena

Ora voglio dire una parola per le singole Delegazioni. Il Cile, la prima Delegazione alla quale oggi ci rivolgiamo con timore e tremore per quello che la chiesa cilena sta attraversando e con riconoscenza sia per il sostegno dato alla Amministrazione Generale e tramite essa alle giovani Delegazioni, sia per il farsi carico della missione in Colombia e infine per la disponibilità manifestata ad accogliere i candidati novizi dell’Indonesia. Alla Delegazione cilena voglio rinnovare l’invito a superare il divario tra vita apostolica e vita comunitaria. So che è una sfida che cercano di superare, è l’equilibrio proposto dalle nostre Costituzioni che va raggiunto. Non vi stancate.  P. Alejandro, oltre all’esempio, suggerisco anche ai confratelli troppo impegnati, di prendersi ogni tanto quel riposo, al quale Gesù stesso invitava gli apostoli. Da parte delle altre Delegazioni, rispetto a quella cilena, mi aspetto una disponibilità grande delle persone nel momento in cui ci fosse bisogno di inviare confratelli in Colombia o nello stesso Cile.

25 anni in terra indiana

La Delegazione indiana sta per compiere 25 Anni. Il 2019 sarà anno di festa e di consuntivi. Come di progetti, di visione di futuro. Si aprirà con l’ordinazione di 8 candidati al presbiterato. Dei risultati raggiunti a livello vocazionale, di parrocchie, di scuole, ringraziamo davvero il Signore e chiediamo sempre la protezione della vergine Assunta in Cielo.

Abbiamo ascoltato le loro esigenze, sono quelle di consolidare i traguardi raggiunti. Servono mezzi che non abbiamo all’esterno. Speriamo anzi che la Delegazione comprenda le necessità dell’Ordine e possa con le sue risorse di persone e di opere soddisfare non solo alle proprie necessità, ma anche quelle di altre Delegazioni, cominciando ovviamente dalla Indonesia.

In questo momento mi piace immaginare l’India come un immenso bacino, che sta raccogliendo l’acqua da vari anni perché quando sarà pieno possa riversarsi sulle terre assetate. L’ambizione sia soprattutto quella di portare il vangelo. Lo chiedo a P. Manohar e a tutti i confratelli. Fate che questo desiderio cresca in ognuno dei fratelli sacerdoti, dei diaconi e dei professi. E che tutti si preparino in maniera intensa e generosa a rinnovare il proprio sì. Sarà bello, se tutta la Delegazione cominciasse il cammino del 25° con una professione di fede evangelizzatrice per rinnovare il seme gettato da p. Bruno e dagli altri fratelli come P. Santi.

Diciamo un grazie alla St. Leonard matriculation school, alla intuizione che le ha dato vita, alla costanza che l’ha fatta giungere al suo completamento. Ancora non è finita, e non lo sarà mai del tutto. Ma il lavoro di quest’ultimo anno è decisivo. Questa opera diffonde educazione e cultura nelle giovani generazioni ed è anche una benedizione per le nostre comunità. L’augurio che sia guidata sempre con la stessa professionalità e competenza, quelle che hanno portato ai risultati odierni.

Le prossime ordinazioni sacerdotali, numerose come non mai, sono la benedizione del Signore per la Chiesa e per l’Ordine. A questi fratelli dico che il mondo sta davanti a loro con la sua sete di Cristo, unica fonte a cui dissetarsi. Se al tempo del Fondatore, l’India era il sogno della evangelizzazione, oggi le rotte sono invertite ma le vie del mondo aspettano il loro entusiasmo e la loro giovinezza.

Delegazione italiana

La Delegazione italiana deve essere incoraggiata perché sta affrontando un percorso impegnativo non solo dal punto di vista giuridico istituzionale, ma direi a livello umano e interculturale. In Italia vari fratelli anziani non amano i cambiamenti, si sentono un po’ destabilizzati a causa delle altre Delegazioni che crescono. Diciamo che è una delegazione sperimentale, sta trovando la nuova via, modificando abitudini e tradizioni. Mi pare che l’andamento sia dinamico, senza essere soffocante, né si lascia bloccare dalla carenza di risorse specifiche. Voglio quindi rinnovare il mio augurio più sincero, che essa sia ancora una volta scuola di fraternità e di comunione, l’interculturalità trovi il terreno propizio non solo per la sperimentazione, ma diventi spazio vero di fraternità carismatica prima ancora di ricevere il Direttorio.

Se la fraternità è la grande profezia, davvero la delegazione, vivendola, darà la testimonianza indispensabile e sufficiente per far partire l’annuncio. Le richieste puntuali per favorirne la stabilizzazione troveranno il sostegno pieno del Consiglio Generale.

Nigeria, delegazione personale

La Delegazione nigeriana non ha avuto, purtroppo, la partecipazione del delegato. P. Stephen non conoscendo le complicazioni per ottenere il visto si è mosso in ritardo. Ha mandato però la sua relazione che abbiamo ascoltato attentamente.

Emerge da quelle pagine, una grande vitalità, prima di tutto nelle due case di formazione quindi nella pastorale, sia parrocchiale sia nella scuola, sia nelle attese per stabilizzare il nostro insediamento e il nostro servizio.

A livello formativo, possiamo dire che oggi sono molto influenti le disposizioni dei vescovi locali. Periodi di studio, di apostolato, di vacanza, tutto strettamente regolamentato e uniformato per gli aspiranti al sacerdozio. Bisogna chiedersi se tutto questo è in linea con la nostra Ratio oppure se essi creano corti circuiti da risolvere.

Riguardo alla pastorale, che è il terreno propizio anche per il sostentamento, i confratelli chiedono aiuto per l’acquisto del terreno necessario per la costruzione della chiesa. Ne possediamo la metà per adesso. Poi viene l’esigenza educativa: una scuola più grande che possa soddisfare le esigenze delle famiglie. Anche qui, una parte del terreno è stata acquistata. La Delegazione è in crescita a livello vocazionale, e anche il mantenimento dei giovani candidati richiede uno sforzo economico. I piccoli progetti, a cominciare dal frantoio di olio di palma, danno una mano ma non bastano a soddisfare tutte le esigenze. Oggi è stato presentato alla CEI per il finanziamento un ambizioso progetto per una farm solidale. Questo ci aprirebbe la strada anche in una diversa diocesi…quella di Enugu dal cui vescovo abbiamo ricevuto l’invito a operare nella sua diocesi.

Interculturalità

Il Direttorio approvato ad experimentum dal 111° CG, viene riletto ed esaminato in una ampia disanima e si giunge alla conclusione che ha bisogno di altre limature, una prima della commissione (che accoglierà i suggerimenti dei partecipanti al Meeting) e poi sarà inviato a tutti i confratelli prima di procedere all’approvazione finale.

Anche il percorso del Direttorio Generale è frastagliato, serve un lungo lavoro della Commissione ma servono anche gli apporti die singoli. P. Domenico segue, stimola e incoraggia.

Ratio Formationis

Il P. Beno Vaz segretario della omonima commissione presenta lo status quaestionis. Mette in rilievo, purtroppo, le mancate risposte alle sue domande per avviare il processo di modifica della Ratio a 20 anni dalla sua approvazione. La conclusione è questa: senza un apposito Meeting dedicato alla formazione, non si fanno passi avanti. Si tratta quindi di valutare se ci sono i mezzi e i tempi per indire un nuovo Meeting Formatori.

Amministrazione

Un tema molto caldo, di fronte al quale cadono tanti progetti o sogni. La situazione economica è davvero precaria. Le entrate servono a coprire i mutui, e quello che rimane non è sufficiente alle spese vive delle comunità, in particolare quelle di formazione.

Le proposte sono diverse, riguardano la tenuta dei libri contabili, i contributi percentuali sulle entrate da versare alla amministrazione generale (per l’Italia saranno versate all’amministratore della Delegazione che in seguito le consegnerà all’Amministratore Generale), la stesura del testamento, la regolamentazione dei conti correnti personali…Tutte indicazioni valide per vivere la virtù della povertà nella vita comunitaria.

Comunicazione

Le comunicazioni all’interno dell’Ordine e tra la Curia Generale e le Delegazioni vengono proposte dal P. Segretario, P. Ani Kenneth. Si propone l’adozione di strumenti moderni, come posta certificata e firma elettronica per superare alcune difficoltà nella trasmissione dei documenti. Ad ogni modo viene ribadita l’importanza di conservare negli archivi i documenti originali. Si parla anche della urgenza di riattivare il sito dell’Ordine e di mantenere il buon livello di Notiziario. Per gli Annales saranno necessari dei fondi, si sollecita la collaborazione di tutti.

 

Conclusione

Prima di lasciare un po’ di tempo a uno scambio di idee sull’Anno Mariano, che saranno inviate alla commissione preparatoria, il P. Generale dà una valutazione d’insieme ma raccoglie anche suggerimenti dai partecipanti. A partire dalla vitalità che l’Ordine esprime in questi anni e dei tentativi di risolvere con varietà di strumenti gli ostacoli che trova nel suo cammino, il P. Generale manifesta la sua fiducia e positività nelle risorse spirituali e umane dell’Ordine stesso. Quindi l’incoraggiamento a fare tutti la nostra parte con senso di responsabilità e generosità. Nessuno deve tirarsi indietro, ma siamo certi che gli sforzi dei singoli saranno il successo dell’Ordine. Viene recepito il suggerimento di mettere sempre le persone al centro, di parlare con i confratelli e di dar loro fiducia e renderle partecipi anche delle decisioni che vengono prese. Vanno affrontate in pratica le proposte per chiudere con i Direttori e la Ratio attraverso incontri come questo. Così si raccomanda di non aumentare il numero degli aspiranti in Indonesia mentre si trova la migliore soluzione per i futuri novizi. L’India che vuole espandersi ha solo da scegliere se nello Sri Lanka oppure in Europa o in Colombia. Per la formazione dei futuri formatori, si valutino le altre proposte, ma si sappia che la comunità di Campitelli è sempre disponibile.

 8 ottobre 2018, vigilia della solennità di San Giovanni Leonardi, nostro Padre Fondatore

P. Vincenzo Molinaro
Rettore Generale OMD
Sabato 01 Settembre 2018 12:51

444 Anni della Fondazione

OMD 444sito444 anni fa, era il primo settembre del 1574 quando padre Giovanni Leonardi fondò l’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio nella consapevolezza che bisognasse agire e adoperarsi perché il Concilio di Trento e il suo grande impulso dottrinale non rimanesse vuota e sterile accademia. Giovanni Leonardi, alla stregua di altri santi suoi contemporanei, percepisce che la formulazione della sua risposta alle esigenze del Regno debba esprimersi al plurale.

L’umile e modesto artigiano Giorgio Arrighini, con i rampolli di due famiglie patrizia lucchesi, Giovanbattista Cioni e Cesare Franciotti, furono i primi giovani suggestionati dal fascino e della forza carismatica del Santo.

L'impronta spirituale lasciata da S. Giovanni Leonardi rimase il segno sicuro e indelebile perché "la piccola barchetta" da lui fondata (come amava indicare la sua istituzione), varcasse le soglie della storia per servire la Chiesa del Signore.

Fin dall'inizio un radicalismo evangelico caratterizzò la vita del fondatore e dei primi compagni. L'apostolato e la vita comune divennero i due poli dai quali venne ad irradiarsi l'intera esperienza della famiglia del Leonardi. La vita semplice, un profondo spirito di accoglienza, l'obbedienza sincera, la castità come dono che viene dall'alto, la preghiera comune per scrutare i progetti di Dio, suscitarono l'interesse della gioventù lucchese che subito bussò alla porta di casa Leonardi per condividere tale esperienza. Ed è proprio alle giovani generazioni che il santo fondatore rivolse le sue prime attenzioni. Era necessario riannunciare il Vangelo con schiettezza e semplicità.

«L’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, che lo Spirito Santo suscitato nella Chiesa per opera di San Giovanni Leonardi, si propone come fine la santificazione dei propri figli e il generoso servizio delle anime, mediante la professione dei consigli evangelici e della vita comune, nella pronta disponibilità ai carisma dello Spirito». (Cost. n.1).
Mercoledì 15 Agosto 2018 10:44

ASSUNTA 2018

AssumptionCarissimi fratelli,                                                                              
il desiderio di continuare la tradizione della lettera dell’Assunta si associa alla ricerca di nuove forme di comunicazione all’interno dell’Ordine. E’ con questo spirito che vi invio la riflessione sulla beata Vergine Maria Assunta in cielo, scritta da p. Samy Arockiasamy da pochi mesi licenziato in Mariologia presso l’Istituto Marianum di Roma. Alle riflessioni vivaci ma un po’ letterarie di P. Samy, voglio però aggiungere  qualche parola per dire il cammino che l’Ordine vuole percorrere nella consapevolezza di essere nati dal mistero dell’Assunzione. Il Fondatore l’ha contemplata da bambino, ne ha sentito le lodi, l’immagine di Maria rapita in Paradiso per fare compagnia al Figlio glorioso, con il suo stesso corpo, ha certamente impressionato il fanciullo e l’adolescente. Da giovane, poi, se ne è fatto annunciatore.

L’Assunzione è il coronamento di una storia vissuta già sulla terra con una comunione che si può definire speciale. Era più che intima, profonda, personale. Molti santi hanno stabilito un rapporto con gesù di questa portata. Con Maria, il rapporto è così totale che Gesù non si frena davanti a espressioni che possono sembrare forti, irriverenti. “Che c’è tra me e te, o donna?” Dice a Cana, con la traduzione un po’ dura alla quale eravamo abituati. E poi quell’altra parola, dopo che una donna ha proclamato Maria beata per la sua maternità…”più beato chi fa la volontà del Padre”: ora si comprende che tra Gesù e Maria c’è un feeling davvero unico, che non ha bisogno di approvazione, né di parole misurate…quando Gesù parla, Maria è lì. Maria c’è sempre, anche in cielo, verrebbe da dire che sembra addirittura anticipare il Cristo. A Cana, dice: “Fate quello che vi dirà”, come lo sapesse, anzi perché lo sapeva. Lo sapeva da prima. Maria è sempre prima, non perché vuole mettere in ombra Gesù ma perché la sua dedizione fa di lei un creatura prodigio, una creatura che da sempre ha imparato a donare, donare tutto.

Ecco qui mi fermo, per farvi gli auguri, per invitarvi a entrare nella devozione all’Assunta. Per farvi donatori, donatori della vostra vita, della gioia, della fraternità, della consacrazione. Per camminare con Maria verso la donazione  totale. Buona festa e buona rinnovazione.

Roma, 30 luglio 2018                                                            P. Vincenzo Molinaro

 

L'Assunzione della Beata Vergine Maria

Sia i protestanti che i cattolici credono che il corpo di Gesù Cristo sia ora in paradiso. Questa dottrina è chiamata Ascensione ed è esplicitamente rivelata nella Bibbia. Tutti i cristiani credono anche che i corpi dei giusti saranno uniti alle loro anime alla fine del mondo e saranno glorificati in cielo secondo il modo del Corpo Risorto di Cristo. Questo è anche rivelato esplicitamente nel Nuovo Testamento. Ne consegue, quindi, che i corpi e le anime dei santi defunti sono ora separati che le loro anime sono in cielo e i loro corpi nella tomba. I cristiani di ogni denominazione concepibile sono d'accordo su questi due dogmi. Dopo questo, tuttavia, protestanti e cattolici si separano, perché i cattolici credono che il corpo della Beata Vergine Maria sia anche in cielo. Chiamiamo questa dottrina l'Assunzione. Con essa riteniamo che la glorificazione della carne, che avverrà per noi solo alla fine dei tempi, sia stata concessa a Maria alla fine della sua vita terrena. Crediamo, quindi, che i corpi di entrambi Gesù e Maria siano ora in paradiso. C'è, tuttavia, questa differenza: Gesù si alzò dal sepolcro e ascese al cielo con la sua stessa potenza, mentre il corpo di Maria fu portato in cielo dal potere di suo Figlio. Per questo motivo, usiamo due parole diverse: l'Ascensione di Cristo e l'Assunzione di Maria.

Origine della festa

A partire dalla metà del V secolo, il 15 agosto si celebrava una festa intitolata "Commemorazione della Madre di Dio" in un santuario situato vicino a Gerusalemme. Verso la fine del VI secolo questa divenne una festa che commemora la fine della vita di Maria sulla terra e fu chiamata la "Dormizione della Madonna". All'inizio dell'VIII secolo papa Sergio introdusse la festa a Roma insieme ad altre tre feste della Beata Vergine. Da Roma si diffuse rapidamente in tutta l'Europa occidentale. Fu papa Adriano che, alla fine dell'VIII secolo, le diede il nome di "Assunzione di Santa Maria". La Chiesa greca si interessò a questa domanda molto prima della Chiesa latina. Entrambi gli scrittori greci e latini, tuttavia, hanno prontamente riconosciuto la loro ignoranza sul modo in cui la Beata Vergine Maria ha lasciato questo mondo.


Implicito nella Bibbia

La Bibbia in nessun posto menziona esplicitamente questa glorificazione del corpo Immacolato di Maria. Ciò che Dio ha rivelato è tuttavia certo: altrimenti non avrebbe potuto essere definito un dogma di fede. Una rivelazione pubblica dell'Assunzione deve essere stata fatta agli Apostoli, o almeno a uno di loro, perché la rivelazione pubblica si è conclusa con la morte dell'ultimo Apostolo. Vi sono, tuttavia, diverse rivelazioni implicite dell'Assunzione nella Bibbia. I testi più importanti sono (Gen 3:15, Lc 1, 28; Apoc 12: 1- 2).

Ragioni per l'assunzione della Beata Vergine Maria

               L'antica credenza nell'Assunzione era basata sulla convinzione cristiana che Cristo avrebbe voluto che sua Santa Madre partecipasse a tutte le sue prerogative. Pertanto, l'ha associata alla propria glorificazione mediante una risurrezione anticipata.               La corruzione della tomba è una punizione per il peccato (Gen 3:19). La nostra carne è una "carne di peccato" (Rom 8: 3). Attraverso i desideri di questa carne, la maggior parte dei nostri peccati è commessa. In Maria, tuttavia, non c'è la minima macchia di peccato. Con la sua Immacolata Concezione e la sua pienezza di grazia, aveva diritto all'immunità dalla corruzione nel suo corpo. Questo principio di corruzione che portiamo dentro di noi non esisteva in lei. "Carne e sangue" dice la Bibbia, "non può possedere il regno di Dio" (1Cor 15:15). Persino i corpi dei santi non meritano di entrare nel regno di Dio. Devono prima essere rinnovati per mano di Dio. Ma il corpo di Maria - Immacolato, puro, senza peccato - è di conseguenza incorruttibile.               Fin dal primo momento del suo concepimento, lo stato della Beata Vergine Maria era analogo, ma superiore, allo stato di Adamo ed Eva prima della caduta. Se non avessero peccato, non avrebbero ascoltato la divina maledizione: "Polvere sei e polvere tornerai" (Gen 3, 19).               Il corpo immacolato di Maria fu, in un certo senso, l'origine della santificazione di tutta l'umanità. La sua carne era usata per formare la carne di suo Figlio; la carne che ha usato sulla Croce per distruggere la morte e il peccato, e che ci ha dato per risorgere dai morti. Questa carne, la carne di Maria, la carne di Cristo, lo strumento della nostra redenzione e risurrezione, non era soggetta alla corruzione della tomba.               "L'utero che portava Gesù Cristo, le mani che lo carezzavano, le braccia che lo abbracciavano, i seni che lo nutrivano, il cuore che lo amava così tanto - è impossibile pensare che questi si siano ridotti in polvere" (P. Canice OFM )               La perfetta vittoria di Cristo su Satana includeva la vittoria sul peccato e sulla morte. Ma Maria, la Madre di Dio, era intimamente associata a Gesù nella sua vittoria su Satana. Non solo ha fornito la carne che Cristo ha sacrificato per la nostra Redenzione, ma ha anche avuto un ruolo preciso di cooperazione in questa Redenzione. Era associata a lui nelle diverse parti del suo trionfo. Quindi, è stata associata a lui nella  vittoria sulla morte dalla sua anticipata resurrezione e Assunzione. L'argomento è usato da Papa Pio IX nella bolla Ineffabilis Deus.               Nella concezione verginale e nella nascita di suo Figlio, Dio compì un miracolo assolutamente unico. Questo miracolo era un atto di rispetto divino per la carne della Madre di Dio. Contro tutte le leggi della natura ha preservato l'integrità corporale di sua Madre. Avrebbe più tardi permesso a quella carne immacolata di subire l'incommensurabilmente più grande lesione della corruzione della tomba? Ciò non sarebbe mai potuto accadere.               È un principio basilare dell'insegnamento cattolico che tutte le prerogative e le glorie di Maria siano dovute a Gesù Cristo. La sua dignità divina presuppone e richiede tale perfezione in sua Madre. La carne di Maria era la carne di Cristo; e Cristo lo possedette per preservare dalla dissoluzione il corpo che aveva servito per formare il proprio corpo. Il corpo di Maria, come la sua anima, doveva essere senza peccato e senza macchia. L'umiliazione del Figlio sarebbe stata l'umiliazione della Madre.  

La preghiera dell'assunzione di Papa Pio IXOh! Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli Uomini,crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella tua Assunzione trionfale,sia nel corpo che nell'anima, nel paradiso dove sei acclamata comeRegina di tutti i cori di angeli e tutte le legioni dei santi,e ci uniamo con loro per lodare e benedire il Signore.  

 

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