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IL SALUTO MESSIANICO
E quando la Chiesa si raduna per celebrare il suo Signore, augura a tutti la sua presenza salvifica: «Il Signore sia con voi», eco di quel saluto messianico che corre lungo le pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento. La scena lucana della visitazione (Lc 1,39-45) oltre ad offrirci lo spaccato di un momento familiare carico di attese, permette al lettore credente di riconoscere il Dio delle promesse che visita in modo imprevedibile il suo popolo nella gioia. Maria è qui il segno della benedizione che sta per compiersi. Zaccaria al termine della liturgia nel tempio di Gerusalemme non può congedare il popolo, il saluto benedicente è precluso (Lc 1,22). Il racconto evangelico sconvolge l’antica prassi liturgica. Sarà Elisabetta a benedire colei che Madre del suo Signore porta in sé la benedizione che da Abramo (Gen 12,3; 18,18; Sir 44,21; Gal 3,8) giunge a tutte le genti. Le parole pronunciate da Elisabetta prolungano quelle dette da Gabriele (Lc 1,28.30) e riecheggiano, a sua volta, quelle rivolte a due figure femminili dell’Antico Testamento: Giaele e Giuditta (Gdc 5,24; Gdt 13,18-19). Due donne che avevano vinto il nemico e liberato il popolo. Ancora una volta, la presenza salvifica del Signore si rivela nella fragilità e nella debolezza di due donne che stanno per partorire (paradosso biblico!). Lì è possibile scorgere la signoria di Dio, la sua salvezza, e la liberazione che Maria lascerà risuonare nelle parole del magnificat.
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