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ICONA DI SAN GIOVANNI LEONARDI Lettura dell’icona L’icona, dipinta dall’artista cileno G Zenteno nel 2006 e benedetta dal Santo La tradizione Bizantina si è abbeverata alle fonti dei padri greci, ed ha sviluppato creativamente una teologia della bellezza vissuta nei suoi santi, realizzata nello splendore dell’arte iconografica e nella contemplazione silenziosa. L’icona di San Giovanni Leonardi è quindi da considerare dentro tale contesto. Non è un’opera d’arte singola, non è un autoritratto del santo, ma è scrittura con i colori e le forme della santità di Dio che si rivela nel volto di coloro che hanno assunto i sentimenti di Cristo (Fil 2). I santi, uomini della beatitudine, sono sempre presenti nella coscienza e nella vita di un cristiano, incessantemente commemorati nella preghiera della Chiesa e nella sua arte. L’icona di un santo, raffigura una persona vissuta in tempi e luoghi noti; se ne conosce il genere di vita, il profilo biografico, gli scritti, il modo con cui si rese celebre nel condurre una vita cristiana, nel difendere i valori del Vangelo, il genere di morte, i miracoli e anche la leggenda. L'azione del santo non cessa di influenzare la società anche dopo la sua morte; al contrario, nella fase postuma essa diventa ancora più estesa e significativa. Così il Leonardi, con addosso l’abito dell’Ordine da lui fondato: veste con fascia colletto e mantello, incarna l’esperienza pasquale di chi rivestito di Cristo propone all’uomo di oggi la novità del Vangelo. In questo caso l’abito fa il monaco! Il volto nimbato (aureola) segno della santità e lo sprofondamento nel divino (oro), rivelano il tratto della divina-umanità di Cristo partecipata al santo. In effetti, la rappresentabilità di Cristo figlio di Dio e dei santi è possibile per il mistero dell’Incarnazione. Lo sguardo del Leonardi nell’icona, si perde in uno spazio ed un tempo che non sono terreni, ma sono in Dio. La bocca dalle piccole labbra socchiuse indica il silenzio mistico. Nell’icona segnala l’indicibile che annunzia il Logos la cui Parola proviene dal silenzio dell’Altissimo (Sap 18,14). Il gesto delle mani opera una sorta di movimento circolare intorno al baricentro dell’icona. Sono le mani di un sacerdote che benedice con il “Nome Santo”, davanti al quale ogni ginocchio si piega nei cieli sulla terra e sottoterra (Fil 2,10). La posizione delle dita forma il monogramma ICXC in greco le iniziali del titolo cristologico: Gesù Cristo. Il libro dei Vangeli, è l’altro tesoro che Giovanni stringe sul cuore mostrandolo. Il suo annunzio occupa l’intera esistenza del Leonardi. La devozione mariana è significata nel rosario annodato alla fascia che cinge la vita del santo. La Vergine Madre di Dio ha cinto fin dall’infanzia l’esistenza del Leonardi, così da far risplendere in lui la beatitudine dei puri di cuore. Il blu della veste (1) ricorda un fiume in piena che scende dal nimbo dorato, come la città santa dell’Apocalisse che procede dal cielo (Cf. Ap 21,1ss); lì scaturisce il fiume con i suoi ruscelli che allietano sulla terra la dimora dell’Altissimo (Cf. Sal 46,5). ________________________
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