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LA VENDETTA DI DIO È L’AMORE

Conversione è una delle parole chiave della Quaresima che oggi l’evangelo coniuga con la pazienza. Dio viene nelle vesti di contadino ad insegnare i segreti della crescita, ad individuare il pericolo della sterilità, a consigliare tagli indispensabili per ciò che non porta frutto. C’è tutto un programma che segna il ritmo di questo tempo santo ed offre le coordinate della vita cristiana. Siamo noi ad interpellare Dio e la nostra richiesta spesso coincide con la domanda sul dolore innocente. Dov’è Dio quando l’uomo soffre? Dov’è l’uomo nel suo soffrire? Sono due domande che misteriosamente s’intrecciano, come si mescolò il sangue dell’assurdo sacrificio di quei pii Galilei colpiti da Pilato (Cf. Lc 13,2). Dio non mette la spada nella mano degli omicidi, non è l’autore delle catastrofi, non si vendica alla maniera degli uomini.

Ci può essere un pericolo più grande di una calamità, quello di perdere se stessi, di non trovare più il contatto con la propria intimità, di lasciarsi trascinare senza alcuna meta dal dolore e dai dubbi che paralizzano il cuore. Se quella di Dio è la misura della pazienza, la nostra è quella della conversione. Egli è qui con me, con le mie sofferenze e con la mie gioie, con la mia morte e la mia vita. Egli è scudo, roccia, mano paziente del contadino che alimenta la speranza. “Io sono” (Cf. Es 3,14) io ci sono, io sono con te, per difenderti e amarti, per liberarti e salvarti, per nutrirti e rispondere ai tuoi bisogni. “Io sono”. Con questo nome l’Altissimo si è rivelato a Mosè. Io sono colui che ti ho disegnato sul palmo della mano (Cf. Is 49,16), tu che sei uomo fatto di terra. Io sono colui che ti trasporta su ali d’aquila (Cf. Es 19,4).

Mi tolgo i sandali e a piedi nudi sosto dov’è la tua dimora, memore che sei tu che chiami per nome e mi dici chi sono. Eppure, Dio si è lasciato calpestare dagli uomini, schiacciare dalla loro arroganza. Segnato sulla croce da una violenza inaudita, ha mostrato che l’amore è possibile, che l’amore può fiorire in mezzo al dolore, che la vita oltrepassa la morte ed è parola definitiva sull’uomo. L’opportunità che la Quaresima offre per riorientare le nostre esistenze a Cristo, ci chiede di non sprecare la nostra conversione, di non lasciare che le infecondità condizionino totalmente la vita cristiana. Così, aggrappati all’albero della croce, apprendiamo la fedeltà e portiamo frutti duraturi.

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