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NOTIZIE
Agosto 2009

 


Data: 30 agosto 2009
A Trevi il giubileo leonardino delle famiglie adottive Pro ICYC

Una tre  giorni (28-30 agosto) nella quale si sono incontrate le famiglie adottive legate all’Associazione  Pro ICYC voluta da Padre Alceste Piergoivanni che ha speso l’intera esistenza nella cura dei piccoli,  offrendo loro un  abbraccio ed il pane, ciò che sostanzia la crescita fisica ed affettiva, realizzando così la pagina evangelica nella quale Gesù si identifica con colore che avevano fame, erano, nudi, prigionieri, malati.

Nella mattinata di Domenica 30 agosto l’incontro è culminato con l’accoglienza delle reliquie di San Giovanni Leonardi e la celebrazione eucaristica presieduta dal Rettore Generale P. Francesco Petrillo, e concelebrata dal Delegato del Cile P. Guillermo Arceu e dal Postulatore P. Davide  Carbonaro.

Durante l’omelia il P. Generale ha ricordato che “Giovanni Leonardi fu un prete originale” e che la sua preoccupazione educativa nacque da un sincero e personale incontro con Cristo. Il nostro perseguire la vita cristiana, ha proseguito il Padre, “non è una questione morale o intellettuale, ma un autentico incontro con Cristo” come accadde per san Giovanni Leonardi e per lo stesso P. Alceste che ne seguì le prospettive carismatiche. Intorno al Leonardi e alla sua fedeltà evangelica “si radunò ben presto una comunità, un corpo che genera tessuti umani carichi di bellezza, verità e giustizia”. I venti anni dell’associazione Pro ICYC sono un “sigillo all’alleanza che san Giovanni Leonardi realizzò amando e servendo i più piccoli”.

 


Data: 26 agosto 2009
A Roma la memoria liturgica di San Giuseppe Calasanzio

Nella Chiesa Di San Pantaleo a Roma dove riposano le spoglie di San Giuseppe Calasanzio fondatore degli Scolopi, durante la festività liturgica ha partecipato il Rev.mo P. Generale che ha presentato al nuovo Superiore Generale delle Scuole Pie, recentemente eletto l’augurio del nostro Ordine.

P. Pedro Aguado è stato eletto lo scorso 4 luglio a Peralta del la Sal in Spagna durante il 46° Capitolo Generale dell’Ordine. Attualmente, sono 1.600 gli Scolopi, sacerdoti e fratelli, che svolgono la loro missione in 32 Stati dell'Europa, dell'Asia, dell'Africa e delle Americhe. I centri in cui operano sono 200. La loro opera di religiosi, sacerdoti, educatori è rivolta soprattutto a favore dei giovani attraverso l'insegnamento nella scuola, la catechesi, l'animazione dei gruppi e dei centri giovanili, le missioni, i centri educativi e di assistenza, le parrocchie. Il fondatore dell’Ordine, San Giuseppe Calasanzio, è stato dichiarato santo nel 1767, ed il Papa Pio XII lo definì nel 1948 "celestiale patrono di tutte le scuole popolari cristiane".

 


Data: 24 agosto 2009
Nella Cattedrale di Owerri in Nigeria la delegazione concluderà il giubileo leonardino

Sarà l’Arcivescovo di Owerri Sua Ecc.za Mons. Obinna a concludere nella Cattedrale dell’Assunta ad Owerri, Imo State (Nigeria) le celebrazioni per il IV centenario della morte di San Giovanni Leonardi. Le celebrazioni culmineranno il 31 ottobre con la presenza del P. Generale e le autorità religiose e civili locali.

Il Programma delle celebrazioni Download (385 KB)

 


Data: 24 agosto 2009
Confermata Sr. Raffaella Funari Generale delle Oblate del Bambino Gesù

Per il terzo mandato Sr. Raffaella Funari è stata confermata Superiora Generale delle Suore Oblate del Santo Bambino Gesù. Istituto fondato nel XVII secolo dai Servi di Dio Cosimo Berlinsani (OMD) e Anna Moroni. Sr. Raffaella è nata a Servigliano il 14 febbraio 1945. La spiritualità delle Oblate del Bambino Gesù trae origine dal mistero dell’Incarnazione, vissuto nello spirito dell’infanzia spirituale, con una peculiarità tutta particolare: "Essere Nutrici di Gesù Bambino", cioè generarlo, nutrirlo, farlo crescere nel proprio cuore e in quello del prossimo con le buone opere.

Le Suore sono impegnate nella Catechesi, nelle Scuole di diverso ordine e grado, nell’accoglienza a giovani universitarie e a pellegrini.

La Congregazione è presente in Brasile e in Perù, l’attività principale è la formazione umana, cristiana e culturale, recupero di adolescenti, e l’insegnamento nelle scuole di piccoli e grandi. Si adoperano per le adozioni a distanza.

 


Data: 19 agosto 2009
Il Giubileo dei Giovani Leonardini in Cile

Il 15 agosto i giovani di tutte le comunità dell'Ordine della Madre di Dio si sono ritrovati negli accoglienti locali del Collegio San Juan Diego di Guadalupe per vivere il loro Giubileo Leonardino. Essi ci hanno fatto giungere questa carrellata di fotografie che documenta l'intensa attività svolta e ci fa condividere la gioia di questo incontro di fede. Nella festività dell'Assunta è tradizione ormai che i giovani leonardini si incontrino per quello che ormai è il lor appuntamento annuale. Quello di quest'anno ha assunto, in ogmi modo un valore aggiunto, essendo motivato dal Grande Giubileo che tutto l'Ordine sta vivendo.

Quasi 400 i giovani che hanno aderito all'invito che neppure l'inclemenza del tempo ha potuto scoraggiare. Sotto una pioggia battente, ma protetti dall'accogliente struttura del Collegio che l'Ordine gestisce nella periferia di Santiago (Maipù), essi hanno dato vita ad una giornata ricca di riflessioni, di celebrazioni e di calorosa accoglienza.

Il testo del reportage in spagnolo Download (50 KB)

Fotogalleria

 


Data: 14 agosto 2009
Lettera circolare del Padre Generale

Il Padre Generale annuncia la seconda Visita Fraterna alle comunità dell'Ordine e porge gli auguri per la Solennità dell'Assunzione di Maria al cielo.

Il testo della Lettera Download (50 KB)

 


Data: 9 agosto 2009
I santagatesi si stringono intorno "all’Ospite Santo"

Intorno al “Santo Ospite” come più di quattrocento anni fa, i cittadini di Sant’Agata, le autorità e il clero si sono ritrovati per rendere omaggio a chi per qualche tempo ha visitato questi luoghi facendo rifiorire lo spirito e la fede. Non più con le vesti del visitatore, ma con quelle del Santo.

Stretto accanto a Giovanni Leonardi il popolo è tornato a supplicare per la città, per gli emigrati, per i bisogni dei sofferenti e dei lavoratori, per quanti vivono nel disagio e nella povertà. Richieste antiche e nuove che nascono dalle labbra dei semplici e giungono al cuore di Dio.

In questi giorni San Giovanni Leonardi con le sue reliquie che hanno sostato nella Chiesa Madre di San Nicola, è diventato per tutti Padre di speranza e segno della presenza misericordiosa di Gesù.

Nell’itinerario spirituale percorso durante questa “settimana missionaria”, ha affermato il parroco don Sante Dota, “San Giovanni Leonardi è tornato a predicare la Parola di Dio in mezzo a noi, a testimoniare la bellezza della santità”.

Le celebrazioni eucaristiche in cui è risuonata la Parola del Vangelo di Gesù, l’adorazione silenziosa e orante, invito a fissare con lo sguardo il mistero presente nel segno del Pane donato; l’incontro con i giovani alla scoperta di una immagine di sé autentica, non griffata o fraintesa, ma riflesso della santità di Dio che si rispecchia nei santi; l’incontro cordiale con le famiglie con i giovani nella zona di San Rocco,  gli ammalati, in particolare quelli dell’Istituto del Sacro Cuore; l’appuntamento con le pagine della storia e della spiritualità che hanno permesso un viaggio nel passato per rileggere il presente, un deposito che non solo va custodito, ma consegnato alle giovani generazioni.

Tutto questo, è stato ricordato nel saluto che la comunità santagatese ha rivolto al “Santo Ospite”, accompagnandolo festosa e riconoscente per la piazza principale del paese, lungo le vie strette dalle case dove si sperimenta la quotidianità, fino al Monastero delle Grazie che il Santo visitò oltre quattrocento anni fa, restituendo ai monaci virginiani e al popolo di Dio un luogo dove crescere nella fede e nella cultura.

Il caldo umido ricopre l’urna di condensa, lasciando intravedere l’immagine del Santo, un segno della spiritualità leonardina: solo Cristo ed il suo sguardo al centro di tutto, solo il suo passaggio segna i cuori degli uomini.

 

Il video della partenza delle Reliquie San Giovanni Leonardi

 

 


Data: 9 agosto 2009
I giovani leonardini a Campo Matese: formazione e preghiera

Ottanta giovani riuniti a Gallo Matese per il campo estivo OMD dal 3 al 7 di agosto. Tema di quest’anno è stato “Risplenda la vostra vita” frase di San Giovanni Leonardi, che abbiamo analizzato alla luce della trasfigurazione di Gesù. Sono stati giorni intensi, ricchi di attività, preghiera, meditazioni di gruppo e personali, spiegazioni bibliche, ma anche tanto divertimento.

Il primo giorno – afferma Gabriella Piazzola -  “abbiamo conosciuto Pietro il pescatore intraprendente, irruento, generoso, che riconosce la persona del Figlio di Dio ma ha difficoltà a uscire dai propri schemi; Giacomo il figlio del tuono, zelante ma spesso bisognoso di conferme dal Maestro, di segni di predilezione, colui che berrà per primo il calice forte della passione, morendo per mano di Erode; Giovanni, il discepolo amato, quello più discreto, silenzioso ma profondo, acuto quanto lo sguardo dell’aquila, capace di custodire ogni cosa, come Maria al cui fianco sta presso la croce, unico tra i discepoli.

Il secondo giorno ci siamo messi in cammino tra le splendide montagne per giungere al lago di Gallo dove abbiamo incontrato due nuovi personaggi Elia,  il profeta che dialoga con franchezza con Dio, colui che nutrito da Dio ritorna sui suoi propositi per fare la volontà di Dio e seguire la rotta che Lui ha tracciato e, Mosè il balbuziente insicuro, che si tira indietro, ma poi si fida di Dio che gli si offre come un bastone.

Il terzo giorno, giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Trasfigurazione, ognuno di noi si è lasciato avvolgere dalla luce del Cristo che rinnova tutto e dona forza e speranza per il nostro cammino.

Se all’inizio eravamo spaesati per il nuovo ambiente, dopo è stato facile e divertente organizzarci nei vari gruppi per tenere puliti gli ambienti comuni, dare una mano in cucina e occuparsi dei momenti di preghiera”. Giorni vissuti nella familiarità e nell’impegno per crescere con quella luce del Maestro che brilla nella vita di ognuno.

 

 


Data: 7 agosto 2009
Un Simposio storico-spirituale per ricordare la Visita del Leonardi a Sant’Agata di Puglia

Nella serata di giovedì 6 agosto la cittadina di Sant’Agata di Puglia, che in questi giorni ha accolto le reliquie di san Giovanni Leonardi, si è svolto un simposio storico-spirituale che ha voluto fare memoria della visita apostolica del Santo nel monastero dei Benedettini di Montevergine. Il Leonardi nel 1596 vi fu inviato come Commissario Apostolico dal Papa Clemente VIII. Il Simposio si è svolto nella Chiesa delle Grazie che porta ancora tracce storiche e architettoniche della presenza benedettina virginiana. Il Sindaco Rag. Lorenzo Russo e il Parroco Don Sante Dota hanno inaugurato una  targa commemorativa che intreccia eventi del passato e rendimento di grazie presente:

“QUESTO MARMO CELEBRA E COMMEMORA  LA VENUTA A SANT’AGATA DI PUGLIA IL 2 MAGGIO 1596  DI S. GIOVANNI LEONARDI (1541-1609) FONDATORE DELL’ORDINE DEI CHEIRICI REGOLARI. DELLA MADRE DI DIO. COMMISSARIO APOSTOLICO INVIATO DA P. CLEMENTE VIII SUPPLICE IL POPOLO CONSENTI’ LA PERMANENZA  DEI BENEDETTINI DI MONTEVERGINE  NELL AMPLIATO MONASTERO DI S. MARIA DELLE GRAZIE  DI QUESTOPAESE  GRATA CON IMMUTATO FERVORE RELIGIOSO NEL IV CENTENARIO DELLA MORTE LA COMUNITA’ SANTAGATESE ACCOGLIE E VENERA LE SUIE RELIQUIE DAL 1 ALL’ 8 AGOSTO 2009”.

Il comitato scientifico è stato diretto dalla prof.ssa Dora Donofrio del Vecchio vicepresidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia. Ha aperto il Simposio P. Francesco Petrillo Rettore Generale OMD che ha offerto alcune chiavi interpretative sull’azione apostolica e riformatrice di San Giovanni Leonardi. La sua fu una proposta audace e diretta. “una  attenta analisi dei mali che affliggono la Chiesa e l’offerta di  una medicina più appropriata”. Il Leonardi “ebbe ad accostare il corpo malato della Chiesa. Fu l’epoca delle grandi lacerazioni, molti percependo il disagio intraecclesiale, fecero scelte alternative e spesso dolorose. Questa situazione non  poteva lasciare indifferente chi amava Cristo e la Chiesa. Se si conosce il male si comincia ad agire. Così il Leonardi invitava alla conversione personale: Con il cuore umile andiamo dal medico Cristo,  affermava il Santo in uno dei suoi sermoni, egli solo cura l’ anima e sana con i suoi doni”. L’altro male che imprigionava il corpo ecclesiale, ha proseguito P. Petrillo era il “nozionalimo vuoto e fine a se stesso.  A questo il Leonardi sostituisce una predicazione autentica ed incentrata sul mistero di Cristo. Una Chiesa senza Cristo al centro svuota il Cristianesimo, lo rende inaffidabile. Il primato apostolico e missionario che il Leonardi incarnò nella sua opera riformatrice, ebbe la sua cifra in ciò che appartiene a Cristo e che, di conseguenza, appartiene al discepolo di ogni tempo”.

Il percorso storico-spirituale dei benedettini virginiani è stato sviluppato da  P. Riccardo Guariglia O.S.B., in definitiva, ha esordito il relatore che “è possibile definire san Giovanni Leonardi il secondo fondatore della Congregazione virginiana dopo San Guglielmo da Vercelli”. In effetti, nel XVI secolo l’opera del Leonardi provocò un rilancio della spiritualità e del carisma originario della fondazione di san Guglielmo, “il quale pellegrino orante e penitente pose al centro della sua vita il primato della Parola. Mentre stava per  raggiungere la Terra Santa, san Giovanni da Matera gli indicò il meridione d’Italia e non l’Oriente, quale luogo per gettare il seme dell’ascesi. Si ritirò così verso il monte detto «Vergine». per riscoprire una spiritualità pura e autentica”.

Con il passare del tempo il modello autonomo benedettino fu soppiantato da una fiorente Congregazione monastica, appunto dei virginiani, che si costituiva intorno all’Abate più dominus che pater. Vennero così a costituirsi priorati dipendenti dalla Casa Madre di Montevergine. “Abusi e dilapidazioni, scarsa spiritualità dei monaci spinsero nel 1596 Clemente VIII su consiglio di san Filippo Neri, ad inviare il Leonardi come Commissario Apostolico dei  59 monasteri virginiani tra i quali quello delle Grazia  a Sant’Agata di Puglia. Il Santo visitò indefessamente, per cinque anni i monasteri e riorganizzò la vita regolare secondo i dettami del concilio tridentino. Un lavoro imponente, eliminando abusi e obbligando con forza e carità alle disposizioni disciplinari da osservarsi da tutta la Congregazione virginiana. L’intervento del Leonardi provocò una fioritura dell’Istituto che portò nel XVII secolo ad uno sviluppo spirituale e culturale. La presenza santagatese di san Giovanni Leonardi ed il quadro storico dell’istituzione virginiana nella Capitanata, sono state contestualizzate e sviluppate dalla Prof.ssa Dora Donofrio del Vecchio. La presenza benedettina nel sud Italia  tra l’XI ed il XII secolo fu necessaria alla “latinizzazione” di queste terre.

Da un esame concordato delle fonti la professoressa attesta che: “i virginiani giunsero a Sant’Agata intorno al 1100 e si insediarono nel monastero già appartenuto ai benedettini di san Pietro Ursitano.  Nel XVI secolo il priorato fu trasferito fuori le mura della cittadina santagatese in zona «serrone», un dirupo scosceso sulla valle della Capitanata. Qui vennero edificati i primitivi siti della Chiesa e monastero delle Grazie. La Visita del Leonardi avvenne in uno dei momenti più critici del Regno di Napoli, una crisi che si riversa anche sul piano ecclesiale e che  allentava e ritardava  i tentativi di riforma tridentina, All’epoca Sant’Agata contava 2500 abitanti e tre parrocchie. Un clero appartenete alla «Chiesa ricettizia», una sorta di casta a numero chiuso, attenta a difendere i propri interessi  più che curare le anime. Molti santagatesi furono conquistati dalla riforma protestante, e per sottrarsi all’inquisizione presero la via di Ginevra. In tale contesto il Leonardi giunge il 2 maggio 1596  accolto con attenzione dal popolo dai monaci e dal clero. La preoccupazione del Santo, fu da subito l’insufficienza del monastero  per la vita regolare e ne decretò la chiusura. Il popolo si gettò ai piedi del Santo implorandolo ed impegnandosi  a ricostruire il monastero. Il Santo vi ritornò accogliendo la proposta del popolo che lo  ricostruì nel luogo impervio del serrone per la cifra di 1000 scudi. L’Abate di Montevergine promise che avrebbe mandato al termine dei lavori 12 monaci, così da garantire secondo i dettami del Leonardi, l’osservanza regolare. Il Monastero fu ingrandito nel 1600 e prosperò. San Giovanni vi aggregò i monasteri soppressi,  decreto ratificato da Urbano VIII . L’opera riformatrice del Leonardi provocò una fioritura culturale e vocazionale che fu elogiata  dal papa  Benedetto XIV . I virginiani riformati, continuarono ad essere per la popolazione santagatese  un centro di spiritualità e di cultura fino alla soppressione avvenuta nel 1807.

Una pagina di  storia, ha concluso la Prof.ssa Donofrio, che ha inciso sulla vita del popolo fino ai nostri giorni con il dono di vocazioni alla Congregazione virginiana e all’Ordine della Madre di Dio fondato da san Giovanni Leonardi.

Il video del convegno: 1° parte (Documentario), 2° parte (Interviste)

 


Data: 4 agosto 2009
Presentato nella Basilica di Tuticorin (India) il CD musicale che celebra il Giubileo Leonardino

Domenica 26 luglio nella Basilica di Tuticorin (India) è stato presentato il CD musicale con cui i nostri confratelli indiani hanno voluto arricchire le celebrazioni del IV centenario della morte di san Giovanni Leonardi.

Il lancio del CD che contiene canti mariani, è stato presieduto dal Vicario Generale della Diocesi Mons. Oswald, e la prima copia del Cd è stata consegnata al Rettore della Basilica della Madonna della Neve Padre William. All'atto hanno partecipato tutti i nostri chierici e studenti che per l'occasione si sono recati in questa importante città del sud dell'India e hanno gioito di questo evento.

 


Data: 1 agosto 2009
Pellegrinaggio presso la tomba di San Giovanni Leonardi delle Suore Ministre degli infermi di San Camillo

A conclusione del Ritiro Spirituale che le suore della Congregazione Ministre degli infermi di San Camillo hanno tenuto a Roma dal 25 al 31 luglio, sotto la guida del Rev.mo Padre Generale P. Francesco Petrillo che le ha accompagnate in questo tempo di rinnovamento e di preghiera, le religiose si sono fatte pellegrine alla tomba di san Giovanni Leonardi per ottenere la grazia del Giubileo.

A guidare il gruppo delle suore c’era la loro Madre Generale Suor Juliana Fracasso con le Consigliere e molte religiose provenienti da diversi paesi. Giunte a Campitelli, esse hanno sostato in preghiera davanti alle reliquie del santo e poi hanno ascoltato le parole che il nostro Padre generale le ha rivolte per illustrare la vita e il carisma di san Giovanni Leonardi.

La Congregazione delle Ministre degli Infermi di san Camillo è stata fondata a Lucca dalla Beata Maria Domenica Brun Barbantini, ragione per la quale esse hanno avvertito con gioia il desiderio di onorare un santo che appartiene alla città dove anche la loro Fondatrice è nata ed ha sviluppato la sua opera.

La Beata Maria Domenica Brun Barbantini, in effetti, nacque a Lucca il 17 gennaio 1789 da genitori che la educarono secondo i principi della vita cristiana. All’età di 22 anni andò in sposa a Salvatore Barbantini, il quale, dopo solo cinque mesi di matrimonio, morì lasciandola vedova in attesa di un figlio, in mezzo al più grande dolore. Colpita poi anche dalla morte del figlio Lorenzo, avvenuta all’età di otto anni, Maria Domenica si consacrò totalmente a Dio dedicandosi alle opere di misericordia verso gli infermi. Donna di grande fede e di eroico coraggio, con un cuore pieno di tenerezza per ogni genere di sofferenza, in modo speciale verso le malate più povere ed abbandonate, fondò la Congregazione delle Ministre degli Infermi, dandole come carisma l’assistenza ai poveri infermi, tanto negli ospedali come nelle case private. Vera madre di tutti gli infelici non risparmiò nulla per sollevarli. Piena di carità, forte e generosa, passata attraverso gravi tribolazioni, morì a Lucca il 22 maggio 1868, in fama di santità.

Ai tre voti comuni a tutti i religiosi (povertà, obbedienza e castità), le Ministre degli Infermi ne aggiungono un quarto: di curare i malati di ogni genere e condizione.

Sono attive negli ospedali, nelle case di riposo e nelle case di cura; promuovono la pastorale della salute e l'educazione sanitaria di base; lavorano per il recupero dei tossicodipendenti e sono impegnate nella umanizzazione della morte.

Ai malati e sofferenti che assistono, esse annunciano la salvezza che è Gesù Cristo. Alla morte della Fondatrice il 22 maggio 1868, la Congregazione era costituita da una sola comunità. Oggi, le Ministre degli Infermi sono diffuse in Italia, Brasile, Taiwan, Thailandia, Filippine, Kenia, Albania, Haiti, Chile, e India. Esse curano i malati di ogni genere, anche a rishio della vita negli ospedali, nelle case di riposo, nell'assistenza domiciliare, ovunque il fratello o la sorella sia nella sofferenza e nella povertà. Attente ai segni dei tempi cercano di scoprire e curare le nuove piaghe della società contemporanea.

Testimoni dell'Amore di Dio verso gli ultimi, le Ministre degli Infermi vanno nel mondo annunciando la speranza cristiana “E' giunto a voi il Regno di Dio”.

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