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dal 1 al 13 ottobre 2008 / dal 14 al 31 ottobre 2008

 


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Data: 29 ottobre 2008
Il nuovo Seminario in Nigeria “St John Leonardi’s Jubilee” e la professione di sei novizi

E’ stato inaugurato dal Padre Generale in Nigeria il nuovo Seminario dedicato al Santo Fonadatore “St John Leonardi’s Jubilee Seminary”. Già da qualche mese i nostri giovani confratelli nigeriani abitavano nel nuovo seminario che finalmente permette loro di vivere ora in un ambiente comunitario più degno ed identificato di quanto non lo fossero state le precedenti strutture. Questo non ha impedito loro di preparare la grande festa per l’aperture ufficiale e la sua benedizione che si è realizzata il 24 ottobre in un ambiente di straordinaria gioia e di colore tutto africano.

Il nuovo seminario, che fin dal suo nome “St. John Leonardi’s Jubilee Seminary” fa riferimento al grande Giubileo che la nostra famiglia religiosa sta vivendo, vuole rendere ancora più evidente il grande segno che questo Quarto Centenario della morte di san Giovanni Leonardi rappresenta per tutti noi e la speranza fiduciosa nell’intercessione del nostro santo, fino a diventare uno dei luoghi della memoria in cui, in modo più vivo e concreto, si possa perpetuare il dono del giubileo leonardino.
Con questa festa anche la Nigeria è entrata idealmente attraverso la porta santa della misericordia e della gioia che quest’anno santo permette di vivere a tutti.Apri in un'altra finestra

L’arrivo del Padre Generale, P. Francesco Petrillo e dell’Assistente Generale, il Padre Ignazio Miccolis, giunti il giorno 21 ottobre, ha portato il saluto e l’abbraccio di tutti i confratelli sparsi nel mondo e ha fatto sentire i nostri padri e giovani chierici, novizi e postulanti veramente nel cuore di tutto l’Ordine.

L’edificio del nuovo seminario si presenta come un luogo che immediatamente avvolge in un ideale abbraccio chi lo visita, introducendo i suoi abituali ospiti e chiunque vi entra, in uno spazio raccolto e funzionale, dove tutto contribuisce alla crescita spirituale, umana e culturale dei futuri religiosi dell’Ordine. Il verde intenso della foresta che lo circonda, da cui giungono, soprattutto durante il silenzio della notte, i suoni di una natura ancora selvaggia e del mondo animale che la abita, fa sentire piccoli e, allo stesso tempo, inseriti in una cosmica armonia di voci, che sarà compito della preghiera quotidiana di rendere offerta e canto di lode a Dio in nome di tutti.

Fin dai giorni precedenti la festa, era evidente la grande attesa per questo evento che, senza ombra di retorica, si può definire storico negli annali di cronaca plurisecolare della nostra famiglia religiosa. I nostri giovani studenti, guidati dai due Padri indiani che con loro condividono la stessa vocazione religiosa, erano completamente assorbiti dai preparativi veramente imponenti che hanno richiesto per questa occasione. In effetti, si voleva rendere partecipi tutti di questa gioia giubilare, della gratitudine a Dio e ai benefattori per il nuovo seminario e anche accogliere le professioni di sei novizi che sono tra le primizie di questa presenza in Africa. É stato molto bello vedere che in questi preparativi i nostri non erano soli. Molte comunità religiose vicine ed amiche hanno contribuito allestendo una coloratissima scenografia festiva, preparando il cibo per tutti gli invitati, curando la celebrazione liturgica e il successivo spettacolo di intrattenimento. In particolare va rilevata per la sua vivacità, per il gran numero di aderenti e la straordinaria manifestazione di appartenenza all’Ordine, la presenza del “Movimento Laicale Leonardino” fondato già in Nigeria e guidato dal Padre James Methos con molta cura e dedizione e che si prospetta come una delle promesse più feconde per la condivisione del carisma dell’Ordine insieme ai laici.

La mattina del 24 era quindi tutto pronto: la facciata della cappella e l’altare erano dominate dal che in tutte le comunità OMD sta annunciando il Grande Giubileo Leonardino; lunghi teli colorati partivano dal Apri in un'altra finestracentro del cortile per stendersi su tutti i presenti e creando una ideale tenda in cui rifugiarci. Ai lati del cortile centrale erano state disposte opportune coperture per proteggere dal cocente sole i numerosi convenuti, non solo dal villaggio locale di Mgbahiri ma anche da Amakoia, dove fino a poco tempo fa si trovava la nostra casa ancora in affitto, dalla distante Lagos, da molti villaggi da cui sono venute suore, seminaristi ed amici del nostro seminario. Un rappresentante della ditta Ponti che ha costruito il seminario, ci ha portato il saluto e gli auguri di tanti ingegneri ed operai che per lunghi mesi si sono dedicati ad operare in questo luogo. Nessuno era a mani vuote ma, come si usa qui in Africa, con una gallina sotto il braccio, tuberi di Kassava che costituiscono la base dell’alimentazione quotidiana, prodotti locali, frutta e verdure,

L’arrivo dell’arcivescovo di Owerri, Mons. Antony Obinna, nonostante il forte ritardo che da queste parti non crea le ansie proprie dei nostri ritmi europei, ha aperto la solenne Eucarestia che si è protratta per oltre tre ore, concelebrata da venti sacerdoti e durante la quale ha avuto luogo la Professione Temporanea di sei nostri novizi che, avendo concluso il loro anno di speciale dedizione al rinnovamento spirituale personale e alla conoscenza della spiritualità dell’Ordine, ne sono entrati a far parte mediante la professione dei voti religiosi per un periodo di tre anni.

Canti fortemente ritmati, intensa partecipazione dei presenti, intreccio di lingue (inglese, Ibo, Italiano), volti e storie di molti continenti, non ci hanno fatto sentire lontani e separati, ma, al contrario, hanno realizzato una luminosa epifania del mistero della Chiesa: Una, Santa, Cattolica ed Apostolica. La santa Messa votiva era quella di san Giovanni Leonardi, di cui il Vescovo, forse per la prima volta in Africa, ne ha tracciato il valore ecclesiale e la felice coincidenza del IV centenario. Dopo la vibrante omelia dell’arcivescovo, ha avuto luogo la professione dei sei candidati che con evidente commozione hanno Apri in un'altra finestravisto coronato il sogno di un percorso che in alcuni momenti poteva sembrare assai distante e incerto, ma che ora, si rendeva concreto attraverso il loro “si” detto a Dio e l’accettazione che la Chiesa ne hafatto attraverso il Padre Generale. I segni esterni hanno parlato della loro nuova identità: rivestiti di Cristo nell’abito della festa dell’appartenenza alla nostra famiglia, con le Costituzioni in mano e il rosario mariano legato come pegno e impegno alla fascia del loro abito.

L’apertura ufficiale del seminario e la sua benedizione è avvenuta alla fine della celebrazione eucaristica, con la preghiera rituale, l’aspersione con l’acqua lustrale e l’apertura delle porte che d’ora in avanti si spalancheranno per essere casa dell’ascolto docile della Parola e dell’Obbedienza che prepara alla missione. La festa è proseguita ancora nella condivisione del pranzo per tutti: un pugno di riso, pollo, verdure e bibite, in un ambiente lontano da formalità che distanziano e incomodano, ma sempre accogliente e dignitoso. A carico dei Leonardian’s childrens e del Movimento Laicale Leonardino è poi stato offerto uno spettacolo di danze locali, di mimi, di discorsi che hanno protratto ancora per molte ore la gioia di stare insieme, fino a quando un infuocato tramonto africano ha proiettato l’ombra delle palme della vicina foresta sul nuovo seminario invitandoci al ritorno a casa, con un cuore pieno di gratitudine e di canti di festa.

Fotogalleria: La professione dei novizi nigeriani

 

Fotogalleria: La celebrazione per l'inaugurazione del Seminario in Nigeria

 

Fotogalleria: L'Arcivescovo di Owerri benedice il Seminario

 


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Data: 26 ottobre 2008
Radio Maria: “San Giovanni Leonardi nel segno della santità”

Ospiti nella diretta domenicale di Radio Maria di domenica 26 ottobre condotta da Don Gianfranco Poli, P. Davide Carbonaro, Paolo e Paola Boncristiano e Fratello Felix, i quali hanno animato un incontro a più voci sulla vita e l’attualità dello Santo Fondatore nel IV Centenario della morte. E’ nel segno della santità che si rende visibile in quanti continuano a far rivivere nel nostro tempo la ricchezza carismatica e spirituale di questo testimone del Vangelo di Gesù.

Tre grandi guadi possiamo percorrere nel nostro tempo in compagnia della “piccola barchetta” come Apri in un'altra finestra amava chiamare la sua Congregazione il Leonardi. Innanzitutto il coraggio di riformare la propria vita, Giovanni Leonardi ci offre la chiave che ogni autentica riforma-conversione parte da se stessi. La seconda immagine è quella dell’obbedienza, la profumata rosa dischiusa tra le spine, il cardine che apre le Apri in un'altra finestra porte del cuore alla volontà di Dio.

Essa è come un scala per salire verso Dio e poi scendere in mezzo agli uomini con la sua forza. Infine, con la loro vita santa i testimoni del Vangelo sono vicini a noi e nel tempo continuano a raccontare la misericordia del Padre.

Ascolta la trasmissione

 


Data: 22 ottobre 2008
La visita del padre Generale in Nigeria

Dal 21 ottobre al 9 novembre il P. Generale accompagnato dall’Assistente P. Ignazio Miccolis visiterà la Missione Nigeriana di Owerri. Si aprirà l’anno giubilare in Africa con l’inaugurazione del Seminario dedicato a San Giovanni Leonardi e la prima professione di sette giovani novizi.

 


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Data: 20 ottobre 2008
Il Leonardi, pagina di Vangelo vivo”. Celebrazione a Roma con il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

Una solenne liturgia eucaristica nella parrocchia romana dedicata a San Giovanni Leonardi è stata presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale. Le celebrazioni concludono i festeggiamenti liturgici del Santo Fondatore e avviano con la presenza delle reliquie il ricordo giubilare del IV centenario dalla sua morte. Apri in un'altra finestra

Così, l’Arcivescovo Amato ha tracciato una sintesi della vita evangelica del Leonardi illuminando l’odierna attenzione ecclesiale all’annuncio vivace del Vangelo. La figura del Santo lucchese: “ha reso dinamico e bello il volto della Chiesa”. Il suo anelito fu quello di spandere con entusiasmo l’evangelo di Cristo. Tale desiderio “incendiò il suo cuore” e divenne il “sogno della sua vita”, tanto che la sua stessa esistenza divenne un “autentico pellegrinaggio missionario”. Apri in un'altra finestra Fu “catechista convincente e coinvolgente” e guardò a Maria come Madre degli evangelizzatori, lasciandola come celeste protettrice e custode dell’Ordine da lui fondato.

Il messaggio di questo “gigante della santità” prosegue il Prefetto delle Cause dei Santi, si presenta con due caratteristiche che come credenti oggi ereditiamo dalla sua vita santa: “la fedeltà e la missione”. Fedeli alla Parola che ci trasforma in “pagine di Vangelo vivente”.

Il testo dell'omelia: Download (46 KB)

 


Data: 16 ottobre 2008
A Quinta de Tilcoco in Cile accoglienza del reliquiario di San Giovanni Leonardi

Per le strade di Quinta in una caratteristica processione popolare giorno 12 ottobre è stato accolto il reliquiario che sta pellegrinando presso la Delegazione cilena dell’Ordine. Alla presenza dei religiosi e delle numerose autorità civili, su di un caratteristico carro, la reliquia del Santo è stata condotta nella Chiesa parrocchiale dell’Assunta dove è seguita la solenne celebrazione dell’Eucaristia e la venerazione dei numerosi fedeli.

Fotogalleria

 


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Data: 16 ottobre 2008
Il Vescovo Domenico Sigalini racconta il Vangelo della Santità

Prosegue l’itinerario catechetico nella parrocchia San Giovanni Leonardi a Roma che in questi giorni custodisce le reliquie del santo fondatore. E’ stato il Vescovo di Palestrina Domenico Sigalini Assistente Nazionale di Azione Cattolica a presentare una vivace riflessione sull’ “essere santi oggi”. Occorre ritornare a quel Volto umano-divino di Cristo Gesù non solo per comprendere in termini concettuali la santità, ma per viverla concretamente. In effetti, la stessa pastorale e di conseguenza l’annuncio catechetico anche nella sua mediazione linguistica, spesso non mettono al centro la persona di Gesù, ma i modi come farsi santi e raggiungere una perfezione che all’evidenza dei fatti rimane distaccata e irraggiungibile. L’insistenza sull’ascesi staccata dalla mistica, sull’impegno rispetto al dono merita nell’attuale contesto pastorale un certo aggiustamento di tiro.

Il Vescovo Sigalini, ha poi riletto l’intera esperienza della chiamata e risposta all’evangelo di Gesù che non è “una sorta di norme senz’anima”. In fondo il Vangelo ci annunzia che essere santi significa “essere radicali e seguitori di Gesù, il giovane trasgressore di Nazareth che non si adatta all’idea di Dio vigente nel Tempio di Gerusalemme custodi di pietre e registratori di offerte, ma convoca una conferenza stampa su una collina della Galilea e proclama le beatitudini”.

Un linguaggio controcorrente che afferma una certezza di fondo: “Io sarò con voi! Si spegneranno davanti a voi le dirette televisive, non sarete attraenti e all’ultimo grido della moda, ma io sarò con voi! Quel linguaggio estremo del giovane Rabbi di Nazarteh lo conduce alla morte. Le stesse sue amicizie “si dissolvono in un fine settimana tra la Prasceve ed il Sabato”.

Ma l’ultima ribellione di Gesù è contro la morte, “è il punto più alto della sua trasgressione. Ha vinto spuntando le armi della morte”. Smettiamo conclude il Vescovo Sigalini, di porre “silenziatori al Vangelo che grida. Gesù non spegne il lucignolo fumigante, ma non si adatta al buonismo. Così la santità traspare dal Vangelo vivo che porta impresso in noi il volto di Cristo Gesù.

 


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Data: 15 ottobre 2008
Tavola rotonda sulla Santità moderata da Angelo Zema Direttore di RomaSette

Onnipotente intagliatore di Santi” con questa frase di una poesia di Giovanni Paolo II, Angelo Zema direttore del settimanale diocesano di Avvenire RomaSette, ha introdotto la tavola rotonda sulla Santità presso la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Leonardi nella città di Roma. Ospiti Walter del Movimento dei focolarini, Suor Beniamina delle Figlie della Croce, consorella di Suor Mainetti, e don Marco Vinello che ha ricordato la figura di don Andrea Santoro.

La santità ci appartiene” ha affermato il dott. Zema, ed “è intimamente connessa con la missione”. Così, essere santi, ha che fare con il quotidiano, con la relazione, con gli affetti. La famiglia ricorda Walter, ci conduce all’esperienza semplice del dono reciproco che scaturisce dall’amore. “Le prove esistono, sono innegabili, ma occorre passarle, solo allora si comprendono ed accolgono quelle degli altri”.

Il dono si percepisce nella sua totalità, quando raggiunge le conseguenze estreme come nel caso della croce di Cristo. E’ la testimonianza di suor Beniamina consorella di suor Maria Laura Mainetti barbaramente assassinata qualche anno fa da alcune giovani. Il dono estremo della vita, come’è avvenuto anche per Don Andrea Santoro, non s’improvvisa, si prepara attraverso un’esistenza che si spende per gli altri. Le due testimonianze, sono accomunate dal fatto che si tratta di “figure esagerate nel darsi agli altri”; un’esagerazione che è comprensibile solo nella logica della donazione evangelica. Generalmente, “chi sta per essere ucciso non rassicura i propri uccisori” afferma Suor Beniamina. Questo avviene solo per chi ha posto l’intera sua vita nelle mani di un Altro.

In tal senso la Santità acquista i tratti dello straordinariamente ordinario. Così don Santoro, prosegue nella sua testimonianza don Marco Vianello: “alternava momenti d’intensa missionarietà, in luoghi dove non si può fare missione, a momenti di deserto nel quale appariva don Andrea nel suo tratto mistico”. In fondo, questo “martirio”, continua don Vianello, “ci consegna la vicinanza della Chiesa alle altre Chiese”, e nel frattempo la capacità di “aprire finestre” ed accendere “piccole luci” in mezzo ai fratelli.

 


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Data: 14 ottobre 2008
L’accoglienza delle reliquie nella parrocchia romana dedicata al Santo

Le reliquie del santo sono giunte a Roma nella serata del 13 ottobre accolte nella piazza del mercato (Piazza degli Alcioni) del Quartiere Torre Maura sulla via Casilina salutate dai numerosi fedeli, dalla comunità religiosa leonardina che è a servizio della parrocchia e dal Rev.mo P. Generale. A nome della cittadinanza dell’intera VIII municipio il Presidente ha ringraziato per l’opportunità offerta al territorio di un evento che permette l’incontro. San Giovanni, salutato il suo paese natale, entra nella parrocchia a lui dedicata nella città di Roma dopo la canonizzazione avvenuta nel 1938.

I numerosi fedeli convenuti, stretti intorno all’urna hanno partecipato con il canto ai gesti di saluto e di omaggio: l’incenso, i fiori le luci. L’urna trasporta a spalla, ha fatto ingresso nella chiesa parrocchiale dove riceveva il primo omaggio affettuoso e riconoscente dei fedeli. In serata una veglia di preghiera ha ripercorso i tratti della “spiritualità appassionata” di questo “affascinante uomo di Dio” ha affermato il P. Generale, citando le parole di Benedetto XVI. Il quale prosegue c’invita a risvegliare la nostra vita di credenti dalla tiepidezza e sostenere con coerenza la passione per l’annuncio del Vangelo.

Il programma giubilare a Torre Maura: Download (1,34 MB)

 

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