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Domenica, 08 Febbraio 2026 18:55

Anna Moroni: sale della terra, luce nella Chiesa

In occasione dell’anniversario della nascita al Cielo della Serva di Dio Anna Moroni, l’Ordine della Madre di Dio, in comunione con le Suore Oblate del Bambin Gesù, ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa delle Suore, presso la Casa Generalizia, in un clima di comunione e di memoria grata.

La Santa Messa è stata presieduta da Padre Francis, Assistente Generale del Consiglio, alla presenza di S.E. Mons. Ricardo Rodríguez Álvarez, Vescovo Ausiliare di Lima, già parroco della comunità nel tempo in cui venne aperta la casa delle Oblate a Lima. Erano presenti anche i nostri chierici, che hanno animato la liturgia con il servizio all’altare e il canto, contribuendo a rendere la celebrazione intensa e partecipata.

Le Suore Oblate del Bambin Gesù, fondate dai Servi di Dio Anna Moroni e Cosimo Berlinsani, hanno vissuto questo anniversario come un tempo di rinnovata fedeltà al carisma ricevuto.

La liturgia della V Domenica del Tempo Ordinario ha offerto una chiave particolarmente significativa per rileggere la figura della Fondatrice. Le parole del Vangelo — “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” — non sono un semplice invito morale, ma una dichiarazione di identità. Gesù non dice “diventate”, ma “voi siete”: prima ancora dell’impegno, c’è l’appartenenza. È da questa appartenenza a Cristo che nasce la missione.

Il sale, nella sua discrezione, non occupa la scena: si scioglie e trasforma dall’interno. La luce non parla di sé: illumina, orienta, rende possibile il cammino. Così la vita della Serva di Dio Anna Moroni continua a parlare alla Chiesa attraverso una fedeltà quotidiana, radicata nella preghiera e tradotta in carità concreta. Una testimonianza umile e silenziosa, capace di generare vita senza cercare visibilità.

La Parola proclamata nella celebrazione ha ricordato che la luce evangelica nasce quando il cuore si apre e si fa dono. La fede diventa luminosa quando si traduce in servizio e si lascia plasmare dall’amore di Cristo. Anche l’apostolo Paolo invita a fondare ogni opera non sulla forza delle parole o sull’efficacia delle strategie, ma su Cristo crocifisso: è dall’amore donato che scaturisce ogni fecondità autentica.

In questo orizzonte, la memoria dei Servi di Dio madre Anna Moroni e padre Cosimo Berlinsani non è uno sguardo rivolto al passato, ma un invito a vivere con responsabilità il presente. Il Vangelo ricorda che il sale può perdere sapore: è un’immagine che interpella ogni comunità, perché il carisma ricevuto è dono prezioso, ma chiede di essere custodito e ravvivato ogni giorno.

In tale spirito, il Padre Generale ha voluto far giungere un messaggio di vicinanza alla Madre Generale e a tutto l’Istituto. Nel suo saluto ha espresso gratitudine per la testimonianza della Fondatrice, ricordando “la vita di Anna Moroni, donna di straordinaria fede e umiltà”, e invitando a rendere grazie al Signore per “una vita totalmente consacrata al servizio dei fratelli”.

Ha quindi incoraggiato le Suore a custodire il carisma trasmesso, affinché “resti vivo e generi ancora frutti di santità e di carità nella Chiesa”, e ha affidato alla preghiera il cammino dell’Istituto, chiedendo che, “seguendo l’esempio della Serva di Dio Anna Moroni e del Servo di Dio padre Cosimo Berlinsani, fondatori del vostro Istituto, possiate rinnovare ogni giorno la vostra dedizione al Signore e al prossimo”.

Concludendo il suo messaggio, il Padre Generale ha assicurato la propria preghiera e ha invitato tutte le Oblate a custodire con gioia la luce ricevuta, perché possano essere sempre “sale della terra e luce del mondo”.

La celebrazione è stata così occasione di gratitudine e di rinnovato impegno, affinché la luce accesa dal Bambin Gesù nel cuore dei Fondatori continui a brillare attraverso la vita delle Oblate, a servizio della Chiesa e del mondo.

Pubblicato in 2026

Il 2 febbraio, nella solennità della Presentazione del Signore, la comunità parrocchiale di Campitelli e religiosa dell’Ordine della Madre di Dio hanno partecipato ad una celebrazione eucaristica presieduta dal Reverendissimo Padre Antonio Piccolo, Rettore Generale OMD. La liturgia ha unito più significati: la Presentazione di Gesù al Tempio, la Giornata della Vita Consacrata e la memoria del Voto di Santa Maria in Portico, con cui la città di Roma si affida alla protezione della Vergine, invocata come “Porto della romana sicurezza”, rifugio e sostegno per il popolo credente.

Nell’omelia, il Rettore Generale ha invitato i fedeli a contemplare il mistero evangelico narrato da Luca. La Presentazione di Gesù al Tempio è «una grazia poter contemplare questo evento, il momento in cui questo bimbo piccolino, compiuta la purificazione rituale secondo la legge di Mosè, viene portato a Gerusalemme». Il gesto di Maria e Giuseppe, che offrono il primogenito al Signore, richiama il riconoscimento che ogni vita è dono di Dio, da vivere secondo il Suo disegno.

Al centro della riflessione è emerso il tema della purificazione, non solo rituale, ma spirituale, che coinvolge profondamente la maternità e la paternità. Il Vangelo parla infatti dei “padre e madre di Gesù”, sottolineando come anche Giuseppe entri in questa logica di offerta e distacco. «Avere un figlio, diventare padre, diventare madre: c’è bisogno di purificazione», ha affermato il Padre Generale, ricordando che la crescita della vita umana richiede passaggio attraverso la prova e la donazione generosa di sé.

La figura di Simeone, che ha atteso tutta la vita la consolazione di Israele, diventa icona di un’esistenza orientata all’essenziale. Egli proclama Gesù luce delle genti e salvezza del mondo, ma anche segno di contraddizione, annunciando a Maria la spada che trafiggerà la sua anima. Come ha ricordato il celebrante: «Abbiamo bisogno di essere contraddetti dalla Parola di Dio, di accettare i tagli, le perdite e le consacrazioni».

In questa prospettiva si inserisce la celebrazione della Vita Consacrata, che rende visibile, con scelte radicali, ciò che è già inscritto nel battesimo: l’appartenenza totale a Dio. «Essere consacrati al Signore significa vivere in obbedienza al bene, all’amore e alla volontà del Regno», ha spiegato P. Piccolo, richiamando ogni cristiano alla coerenza della vita secondo il Vangelo.

La “spada” annunciata da Simeone diventa simbolo del discernimento necessario per vivere secondo la luce, liberandosi di ciò che ostacola la vita autentica e generativa. «C’è qualcosa nel mio cuore che devo abbandonare, affinché la mia vita diventi dono», ha sottolineato il Rettore Generale.

La celebrazione del 2 febbraio si è così configurata come momento di grazia, di purificazione e di rinnovato affidamento, sotto lo sguardo materno di Santa Maria in Portico, invocata come “Porto della romana sicurezza”, segno di protezione e sostegno spirituale per Roma e per tutto il popolo di Dio.

Pubblicato in 2026
Lunedì, 02 Febbraio 2026 17:04

Ordinazione diaconale del chierico Luigi Bilotto

Sabato 1 febbraio, alle ore 17:30, nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la Delegazione italiana dell’Ordine della Madre di Dio e numerosi fedeli si sono riuniti per l’ordinazione diaconale del chierico Luigi Bilotto, celebrata da S.E. Mons. Samuele Sangalli. L’ordinando è stato presentato al Vescovo dal Padre Generale dell’Ordine, secondo la sobria e antica tradizione ecclesiale che esprime il legame di comunione, obbedienza e missione all’interno della famiglia religiosa.

La celebrazione si è svolta nel solenne contesto dei Primi Vespri della Festa della Presentazione del Signore al Tempio, festa che in questa chiesa coincide con il ricordo del Voto, segno del patrocinio della Vergine Maria sulla città di Roma. Un intreccio di memoria liturgica e storia cittadina che ha conferito all’evento una particolare densità spirituale ed ecclesiale.

Fin dall’inizio dell’omelia, Mons. Sangalli ha richiamato le parole del giusto Simeone: «Egli è qui come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori», collocando il mistero della Presentazione nel suo orizzonte profetico e pasquale. Cristo, luce per illuminare le genti, è al tempo stesso colui che smaschera le menzogne e le paure dell’uomo. In questo solco si è inserita una suggestiva citazione letteraria, ambientata in un immaginario interrogatorio di Ponzio Pilato, nella quale Gesù appare come l’innocente dotato di una forza e di un’intelligenza capaci, con un solo sguardo, di mettere a nudo ciò che l’uomo tenta di difendere per far funzionare la “macchina” del potere.

Rivolgendosi direttamente all’ordinando, il Vescovo ha ricordato come il ministero diaconale, conferito dopo la recente professione dei voti solenni e in preparazione al sacerdozio, sia chiamato a essere servizio consapevole alla salvezza e alla luce offerte a tutte le genti. Alla luce delle parole del profeta Malachia — «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me» — il diacono è stato indicato come colui che prepara e apre la strada al Signore nella concretezza della vita delle persone.

Richiamando un testo di San Giovanni Paolo II, Mons. Sangalli ha sottolineato la dimensione profondamente pasquale della spiritualità ministeriale: «farsi pavimento», un pavimento sul quale si innalza la croce di Cristo, perché altri possano camminare. Un’immagine intensa, che il Vescovo ha intrecciato con la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine della Madre di Dio, indicando a Luigi Bilotto la chiamata quotidiana a lasciarsi purificare e affinare dal Signore, come oro e argento, per camminare nella giustizia e nella verità.

Particolare rilievo è stato dato alla preghiera della Chiesa, affidata quotidianamente al diacono, come primo e imprescindibile luogo nel quale consegnare ogni persona a Cristo. Gesù, ricordava il Vescovo citando la Lettera agli Ebrei, è il sommo sacerdote misericordioso che, avendo sofferto ed essendo stato messo alla prova, è capace di venire in aiuto di chi è nella prova. Da qui l’invito a vivere il ministero come partecipazione al combattimento contro il male, affinché possa irrompere la luce calda e disarmante del Bene, quell’Amore che — come profetizzato a Maria nel Tempio — è capace di trafiggere l’anima.

Nel riferimento al rito di consegna del Libro dei Vangeli, l’omelia ha infine evidenziato come l’annuncio non possa mai essere separato dalla conformazione della vita alla Parola proclamata, sull’esempio della Vergine Maria, patrona dell’Ordine, modello di fede e guida sicura nel servizio ministeriale.

L’omelia si è conclusa con un’intensa invocazione alla Santa Vergine, attraverso la preghiera composta dall’Arcivescovo Davide Carbonaro nel settembre 2024, in occasione dei 450 anni dalla fondazione dell’Ordine della Madre di Dio: una supplica corale che affida il cammino del nuovo diacono e di tutti i confratelli alla Trinità Santissima, riconoscendo in Maria la Madre che conduce al Vangelo e, nei fratelli, la mano con cui Dio accompagna il suo popolo.

Al termine della celebrazione, Luigi Bilotto ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i presenti — confratelli, familiari, amici e fedeli — per la preghiera, l’affetto e la vicinanza manifestati in un momento così decisivo del suo cammino vocazionale. Particolarmente intenso e carico di commozione è stato il gesto dello scambio della pace, quando il nuovo diacono ha abbracciato i propri genitori: un segno semplice e profondissimo, nel quale si è resa visibile l’emozione della famiglia e la gratitudine per il dono consegnato alla Chiesa.

Dopo la preghiera conclusiva, la celebrazione è proseguita in un clima di comunione fraterna, occasione di incontro e di condivisione gioiosa tra i membri dell’Ordine, i familiari e quanti hanno voluto esprimere personalmente la loro vicinanza al nuovo diacono.

In questo contesto, il Padre Generale ha rivolto a Luigi un pensiero di augurio, incoraggiandolo a vivere il ministero diaconale come servizio umile e lieto, radicato nella preghiera e nella fedeltà al Vangelo, sull’esempio di San Giovanni Leonardi e sotto lo sguardo materno della Vergine Maria: un cammino che si apre come dono ricevuto e responsabilità condivisa, a servizio della Chiesa e del mondo.

Pubblicato in 2026
Giovedì, 08 Gennaio 2026 19:03

Il Padre Generale in visita in India

Per l'Epifania il Padre Generale si è recato in India, accompagnato dal convisitatore p. Ani Kenneth, per incontrare le comunità locali dell’Ordine presenti nel Paese. Un'occasione per approfondire la vita delle Comunità e la cultura indiana, conoscere meglio i luoghi e svolgere il servizio fraterno e pastorale della Visita Canonica come tempo propizio per l'Ordine e la Chiesa.

In questo orizzonte, ogni passo compiuto, ogni incontro e ogni momento di ascolto diventano espressione concreta di quell’atteggiamento interiore che san Paolo descrive come «offrire i propri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» (Rm 12,1).

L’incontro con i fratelli in India diventa così un invito a rinnovare la propria offerta quotidiana al Signore, nella semplicità della vita fraterna, nella fedeltà alla preghiera e nella dedizione alla missione. Ogni sacrificio, grande o piccolo, se vissuto nell’amore, diventa offerta gradita a Dio e contribuisce alla crescita dell’Ordine e della Chiesa.

Pubblicato in 2026
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Oggi, 1° gennaio, l’Ordine della Madre di Dio ha celebrato con gioia la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, memoria che apre l’anno nuovo ponendo sotto il materno sguardo di Maria il cammino di ciascuno.
 
La Santa Messa è stata presieduta dal Rettore Generale, Padre Antonio Piccolo, che ha invitato la comunità a iniziare l’anno “all’insegna del Natale”. Riprendendo il Vangelo, ha ricordato che «sette giorni dopo è ancora Natale» e che, come i pastori, anche noi siamo chiamati a ritrovare Gesù, Maria e Giuseppe come punto di partenza del nostro cammino.
 
Il Padre Generale ha offerto tre auguri spirituali, prendendo spunto dagli atteggiamenti dei pastori.
Senza indugio: percorrere con fiducia la strada che Dio prepara, muovendosi con decisione «senza farci fermare da nulla».
Stupore: mantenere viva la capacità di meravigliarsi della fede e dei segni quotidiani della presenza di Dio.
Lode e gratitudine: come i pastori «se ne tornarono glorificando e lodando Dio», vivere un anno capace di gioia che trabocca in canto e testimonianza.
  
Guardando poi a Maria, “che custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, il Padre Generale ha invitato a unire i pezzi talvolta confusi della vita, lasciando che la meditazione e la fede li illuminino: «Maria non capisce tutto, ma custodisce e unisce».
Da qui il desiderio che ciascuno possa guardare gli eventi alla luce del Vangelo e della benedizione di Dio: «che il Signore faccia risplendere per te il suo volto», cioè che ci mostri il suo sorriso.
 
Al termine della celebrazione è stato consegnato a tutti il Santo Protettore dell’Anno, simbolo di affidamento e comunione spirituale.
Tradizionalmente, questo gesto risale a San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine, che nel primo giorno dell’anno assegnava a ciascun fedele un santo protettore, così da sentirsi sostenuti durante tutto l’anno. Come riportano i biografi del Leonardi, il gesto non era solo devozione, ma anche legato alla vita sacramentale e alla preghiera quotidiana, richiamando la vicinanza ai santi e la loro intercessione.
Prima di benedirli, il Padre Generale ha spiegato che questi Santini ricordano i pastori del Vangelo: uomini e donne che si mettono in cammino per incontrare il Signore e lo portano nella loro vita, tornando al quotidiano e vivendo nella lode di Dio. È un invito a vivere l’anno nuovo con fiducia, stupore e gratitudine, seguendo l’esempio di chi ha incontrato Cristo e lo testimonia con la propria vita.
Pubblicato in 2026
Giovedì, 25 Dicembre 2025 18:07

Il Natale che rinnova la vocazione e dona pace

Nel tempo santo del Natale, il Rettore Generale, p. Antonio Piccolo, offre ai confratelli e alle comunità un invito a lasciarsi raggiungere dalla pace e dalla speranza che nascono dall’Incarnazione. Con parole semplici e profonde richiama alla gioia della vocazione, alla disponibilità del cuore e all’affidamento a Maria, Madre di Dio.

Di seguito il testo completo del messaggio:

Pax Christi

Carissimi Confratelli,

nel mistero santo del Natale, mentre la Chiesa contempla il Verbo eterno che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), desidero raggiungervi tutti con un saluto fraterno e un augurio sincero di pace, di luce e di rinnovata speranza.

Il Figlio di Dio nasce nella povertà di Betlemme, nel silenzio e nella semplicità, per rivelarci un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che salva. Davanti al Bambino deposto nella mangiatoia, siamo invitati anche noi a rinnovare il nostro “sì” alla chiamata ricevuta, lasciandoci trasformare dalla logica dell’Incarnazione: una vita offerta, umile, vicina agli uomini e fedele al Vangelo.

In questo mistero di grazia, la Madre di Dio occupa un posto centrale. Maria, che ha custodito e meditato nel suo cuore il dono del Figlio (cf. Lc 2,19), ci accompagna come Madre e come modello di ascolto, di fiducia e di totale abbandono alla volontà del Padre. Non è un caso che l’anno nuovo si apra sotto il suo sguardo materno, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio: a Lei affidiamo il nostro Ordine, le nostre comunità, le fatiche e le speranze della nostra missione.

Carissimi, vi auguro che il Natale del Signore rinnovi in ciascuno di noi la gioia della vocazione e ravvivi il desiderio di essere segno vivo della tenerezza di Dio nel mondo. Il Bambino Gesù, Principe della pace, colmi i vostri cuori della sua presenza e vi doni forza e consolazione nel servizio quotidiano.

Con questi sentimenti, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, auguro a ciascuno di voi un Santo Natale e un Anno Nuovo colmo della benedizione del Signore, sotto la protezione materna della Beata Vergine Maria.

Fraternamente,

p. Antonio Piccolo
Rettore Generale

Pubblicato in 2025

Mercoledì 10 dicembre, alle ore 19.45, la Parrocchia–Santuario della Beata Vergine Maria del SS. Rosario di San Ferdinando di Puglia ospiterà un importante momento culturale e spirituale: la presentazione del libro “Vita del P. Giovanni Leonardi della Congregazione della Madre di Dio”, di Giuseppe Bonafede.

L’incontro si propone come un’occasione preziosa per riscoprire la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, e per approfondire le radici spirituali e storiche di un carisma che ancora oggi continua a parlare alla Chiesa.

Il volume affonda le sue radici in un’opera monumentale rimasta per secoli inedita: il manoscritto di Padre Giuseppe Bonafede, nato a Lucca nel 1605, religioso dell’Ordine, raffinato studioso e predicatore appassionato. Ordinato sacerdote nel 1635, operò tra Napoli e Lucca distinguendosi per intelligenza, zelo e profondità spirituale. La sua biografia di San Giovanni Leonardi, composta da 912 fogli, non fu mai pubblicata, ma divenne nel tempo una fonte preziosa a cui molti hanno attinto. Oggi, grazie a un attento e paziente lavoro di studio e di edizione, questo patrimonio viene finalmente restituito ai lettori in una forma accessibile e coinvolgente.

La serata sarà presentata dal Prof. Rosario Lovecchio, che guiderà il pubblico alla scoperta del valore storico e spirituale dell’opera. Interverrà inoltre Padre Antonio Luigi Piccolo, Padre Generale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo una riflessione sul significato attuale della testimonianza di San Giovanni Leonardi e sull’eredità del suo pensiero. L’incontro sarà impreziosito dagli interventi del coro parrocchiale, che accompagnerà alcuni momenti della presentazione con il canto.

Il libro si presenta come una biografia ricca, avvincente e documentata, capace di coniugare rigore storico e profondità spirituale, diventando una fonte indispensabile per chi desidera conoscere più da vicino la figura del Fondatore e il suo messaggio di riforma, zelo apostolico e amore per la Chiesa.

Il volume potrà essere acquistato rivolgendosi alle parrocche affidate all’Ordine della Madre di Dio oppure online tramite le principali librerie digitali, tra cui Amazon. 

L’iniziativa si inserisce nel cammino di valorizzazione della memoria storica e spirituale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo un’occasione significativa di approfondimento e riflessione.

 Bonafede san ferdinando

Pubblicato in 2025

Nella prima Domenica di Avvento, l’Ordine della Madre di Dio ha vissuto un momento di profonda gratitudine al Signore, celebrando nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli il venticinquesimo anniversario di sacerdozio di Padre Rafael Pereira Barbato, Segretario Generale dell’Ordine e cappellano ospedaliero presso il Gemelli Isola – Isola Tiberina.

Come consuetudine, l’omelia è stata affidata al Padre Generale, invitato da Padre Rafael, che ha offerto una riflessione intensa sul tempo dell’Avvento, tempo di risveglio e di vigilanza.

Il Padre Generale ha richiamato l’esortazione di San Paolo: «È ormai tempo di svegliarvi dal sonno» (Rm 13,11), ricordando che spesso viviamo addormentati, incapaci di accorgerci della presenza di Dio nella nostra vita.
«Dobbiamo svegliarci – ha affermato – per evitare che il Signore passi senza che ce ne accorgiamo». L’immagine dell’arca, evocata dal racconto del diluvio, è diventata simbolo della relazione con Dio e della Chiesa, luogo che accoglie e salva.

Alla luce del profeta Isaia, il Padre Generale ha invitato a trasformare le armi in strumenti di vita, convertendo le energie spesso assorbite dalla conflittualità in capacità di costruire: «Non si tratta di distruggere spade e lance, ma di trasformarle: usarle per generare vita e non per ferire».

Rivolgendosi a Padre Rafael, il Padre Generale ha ricordato che il presbitero è chiamato a vigilare sul Popolo di Dio, a costruire scialuppe di salvezza, a essere egli stesso rifugio nelle tempeste della vita.
«Il prete – ha detto – è colui che, trasformato da Cristo, diventa capace di trasformare: di rendere l’acqua fonte di rinascita e il pane e il vino passaggio all’eternità».

Al termine della celebrazione, con grande commozione, Padre Rafael ha ringraziato tutti coloro che gli sono stati vicini. Ha condiviso un’immagine significativa della sua mattinata: si è recato presto nella cappella dell’ospedale dove svolge il suo servizio di cappellano e si è fermato in preghiera davanti alla Madonna della Lampada.

«Ripensando a questi venticinque anni – ha detto – mi sono reso conto di quanto il Signore ha compiuto in me, soprattutto ponendomi al servizio della sofferenza, accanto a chi incontra Cristo sulla via del dolore».
Ha ricordato anche un episodio del noviziato, quando chiedeva al Signore il dono del martirio per diventare santo: «E il Signore me lo ha concesso – ha detto – nel condividere ogni giorno la sofferenza di quanti incontro. È un martirio d’amore».

La celebrazione si è conclusa con un momento di festa e di convivialità, occasione semplice e gioiosa per ringraziare il Signore e accompagnare con affetto Padre Rafael nel suo ministero presbiterale.

Pubblicato in 2025
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Alla vigilia dell’Avvento, il Padre Generale, in visita alla delegazione nigeriana, invia un messaggio che unisce attesa e responsabilità. Ricorda che i venticinque giorni che precedono il Natale sono un tempo per guardare avanti, proprio come fa ogni famiglia quando nasce un bambino: con speranza e con il desiderio di garantirgli un futuro.

Durante una visita in una scuola della Nigeria, il Padre Generale ha incontrato molti bambini accomunati dallo stesso sogno: crescere, studiare, costruirsi una vita dignitosa. Un sogno semplice, ma non sempre alla portata di chi nasce in condizioni difficili.

Da qui nasce il suo appello: mettere da parte un euro al giorno per tutto l’Avvento, per contribuire  — con soli 25€ - alla creazione di laboratori scolastici e all’acquisto di attrezzature didattiche. Un gesto piccolo, ma capace di rendere più concreto il futuro di questi giovani.

Il Natale — ricorda — è la storia di un Bambino povero che aveva bisogno di essere accolto. I bambini di oggi ci chiedono la stessa attenzione. Per questo invita tutti a far sì che il presepe brilli di carità e che il nostro albero di Natale punti verso una vita più bella da offrire a chi ne ha bisogno.

La lettera, firmata a Owerri il 12 novembre 2025, diventa così un invito a vivere l’Avvento come tempo di cura: di Gesù che viene, e dei bambini che ci sono affidati.

 pdfLettera_avvento_.pdf

Pubblicato in 2025
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Mercoledì 26 novembre 2025, nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, si è aperta la 104ª Assemblea Generale dell’USG, alla quale hanno partecipato circa 160 superiori generali di Congregazioni religiose provenienti da tutto il mondo.

Il Santo Padre ha sviluppato il tema dell’Assemblea — «Fede connessa: vivere la preghiera nell’era digitale» — richiamando tre dimensioni fondamentali per la vita consacrata: il rapporto con Dio, la fraternità tra religiosi e l’uso consapevole delle tecnologie digitali.

Ha sottolineato che la preghiera resta “spazio in cui il cuore si apre al Signore”, fonte di comunione e missione. Allo stesso tempo ha avvertito che, pur offrendo straordinarie opportunità, la tecnologia non può sostituire le relazioni reali: presenza, ascolto e condivisione concreta tra fratelli sono insostituibili.

Durante l’assemblea, il Padre Generale ha avuto l’onore di salutare personalmente il Pontefice e gli ha offerto una porcellana con l’immagine di Santa Maria in Portico, realizzata per il quindicesimo centenario dell’Apparizione.

Il dono, prezioso per il valore artistico e spirituale, esprime la devozione dell’Ordine alla Vergine e il legame con la Chiesa universale, sottolineando la memoria viva dell’Apparizione che custodisce l’identità della comunità leonardina.

L’assemblea rappresenta un momento importante di discernimento sulla vita consacrata nel mondo contemporaneo. Il tema scelto invita a integrare tradizione e innovazione: coltivare la preghiera e la fraternità reale, senza rinunciare alle opportunità offerte dal digitale, e restare fedeli alla missione spirituale dell’Ordine anche nelle sfide moderne.

 

Pubblicato in 2025
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