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Nella prima Domenica di Avvento, l’Ordine della Madre di Dio ha vissuto un momento di profonda gratitudine al Signore, celebrando nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli il venticinquesimo anniversario di sacerdozio di Padre Rafael Pereira Barbato, Segretario Generale dell’Ordine e cappellano ospedaliero presso il Gemelli Isola – Isola Tiberina.

Come consuetudine, l’omelia è stata affidata al Padre Generale, invitato da Padre Rafael, che ha offerto una riflessione intensa sul tempo dell’Avvento, tempo di risveglio e di vigilanza.

Il Padre Generale ha richiamato l’esortazione di San Paolo: «È ormai tempo di svegliarvi dal sonno» (Rm 13,11), ricordando che spesso viviamo addormentati, incapaci di accorgerci della presenza di Dio nella nostra vita.
«Dobbiamo svegliarci – ha affermato – per evitare che il Signore passi senza che ce ne accorgiamo». L’immagine dell’arca, evocata dal racconto del diluvio, è diventata simbolo della relazione con Dio e della Chiesa, luogo che accoglie e salva.

Alla luce del profeta Isaia, il Padre Generale ha invitato a trasformare le armi in strumenti di vita, convertendo le energie spesso assorbite dalla conflittualità in capacità di costruire: «Non si tratta di distruggere spade e lance, ma di trasformarle: usarle per generare vita e non per ferire».

Rivolgendosi a Padre Rafael, il Padre Generale ha ricordato che il presbitero è chiamato a vigilare sul Popolo di Dio, a costruire scialuppe di salvezza, a essere egli stesso rifugio nelle tempeste della vita.
«Il prete – ha detto – è colui che, trasformato da Cristo, diventa capace di trasformare: di rendere l’acqua fonte di rinascita e il pane e il vino passaggio all’eternità».

Al termine della celebrazione, con grande commozione, Padre Rafael ha ringraziato tutti coloro che gli sono stati vicini. Ha condiviso un’immagine significativa della sua mattinata: si è recato presto nella cappella dell’ospedale dove svolge il suo servizio di cappellano e si è fermato in preghiera davanti alla Madonna della Lampada.

«Ripensando a questi venticinque anni – ha detto – mi sono reso conto di quanto il Signore ha compiuto in me, soprattutto ponendomi al servizio della sofferenza, accanto a chi incontra Cristo sulla via del dolore».
Ha ricordato anche un episodio del noviziato, quando chiedeva al Signore il dono del martirio per diventare santo: «E il Signore me lo ha concesso – ha detto – nel condividere ogni giorno la sofferenza di quanti incontro. È un martirio d’amore».

La celebrazione si è conclusa con un momento di festa e di convivialità, occasione semplice e gioiosa per ringraziare il Signore e accompagnare con affetto Padre Rafael nel suo ministero presbiterale.

Pubblicato in 2025
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compie 80_anni.1Giovanni Leonardi (1541 – 1609)

           17 aprile 1938

Cosa può insegnare a noi un santo del XVI sec.? Viviamo una cultura differente e la sua santità sembra lontana dai problemi di oggi: guerre, grandi scoperte, umanesimo e rinascimento: Lutero, Calvino, Giulio II il papa guerriero, Carlo V, Tasso, Ariosto … Borromeo, Loyola, Filippo Neri, Tersa …

Eppure, l’uomo è sempre lo stesso con le sue domande: chi sono? Chi vorrei essere? Non solo: la perenne riforma della Chiesa: in che cosa consiste? Da dove partire?

Tre aspetti sui quali la santità del Leonardi diventa un insegnamento per noi:

Ripartire da Cristo: “Abbiate Cristo davanti in tutte le cose”. Fedele alla Parola di Dio come la Chiesa la vive e la insegna: l’esempio di Maria la Madre di Dio, per la quale voluto una famiglia di sacerdoti.

Considerare la proprio vita: la fedeltà di Dio e la fedeltà a Dio. Un “amministratore fedele” (1 Cor), che “ogni giorno si fa strumento nelle mani di Dio”. Come insegna il Vangelo di Luca: Leonardi fu missionario di pace come mediatore nelle contese (Vescovo di Nola e Viceré di Napoli; Montevergine …), ma soprattutto con il suo stile di vita fu capace di attirare alla bellezza del Vangelo: “Non si può esigere dagli altri quello che io non faccio”.

Evangelizzare: catechesi come scoperta da sé; Propaganda fide: il Vangelo non solo in modo geografico, ma raggiunge il cuore dell’uomo.

Francesco: “La santità il volto più bello della Chiesa:” una provocazione ad essere santi “vivendo con amore e offrendo testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno” (GE)

Oggi vediamo la bellezza di Giovani Leonardi che dopo quattro secoli continua a esercitare nella Chiesa il fascino di dedicarsi a Cristo con tutto se stessi nel servizio alla Chiesa perché il Vangelo giunga dovunque, senza conoscere limite alcuno: “Siate santi se volete santificare”



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Pubblicato in 2018
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