
Curia Generale dell'Ordine
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Il calendario liturgico segna il 25 marzo come la solennità dell’Annunciazione del Signore: il giorno in cui il “sì” di Maria apre la storia della salvezza. Non è senza significato che proprio questa data sia divenuta, nel XVII secolo, una tappa decisiva anche nella vita di Padre Cosimo Berlinsani.
Per lui, infatti, il 25 marzo non fu solo una memoria liturgica, ma una vera linea portante della vocazione: nello stesso giorno, a distanza di tre anni, egli entrò nell’Ordine della Madre di Dio e vi emise la professione solenne.
Il doppio “sì”: noviziato e professione
Le fonti storiche attestano con chiarezza questa singolare coincidenza:
il 25 marzo 1643, nella festa dell’Annunciazione, Cosimo Berlinsani vestì l’abito dei Chierici Regolari della Madre di Dio, iniziando il noviziato
il 25 marzo 1646, esattamente tre anni dopo, pronunciò la professione solenne nello stesso Ordine. Quest’anno, inoltre, la memoria del 25 marzo 1646 acquista un rilievo particolare: ricorrono infatti 380 anni dalla professione solenne di Padre Cosimo Berlinsani. Un anniversario che non è soltanto una cifra cronologica, ma un’occasione per rileggere, alla luce della fedeltà di Dio, un’esistenza interamente consegnata al Vangelo e al servizio della Chiesa.
Questa convergenza cronologica non appare casuale, ma profondamente simbolica: come Maria accoglie il Verbo, così il giovane sacerdote lucchese consegna la propria vita a Dio sotto la protezione della Madre.
Profilo di un sacerdote romano del Seicento
Nato a Lucca il 12 dicembre 1619, Berlinsani fu ordinato sacerdote molto giovane, a soli ventitré anni. Dopo gli studi teologici, si trasferì a Roma, dove maturò la scelta di entrare nell’Ordine fondato da san Giovanni Leonardi, i Chierici Regolari della Madre di Dio.
Fin dai primi anni di vita religiosa, si distinse per:
Fu a lungo parroco nella chiesa di Santa Maria in Campitelli, nel cuore di Roma, diventando una figura di riferimento per il clero e per il popolo.
Una carità concreta: l’incontro con Anna Moroni
Uno dei tratti più significativi della sua missione fu la collaborazione con Anna Moroni, sua figlia spirituale.
Insieme diedero vita a una forma di carità organizzata e intelligente, rivolta in particolare:
Da questa esperienza nacque, nel 1672, la Congregazione delle Oblate del Santissimo Bambino Gesù.
Durante la peste del 1656, la loro opera si fece ancora più concreta, con un servizio capillare tra i malati e gli emarginati della città.
Il significato spirituale del 25 marzo
Guardando alla vita di Padre Berlinsani, il 25 marzo appare come una chiave interpretativa:
In altre parole, è il giorno del suo personale “Eccomi”, pronunciato due volte, ma con la stessa radicalità.
Non sorprende che la sua spiritualità sia profondamente mariana: egli stesso desiderava vivere sotto la protezione della Santissima Vergine, riconoscendo in Maria il modello perfetto di risposta a Dio.
Memoria viva per l’Ordine
Oggi, a distanza di secoli, questa data conserva un valore particolare per l’Ordine della Madre di Dio. Essa ricorda che ogni vocazione nasce e cresce dentro un mistero di grazia, ma anche dentro una fedeltà concreta nel tempo.
Il 25 marzo di Padre Cosimo Berlinsani non è solo un anniversario storico: è un invito attuale a rinnovare il proprio “sì”, lasciandosi plasmare, come lui, dalla logica dell’Incarnazione — una vita donata, giorno dopo giorno, per Dio e per gli altri.
In occasione dell’anniversario della nascita al Cielo della Serva di Dio Anna Moroni, l’Ordine della Madre di Dio, in comunione con le Suore Oblate del Bambin Gesù, ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa delle Suore, presso la Casa Generalizia, in un clima di comunione e di memoria grata.
La Santa Messa è stata presieduta da Padre Francis, Assistente Generale del Consiglio, alla presenza di S.E. Mons. Ricardo Rodríguez Álvarez, Vescovo Ausiliare di Lima, già parroco della comunità nel tempo in cui venne aperta la casa delle Oblate a Lima. Erano presenti anche i nostri chierici, che hanno animato la liturgia con il servizio all’altare e il canto, contribuendo a rendere la celebrazione intensa e partecipata.
Le Suore Oblate del Bambin Gesù, fondate dai Servi di Dio Anna Moroni e Cosimo Berlinsani, hanno vissuto questo anniversario come un tempo di rinnovata fedeltà al carisma ricevuto.
La liturgia della V Domenica del Tempo Ordinario ha offerto una chiave particolarmente significativa per rileggere la figura della Fondatrice. Le parole del Vangelo — “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” — non sono un semplice invito morale, ma una dichiarazione di identità. Gesù non dice “diventate”, ma “voi siete”: prima ancora dell’impegno, c’è l’appartenenza. È da questa appartenenza a Cristo che nasce la missione.
Il sale, nella sua discrezione, non occupa la scena: si scioglie e trasforma dall’interno. La luce non parla di sé: illumina, orienta, rende possibile il cammino. Così la vita della Serva di Dio Anna Moroni continua a parlare alla Chiesa attraverso una fedeltà quotidiana, radicata nella preghiera e tradotta in carità concreta. Una testimonianza umile e silenziosa, capace di generare vita senza cercare visibilità.
La Parola proclamata nella celebrazione ha ricordato che la luce evangelica nasce quando il cuore si apre e si fa dono. La fede diventa luminosa quando si traduce in servizio e si lascia plasmare dall’amore di Cristo. Anche l’apostolo Paolo invita a fondare ogni opera non sulla forza delle parole o sull’efficacia delle strategie, ma su Cristo crocifisso: è dall’amore donato che scaturisce ogni fecondità autentica.
In questo orizzonte, la memoria dei Servi di Dio madre Anna Moroni e padre Cosimo Berlinsani non è uno sguardo rivolto al passato, ma un invito a vivere con responsabilità il presente. Il Vangelo ricorda che il sale può perdere sapore: è un’immagine che interpella ogni comunità, perché il carisma ricevuto è dono prezioso, ma chiede di essere custodito e ravvivato ogni giorno.
In tale spirito, il Padre Generale ha voluto far giungere un messaggio di vicinanza alla Madre Generale e a tutto l’Istituto. Nel suo saluto ha espresso gratitudine per la testimonianza della Fondatrice, ricordando “la vita di Anna Moroni, donna di straordinaria fede e umiltà”, e invitando a rendere grazie al Signore per “una vita totalmente consacrata al servizio dei fratelli”.
Ha quindi incoraggiato le Suore a custodire il carisma trasmesso, affinché “resti vivo e generi ancora frutti di santità e di carità nella Chiesa”, e ha affidato alla preghiera il cammino dell’Istituto, chiedendo che, “seguendo l’esempio della Serva di Dio Anna Moroni e del Servo di Dio padre Cosimo Berlinsani, fondatori del vostro Istituto, possiate rinnovare ogni giorno la vostra dedizione al Signore e al prossimo”.
Concludendo il suo messaggio, il Padre Generale ha assicurato la propria preghiera e ha invitato tutte le Oblate a custodire con gioia la luce ricevuta, perché possano essere sempre “sale della terra e luce del mondo”.
La celebrazione è stata così occasione di gratitudine e di rinnovato impegno, affinché la luce accesa dal Bambin Gesù nel cuore dei Fondatori continui a brillare attraverso la vita delle Oblate, a servizio della Chiesa e del mondo.
Nella Parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, cuore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, si è tenuta questa mattina la Celebrazione Eucaristica in memoria del transito del Servo di Dio Padre Cosimo Berlinsani, già parroco di questa comunità, scomparso il 26 ottobre 1694.
A presiedere la Santa Messa è stato il Reverendissimo Padre Antonio Piccolo, Rettore Generale dell’Ordine, che all’inizio dell’omelia ha rivolto un cordiale saluto alle Suore Oblate del Bambin Gesù presenti alla celebrazione. Attraverso di loro, ha esteso l’abbraccio e la preghiera dell’intera famiglia religiosa anche a Madre Maria Neula Lopes Hott, Superiora Generale, e a Suor M. Pamela Ercoli, Vicaria Generale, assenti per impegni di congregazione.
Nella sua riflessione, Padre Antonio ha proposto una meditazione sul Vangelo della domenica, del fariseo e del pubblicano (Lc 18,9-14), invitando i fedeli a leggerlo alla luce della vita e della spiritualità di Padre Cosimo.
Ha ricordato come il Servo di Dio, cofondatore insieme alla Serva di Dio Madre Anna Moroni delle Oblate del Bambin Gesù, abbia incarnato lo spirito del pubblicano evangelico: un uomo che non si esalta per le proprie opere, ma si riconosce povero davanti a Dio.
“Già nelle sue lettere – ha sottolineato Padre Piccolo – P. Cosimo esorta a pregare con cuore semplice, fiducioso, libero da ogni vanagloria. La sua umiltà non è debolezza, ma libertà: libertà di lasciarsi amare da Dio, di servirlo con obbedienza e di accogliere la verità della propria fragilità”.
Nel corso dell’omelia, sono risuonate alcune tra le più belle parole del Servo di Dio, tratte dalla sua corrispondenza spirituale: “Il Signore non ama i cuori che si stimano molto, ma quelli che si lasciano istruire. Non ama le lingue pronte a giustificarsi, ma quelle che tacciono e si arrendono alla verità.”
Un invito, ha aggiunto il Rettore Generale, “a non complicare la fede, ma a viverla nell’ascolto e nella semplicità, sull’esempio di Gesù Bambino, che si è fatto piccolo per avvicinare i piccoli”.
Al termine della celebrazione, i fedeli, le Suore Oblate e i membri dell’Ordine si sono raccolti in silenzio presso la tomba di Padre Cosimo, situata nella chiesa stessa, per un momento di preghiera guidato dal celebrante.
Nel raccoglimento e al suono dell’organo, è stato acceso un lume “segno della fede che continua a brillare nel cuore della Chiesa e della speranza che non si spegne in quanti camminano nella luce di Cristo”.
È seguita la preghiera di ringraziamento per la vita e il ministero di Padre Cosimo: “O Padre, tu che hai promesso il premio dei giusti a chi dona la vita per amore tuo e dei fratelli, guarda con bontà al tuo Servo Padre Cosimo Berlinsani, che ti ha servito con cuore mite e fedele in questa tua casa di Santa Maria in Portico in Campitelli.”
Il rito si è concluso con la benedizione finale, invocando su tutti i presenti la grazia di un cuore umile e libero, capace di riconoscere la propria povertà davanti a Dio, di pregare con sincerità e di camminare nella gioia che nasce dal perdono.
La figura di Padre Cosimo Berlinsani, ancora oggi viva nella memoria della comunità e nella preghiera dell’Ordine, rimane testimonianza luminosa di fedeltà, umiltà e fiducia nella Provvidenza.
Nel 331° anniversario della sua morte, i fedeli hanno rinnovato la supplica con le parole stesse del Servo di Dio: “Abbi pietà di me, Gesù Bambino, fammi povero, fammi semplice e obbediente". Un’invocazione che continua a essere attuale per ogni discepolo di Cristo: chiedere un cuore libero, capace di amare il Padre e i fratelli nella semplicità del Vangelo.
Adorazione eucaristica nel giorno del transito del Servo di Dio Padre Cosimo Berlinsani, OMD
Nella cappella della Curia Generalizia delle Suore Oblate del Bambino Gesù, si è vissuto un momento di profonda preghiera e comunione,in occasione dell’anniversario del transito al Cielo del Servo di Dio Padre Cosimo Berlinsani, presbitero dell’Ordine della Madre di Dio.
Le Suore Oblate del Bambino Gesù, insieme ad alcuni religiosi dell’Ordine, si sono raccolti davanti al Signore per una adorazione eucaristica che ha fatto memoria del cammino di fede, di servizio e di amore di Padre Cosimo. Il tempo di preghiera, scandito da silenzi, canti e testi tratti dalle sue Lettere, è stato vissuto come un itinerario di ascolto e di gratitudine per la sua testimonianza di vita donata a Dio e ai fratelli.
Il percorso di adorazione ha seguito tre tappe spirituali ispirate alle parole del Servo di Dio.
La prima, “L’obbedienza del cuore”, ha invitato a contemplare Cristo obbediente fino alla croce e a riconoscere nell’obbedienza la forma più pura dell’amore. Le parole di Padre Cosimo hanno ricordato che chi obbedisce non subisce, ma sceglie di fidarsi di Dio e di accogliere la Sua volontà come via di libertà.
La seconda tappa, “La fiducia nella Divina Provvidenza”, ha fatto risuonare la voce paterna di Padre Cosimo, che nelle sue lettere incoraggia a non lasciarsi turbare dalle prove, ma a confidare nella cura amorosa del Signore. In un tempo spesso segnato da incertezze e paure, il suo invito rimane attuale: “Non si avvilisca né si lasci intimorire in nulla… Il SS. Bambino Gesù provvederà ai bisogni di tutte.”
La terza tappa, “L’amore offerto come sacrificio”, ha guidato i partecipanti a contemplare l’Eucaristia come scuola di donazione totale. Padre Cosimo, che visse la carità come oblazione quotidiana, invita ancora oggi a “offrire a Dio un vero sacrificio e un perfetto olocausto di sé”, trasformando la vita in servizio e in dono gratuito.
Davanti al Santissimo Sacramento, le suore e i religiosi hanno pregato insieme: “Signore, rendi i nostri cuori familiari alla Tua presenza, guida i nostri passi nella Tua pace e accendi in noi il desiderio di vivere completamente per Te.”
Il clima raccolto e fraterno ha reso visibile l’eredità spirituale di Padre Cosimo Berlinsani, uomo di preghiera e di carità, maestro di vita interiore e fondatore delle Suore Oblate del Bambino Gesù insieme a Madre Anna Moroni. La sua testimonianza continua a ispirare quanti desiderano servire Dio con cuore obbediente, fiducioso e pieno d’amore.
L’adorazione si è conclusa con la benedizione eucaristica e un canto di ringraziamento, mentre nel silenzio della preghiera si è rinnovata la certezza che l’amore di Dio, accolto e condiviso, rimane per sempre.
ADORAZIONE_EUCARISTICA_BERLINSANI_26_ott_25.pdf