
Curia Generale dell'Ordine
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Nella Sala di Rappresentanza del Palazzo Ducale, la giornata di studio Coranica, svoltasi a Lucca il 21 marzo 2026, ha offerto un’importante occasione di riflessione sul rapporto tra cristianesimo e islam, rileggendo in chiave contemporanea la figura di Ludovico Marracci.
Ha aperto il convegno con profondità e ampiezza di prospettiva l'intervento del Rettore Generale, Padre Antonio Luigi Piccolo, dedicato al tema L’Ordine della Madre di Dio e i fratelli Marracci di Torcigliano. Una relazione che ha costituito il vero asse interpretativo dell’intera giornata.
L’intervento ha messo in luce la singolare convergenza tra la famiglia Marracci e l’Ordine della Madre di Dio, mostrando come non si tratti semplicemente di una presenza significativa all’interno dell’Ordine, ma di una vera e propria sinergia spirituale e culturale.
Il Padre Generale ha proposto una lettura unitaria di questa vicenda, parlando implicitamente di una “famiglia mariana”, nella quale vocazione religiosa, formazione intellettuale e devozione si intrecciano fino a costituire un modello emblematico del cattolicesimo post-tridentino.
In questo contesto, la celebre immagine dei “nani sulle spalle dei giganti” è stata assunta come chiave interpretativa dell’intero intervento: «Se posso parlare oggi è perché posso vedere lontano… siamo portati in alto dalla grandezza dei giganti.»
Un’affermazione che non è soltanto omaggio alla tradizione, ma riconoscimento di un’eredità viva, capace di orientare anche il presente.
Ampio spazio è stato dedicato alla figura di Giovanni Leonardi e al contesto di nascita dell’Ordine. Fondato nel pieno della riforma cattolica, l’Ordine della Madre di Dio si caratterizza per una forte tensione alla riforma del clero e alla formazione del popolo cristiano, attraverso strumenti come il catechismo, la predicazione e la vita esemplare.
Il Padre Generale ha sottolineato come questo carisma non sia semplicemente disciplinare, ma profondamente spirituale: la santità personale come condizione per la santificazione degli altri. In questa prospettiva si comprende anche la centralità della devozione mariana, tratto distintivo dell’identità leonardina.
Uno dei contributi più originali dell’intervento è stato l’allargamento dello sguardo oltre le singole figure, per cogliere la dimensione familiare della vocazione. Non solo Ludovico Marracci, ma l’intero nucleo familiare — dai fratelli al padre fino ai discendenti — entra in relazione con l’Ordine, dando vita a un caso quasi unico nella storia religiosa del tempo.
In questo senso, l’Ordine non appare soltanto come luogo di accoglienza, ma come spazio di appartenenza totale, capace di ridefinire i legami stessi: «L’Ordine è per i Marracci spazio di appartenenza totale, non solo prolungamento della famiglia naturale, ma anche prima e al di sopra della stessa.»
Questa affermazione illumina una dinamica profonda: la trasformazione della famiglia naturale in famiglia spirituale, unita dalla comune devozione alla Vergine Maria.
All’interno di questa cornice, la figura di Ludovico Marracci emerge come sintesi perfetta tra carisma religioso e impegno intellettuale. Il Padre Generale ha mostrato come la sua opera sul Corano non possa essere letta isolatamente, ma debba essere compresa alla luce della formazione ricevuta nell’Ordine.
Il rigore filologico, la conoscenza diretta delle fonti arabe e la finalità apologetica si radicano infatti in una visione più ampia: quella di una Chiesa chiamata a conoscere per poter annunciare, a studiare per poter dialogare.
In questo senso, anche l’apparente durezza polemica del contesto seicentesco si rivela parte di un percorso che, pur nelle differenze storiche, apre alla possibilità del confronto.
L’intervento del Padre Generale ha offerto così una chiave di lettura capace di tenere insieme passato e futuro. La vicenda dei Marracci e dell’Ordine della Madre di Dio non è soltanto un capitolo di storia religiosa, ma una testimonianza di come identità forte, profondità spirituale e impegno culturale possano generare forme autentiche di incontro.
Nel contesto di Coranica, questa rilettura assume un significato particolare: mostra come il dialogo interreligioso non nasca dal vuoto, ma da una tradizione viva, capace di confrontarsi con l’altro senza perdere se stessa.
È proprio in questa fedeltà creativa che la lezione di Marracci — così come riletta da p. Antonio Luigi Piccolo — continua a parlare al nostro tempo.
Lucca, 13-21 marzo 2026
Nel contesto dei 300 anni dell’Arcidiocesi di Lucca e dei 60 anni dalla dichiarazione conciliare Nostra aetate, nasce CORANICA, iniziativa dedicata alla figura del lucchese Ludovico Marracci (1612-1700), religioso dell’Ordine della Madre di Dio, fondato a Lucca da Giovanni Leonardi.
Tra le sue opere spicca la traduzione latina del Corano (1698), pubblicata per interessamento del vescovo Gregorio Barbarigo. Da qui il titolo dell’iniziativa, che intende ripercorrere il cammino del dialogo tra cristiani e musulmani fino al Documento sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi (4 febbraio 2019).
13-21 marzo – Chiesa di San Cristoforo (10.00-19.00, ingresso libero)
Un percorso tra testi e immagini per conoscere l’Islam e promuovere il dialogo interreligioso.
La Biblioteca Statale di Lucca esporrà inoltre una copia del Corano tradotto da Marracci (16-20 marzo, 9.00-15.00).
Sabato 21 marzo – Palazzo Ducale, Sala di Rappresentanza (9.00-18.00, ingresso libero)
Studiosi e rappresentanti delle comunità musulmane approfondiranno i cambiamenti nell’approccio all’Islam, oltre stereotipi e pregiudizi.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.diocesilucca.it
CORANICA_invito_pdf.pdf
Coranica_13_marzo_Inaugurazione_ore_17.pdf
Coranica_Inaugurazione_13_marzo_Scuole.pdf