
Curia Generale dell'Ordine
Rev.mo Padre Generale P. Luigi Antonio Piccolo OMD
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P. Rafael Andres Pereira Barbato OMD
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Indirizzo
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Lucca, 13-21 marzo 2026
Nel contesto dei 300 anni dell’Arcidiocesi di Lucca e dei 60 anni dalla dichiarazione conciliare Nostra aetate, nasce CORANICA, iniziativa dedicata alla figura del lucchese Ludovico Marracci (1612-1700), religioso dell’Ordine della Madre di Dio, fondato a Lucca da Giovanni Leonardi.
Tra le sue opere spicca la traduzione latina del Corano (1698), pubblicata per interessamento del vescovo Gregorio Barbarigo. Da qui il titolo dell’iniziativa, che intende ripercorrere il cammino del dialogo tra cristiani e musulmani fino al Documento sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi (4 febbraio 2019).
13-21 marzo – Chiesa di San Cristoforo (10.00-19.00, ingresso libero)
Un percorso tra testi e immagini per conoscere l’Islam e promuovere il dialogo interreligioso.
La Biblioteca Statale di Lucca esporrà inoltre una copia del Corano tradotto da Marracci (16-20 marzo, 9.00-15.00).
Sabato 21 marzo – Palazzo Ducale, Sala di Rappresentanza (9.00-18.00, ingresso libero)
Studiosi e rappresentanti delle comunità musulmane approfondiranno i cambiamenti nell’approccio all’Islam, oltre stereotipi e pregiudizi.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.diocesilucca.it
CORANICA_invito_pdf.pdf
Coranica_13_marzo_Inaugurazione_ore_17.pdf
Coranica_Inaugurazione_13_marzo_Scuole.pdf
Nel suo Messaggio per la Quaresima, datato Roma, 16 febbraio 2026, il Padre Generale invita i confratelli a vivere il tempo santo come ritorno al deserto, «luogo biblico dell’essenzialità e dell’ascolto». Non uno spazio geografico, ma «una condizione spirituale: il cuore messo nuovamente davanti a Dio».
La parola del profeta – «Ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12) – diventa la chiave dell’intero cammino: la conversione è anzitutto ritorno al cuore, «luogo dell’alleanza» e centro unificante della persona.
Il Messaggio si pone in sintonia con quanto afferma Papa Leone XIV nel testo quaresimale 2026, “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, dove richiama la necessità di «rendere più attento il nostro orecchio alla voce del Signore». Ogni conversione nasce dall’ascolto; anche il digiuno diventa «purificazione dei desideri e delle parole», educazione del cuore al discernimento.
Il cuore del Messaggio è l’invito a riscoprire l’esame quotidiano di coscienza, che le Costituzioni e Regole indicano come elemento strutturale della vita religiosa.
Non è un tribunale interiore né semplice introspezione, ma «un atto teologale»: alla luce della Parola – «viva ed efficace… e capace di scrutare i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4,12) – il religioso si lascia illuminare dallo Spirito. È la vigilanza evangelica: «Vegliate e pregate» (Mt 26,41).
La conversione non è mai privata: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1Cor 12,26). Ciò che si purifica nel cuore del singolo giova all’intero Corpo di Cristo.
Anche storicamente, l’esame serale vissuto insieme, accompagnato dalla recita delle Litanie dei Santi, esprimeva questa dimensione comunitaria e penitenziale. Dopo la riforma del Concilio Vaticano II, con l’inserimento dell’esame nella Compieta, esso è stato più esplicitamente integrato nella preghiera liturgica della Chiesa. In ogni forma, rimane il suo significato pasquale: consegnare la giornata a Dio significa attraversare ogni sera un piccolo passaggio di morte e risurrezione.
Per i religiosi OMD, l’esame quotidiano possiede anche una dimensione apostolica. «Quando il cuore non è custodito, anche l’apostolato perde trasparenza», avverte il Messaggio. Un cuore purificato rende più evangelico il servizio, più autentica la testimonianza, più limpide le relazioni.
La fecondità missionaria nasce sempre da un cuore riconciliato e unificato. Comunità che ogni sera si lasciano illuminare dalla Parola diventano «più unite, più libere, più evangeliche». In questo senso, la Quaresima non è soltanto un tempo penitenziale, ma una scuola di libertà interiore e di comunione.
Il Messaggio si conclude con un affidamento alla Vergine Maria, «che custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19), chiedendo la grazia di una Quaresima autenticamente pasquale.
Un invito chiaro e concreto: ritornare al cuore per ritornare a Dio. E da un cuore rinnovato far rifiorire la missione.
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - IT
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - ENG
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - ESP
In occasione del 200° anniversario dell’approvazione pontificia delle Costituzioni e Regole dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, l’Ordine della Madre di Dio ha espresso la propria partecipazione fraterna attraverso un messaggio del Rettore Generale, P. Antonio Piccolo, indirizzato al Rev.mo Padre Luis Ignacio Rois Alonso.
Nel febbraio 1826, mentre a Roma si completavano le verifiche per l’approvazione delle Regole, Sant’Eugenio de Mazenod sostò nella nostra chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli in un intenso momento di preghiera. Nel suo Diario racconta di essersi immerso in una profonda concentrazione, ascoltando più Messe consecutive e sentendosi completamente a suo agio in quella chiesa. Fu un tempo di raccoglimento e attesa fiduciosa, che rende questo luogo simbolicamente vicino al cammino degli Oblati.
Nato l’1° agosto 1782 ad Aix‑en‑Provence, Sant’Eugenio visse l’esilio e la precarietà durante la Rivoluzione francese, esperienze che temprarono il suo cuore e gli aprirono gli occhi sui bisogni dei più poveri. Ordinato sacerdote il 21 dicembre 1811, si dedicò ai dimenticati della Chiesa e della società, trovando nella missione tra i poveri la sua vocazione. Nel 1816 fondò i Missionari Oblati di Maria Immacolata, comunità di sacerdoti e fratelli pronti a vivere il Vangelo nelle situazioni più difficili. Nel 1837 fu nominato vescovo di Marsiglia, guidando con carità e rigore pastorale, fino alla sua morte il 21 maggio 1861. La sua eredità consiste in una Congregazione diffusa nel mondo e nella testimonianza che la santità nasce dal servizio quotidiano e dalla fedeltà ai più fragili.
In questo contesto, il messaggio del Rettore Generale celebra non solo la ricorrenza storica, ma anche la continuità spirituale tra carismi diversi: la fiducia di Sant’Eugenio nella preghiera e la sua dedizione al servizio illuminano oggi la nostra missione e la nostra fedeltà alla Chiesa.
Di seguito il messaggio del Padre Generale.
Pax Christi,
Reverendissimo Padre, da questa nostra chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, casa di Maria e luogo che custodisce una memoria cara alle nostre famiglie religiose, desidero rivolgerLe un saluto fraterno in occasione del 200° anniversario dell’approvazione pontificia delle Costituzioni e Regole della vostra Congregazione.
Questo luogo, segnato dalla preghiera di Eugène de Mazenod, ci ricorda che alle origini di ogni autentico cammino ecclesiale vi è un atto di affidamento. L’attesa fiduciosa del Fondatore, vissuta sotto lo sguardo della Vergine, continua a parlare alla vita dell’Istituto: ciò che nasce nella preghiera e si consegna a Dio porta frutto nella Chiesa.
È bello riconoscere come alcuni tratti carismatici accomunino le nostre famiglie. Anzitutto la centralità della Croce di Cristo. Sant’Eugenio la pose al cuore della spiritualità oblata, come criterio di missione e sorgente di carità apostolica. Lo stesso accento risuona nell’esperienza di Giovanni Leonardi, che esortava i suoi figli spirituali ad avere «avanti agli occhi della mente soltanto l’onore, il servizio e la gloria di Cristo Gesù Crocifisso» e li invitava a «un poco più levare i cuori a Dio e con Lui misurare le cose». È un’indicazione esigente: tutto va misurato su Cristo, e in particolare su Cristo crocifisso, misura dell’amore e della verità.
Accanto alla Croce contempliamo Colei che stava sotto di essa: Maria. Il suo nome unisce le nostre storie e i nostri carismi. In Lei riconosciamo la discepola fedele, la Madre che accompagna, l’Immacolata che insegna l’oblazione totale al progetto di Dio. Non è soltanto un riferimento devozionale, ma un vincolo spirituale che orienta la nostra appartenenza ecclesiale e il nostro servizio apostolico.
Nel celebrare questo anniversario, l’auspicio è che la fedeltà alle Costituzioni e Regole non sia solo memoria grata del passato, ma rinnovato slancio di santità. Quando la vita consacrata si lascia plasmare con coerenza dal Vangelo e dalle proprie Regole, essa diventa trasparenza di Cristo. E la santità vissuta non rimane mai individuale: si irradia, diventa fecondità ecclesiale, si trasforma in santità anche per coloro che incontriamo nel ministero.
Che l’amore di Cristo crocifisso e risorto, annunciato con la parola e testimoniato con la vita, continui a rendere fecondo il vostro carisma nella Chiesa. Sotto la custodia di Maria Immacolata, il cammino dei vostri duecento anni sia sorgente di rinnovata dedizione e di autentica santità.
Con fraterno affetto nel Signore,
P. Antonio Piccolo
Rettore Generale OMD
In occasione dell’anniversario della nascita al Cielo della Serva di Dio Anna Moroni, l’Ordine della Madre di Dio, in comunione con le Suore Oblate del Bambin Gesù, ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa delle Suore, presso la Casa Generalizia, in un clima di comunione e di memoria grata.
La Santa Messa è stata presieduta da Padre Francis, Assistente Generale del Consiglio, alla presenza di S.E. Mons. Ricardo Rodríguez Álvarez, Vescovo Ausiliare di Lima, già parroco della comunità nel tempo in cui venne aperta la casa delle Oblate a Lima. Erano presenti anche i nostri chierici, che hanno animato la liturgia con il servizio all’altare e il canto, contribuendo a rendere la celebrazione intensa e partecipata.
Le Suore Oblate del Bambin Gesù, fondate dai Servi di Dio Anna Moroni e Cosimo Berlinsani, hanno vissuto questo anniversario come un tempo di rinnovata fedeltà al carisma ricevuto.
La liturgia della V Domenica del Tempo Ordinario ha offerto una chiave particolarmente significativa per rileggere la figura della Fondatrice. Le parole del Vangelo — “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” — non sono un semplice invito morale, ma una dichiarazione di identità. Gesù non dice “diventate”, ma “voi siete”: prima ancora dell’impegno, c’è l’appartenenza. È da questa appartenenza a Cristo che nasce la missione.
Il sale, nella sua discrezione, non occupa la scena: si scioglie e trasforma dall’interno. La luce non parla di sé: illumina, orienta, rende possibile il cammino. Così la vita della Serva di Dio Anna Moroni continua a parlare alla Chiesa attraverso una fedeltà quotidiana, radicata nella preghiera e tradotta in carità concreta. Una testimonianza umile e silenziosa, capace di generare vita senza cercare visibilità.
La Parola proclamata nella celebrazione ha ricordato che la luce evangelica nasce quando il cuore si apre e si fa dono. La fede diventa luminosa quando si traduce in servizio e si lascia plasmare dall’amore di Cristo. Anche l’apostolo Paolo invita a fondare ogni opera non sulla forza delle parole o sull’efficacia delle strategie, ma su Cristo crocifisso: è dall’amore donato che scaturisce ogni fecondità autentica.
In questo orizzonte, la memoria dei Servi di Dio madre Anna Moroni e padre Cosimo Berlinsani non è uno sguardo rivolto al passato, ma un invito a vivere con responsabilità il presente. Il Vangelo ricorda che il sale può perdere sapore: è un’immagine che interpella ogni comunità, perché il carisma ricevuto è dono prezioso, ma chiede di essere custodito e ravvivato ogni giorno.
In tale spirito, il Padre Generale ha voluto far giungere un messaggio di vicinanza alla Madre Generale e a tutto l’Istituto. Nel suo saluto ha espresso gratitudine per la testimonianza della Fondatrice, ricordando “la vita di Anna Moroni, donna di straordinaria fede e umiltà”, e invitando a rendere grazie al Signore per “una vita totalmente consacrata al servizio dei fratelli”.
Ha quindi incoraggiato le Suore a custodire il carisma trasmesso, affinché “resti vivo e generi ancora frutti di santità e di carità nella Chiesa”, e ha affidato alla preghiera il cammino dell’Istituto, chiedendo che, “seguendo l’esempio della Serva di Dio Anna Moroni e del Servo di Dio padre Cosimo Berlinsani, fondatori del vostro Istituto, possiate rinnovare ogni giorno la vostra dedizione al Signore e al prossimo”.
Concludendo il suo messaggio, il Padre Generale ha assicurato la propria preghiera e ha invitato tutte le Oblate a custodire con gioia la luce ricevuta, perché possano essere sempre “sale della terra e luce del mondo”.
La celebrazione è stata così occasione di gratitudine e di rinnovato impegno, affinché la luce accesa dal Bambin Gesù nel cuore dei Fondatori continui a brillare attraverso la vita delle Oblate, a servizio della Chiesa e del mondo.
Il 2 febbraio, nella solennità della Presentazione del Signore, la comunità parrocchiale di Campitelli e religiosa dell’Ordine della Madre di Dio hanno partecipato ad una celebrazione eucaristica presieduta dal Reverendissimo Padre Antonio Piccolo, Rettore Generale OMD. La liturgia ha unito più significati: la Presentazione di Gesù al Tempio, la Giornata della Vita Consacrata e la memoria del Voto di Santa Maria in Portico, con cui la città di Roma si affida alla protezione della Vergine, invocata come “Porto della romana sicurezza”, rifugio e sostegno per il popolo credente.
Nell’omelia, il Rettore Generale ha invitato i fedeli a contemplare il mistero evangelico narrato da Luca. La Presentazione di Gesù al Tempio è «una grazia poter contemplare questo evento, il momento in cui questo bimbo piccolino, compiuta la purificazione rituale secondo la legge di Mosè, viene portato a Gerusalemme». Il gesto di Maria e Giuseppe, che offrono il primogenito al Signore, richiama il riconoscimento che ogni vita è dono di Dio, da vivere secondo il Suo disegno.
Al centro della riflessione è emerso il tema della purificazione, non solo rituale, ma spirituale, che coinvolge profondamente la maternità e la paternità. Il Vangelo parla infatti dei “padre e madre di Gesù”, sottolineando come anche Giuseppe entri in questa logica di offerta e distacco. «Avere un figlio, diventare padre, diventare madre: c’è bisogno di purificazione», ha affermato il Padre Generale, ricordando che la crescita della vita umana richiede passaggio attraverso la prova e la donazione generosa di sé.
La figura di Simeone, che ha atteso tutta la vita la consolazione di Israele, diventa icona di un’esistenza orientata all’essenziale. Egli proclama Gesù luce delle genti e salvezza del mondo, ma anche segno di contraddizione, annunciando a Maria la spada che trafiggerà la sua anima. Come ha ricordato il celebrante: «Abbiamo bisogno di essere contraddetti dalla Parola di Dio, di accettare i tagli, le perdite e le consacrazioni».
In questa prospettiva si inserisce la celebrazione della Vita Consacrata, che rende visibile, con scelte radicali, ciò che è già inscritto nel battesimo: l’appartenenza totale a Dio. «Essere consacrati al Signore significa vivere in obbedienza al bene, all’amore e alla volontà del Regno», ha spiegato P. Piccolo, richiamando ogni cristiano alla coerenza della vita secondo il Vangelo.
La “spada” annunciata da Simeone diventa simbolo del discernimento necessario per vivere secondo la luce, liberandosi di ciò che ostacola la vita autentica e generativa. «C’è qualcosa nel mio cuore che devo abbandonare, affinché la mia vita diventi dono», ha sottolineato il Rettore Generale.
La celebrazione del 2 febbraio si è così configurata come momento di grazia, di purificazione e di rinnovato affidamento, sotto lo sguardo materno di Santa Maria in Portico, invocata come “Porto della romana sicurezza”, segno di protezione e sostegno spirituale per Roma e per tutto il popolo di Dio.
Sabato 1 febbraio, alle ore 17:30, nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la Delegazione italiana dell’Ordine della Madre di Dio e numerosi fedeli si sono riuniti per l’ordinazione diaconale del chierico Luigi Bilotto, celebrata da S.E. Mons. Samuele Sangalli. L’ordinando è stato presentato al Vescovo dal Padre Generale dell’Ordine, secondo la sobria e antica tradizione ecclesiale che esprime il legame di comunione, obbedienza e missione all’interno della famiglia religiosa.
La celebrazione si è svolta nel solenne contesto dei Primi Vespri della Festa della Presentazione del Signore al Tempio, festa che in questa chiesa coincide con il ricordo del Voto, segno del patrocinio della Vergine Maria sulla città di Roma. Un intreccio di memoria liturgica e storia cittadina che ha conferito all’evento una particolare densità spirituale ed ecclesiale.
Fin dall’inizio dell’omelia, Mons. Sangalli ha richiamato le parole del giusto Simeone: «Egli è qui come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori», collocando il mistero della Presentazione nel suo orizzonte profetico e pasquale. Cristo, luce per illuminare le genti, è al tempo stesso colui che smaschera le menzogne e le paure dell’uomo. In questo solco si è inserita una suggestiva citazione letteraria, ambientata in un immaginario interrogatorio di Ponzio Pilato, nella quale Gesù appare come l’innocente dotato di una forza e di un’intelligenza capaci, con un solo sguardo, di mettere a nudo ciò che l’uomo tenta di difendere per far funzionare la “macchina” del potere.
Rivolgendosi direttamente all’ordinando, il Vescovo ha ricordato come il ministero diaconale, conferito dopo la recente professione dei voti solenni e in preparazione al sacerdozio, sia chiamato a essere servizio consapevole alla salvezza e alla luce offerte a tutte le genti. Alla luce delle parole del profeta Malachia — «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me» — il diacono è stato indicato come colui che prepara e apre la strada al Signore nella concretezza della vita delle persone.
Richiamando un testo di San Giovanni Paolo II, Mons. Sangalli ha sottolineato la dimensione profondamente pasquale della spiritualità ministeriale: «farsi pavimento», un pavimento sul quale si innalza la croce di Cristo, perché altri possano camminare. Un’immagine intensa, che il Vescovo ha intrecciato con la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine della Madre di Dio, indicando a Luigi Bilotto la chiamata quotidiana a lasciarsi purificare e affinare dal Signore, come oro e argento, per camminare nella giustizia e nella verità.
Particolare rilievo è stato dato alla preghiera della Chiesa, affidata quotidianamente al diacono, come primo e imprescindibile luogo nel quale consegnare ogni persona a Cristo. Gesù, ricordava il Vescovo citando la Lettera agli Ebrei, è il sommo sacerdote misericordioso che, avendo sofferto ed essendo stato messo alla prova, è capace di venire in aiuto di chi è nella prova. Da qui l’invito a vivere il ministero come partecipazione al combattimento contro il male, affinché possa irrompere la luce calda e disarmante del Bene, quell’Amore che — come profetizzato a Maria nel Tempio — è capace di trafiggere l’anima.
Nel riferimento al rito di consegna del Libro dei Vangeli, l’omelia ha infine evidenziato come l’annuncio non possa mai essere separato dalla conformazione della vita alla Parola proclamata, sull’esempio della Vergine Maria, patrona dell’Ordine, modello di fede e guida sicura nel servizio ministeriale.
L’omelia si è conclusa con un’intensa invocazione alla Santa Vergine, attraverso la preghiera composta dall’Arcivescovo Davide Carbonaro nel settembre 2024, in occasione dei 450 anni dalla fondazione dell’Ordine della Madre di Dio: una supplica corale che affida il cammino del nuovo diacono e di tutti i confratelli alla Trinità Santissima, riconoscendo in Maria la Madre che conduce al Vangelo e, nei fratelli, la mano con cui Dio accompagna il suo popolo.
Al termine della celebrazione, Luigi Bilotto ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i presenti — confratelli, familiari, amici e fedeli — per la preghiera, l’affetto e la vicinanza manifestati in un momento così decisivo del suo cammino vocazionale. Particolarmente intenso e carico di commozione è stato il gesto dello scambio della pace, quando il nuovo diacono ha abbracciato i propri genitori: un segno semplice e profondissimo, nel quale si è resa visibile l’emozione della famiglia e la gratitudine per il dono consegnato alla Chiesa.
Dopo la preghiera conclusiva, la celebrazione è proseguita in un clima di comunione fraterna, occasione di incontro e di condivisione gioiosa tra i membri dell’Ordine, i familiari e quanti hanno voluto esprimere personalmente la loro vicinanza al nuovo diacono.
In questo contesto, il Padre Generale ha rivolto a Luigi un pensiero di augurio, incoraggiandolo a vivere il ministero diaconale come servizio umile e lieto, radicato nella preghiera e nella fedeltà al Vangelo, sull’esempio di San Giovanni Leonardi e sotto lo sguardo materno della Vergine Maria: un cammino che si apre come dono ricevuto e responsabilità condivisa, a servizio della Chiesa e del mondo.
Per l'Epifania il Padre Generale si è recato in India, accompagnato dal convisitatore p. Ani Kenneth, per incontrare le comunità locali dell’Ordine presenti nel Paese. Un'occasione per approfondire la vita delle Comunità e la cultura indiana, conoscere meglio i luoghi e svolgere il servizio fraterno e pastorale della Visita Canonica come tempo propizio per l'Ordine e la Chiesa.
In questo orizzonte, ogni passo compiuto, ogni incontro e ogni momento di ascolto diventano espressione concreta di quell’atteggiamento interiore che san Paolo descrive come «offrire i propri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» (Rm 12,1).
L’incontro con i fratelli in India diventa così un invito a rinnovare la propria offerta quotidiana al Signore, nella semplicità della vita fraterna, nella fedeltà alla preghiera e nella dedizione alla missione. Ogni sacrificio, grande o piccolo, se vissuto nell’amore, diventa offerta gradita a Dio e contribuisce alla crescita dell’Ordine e della Chiesa.
Nel tempo santo del Natale, il Rettore Generale, p. Antonio Piccolo, offre ai confratelli e alle comunità un invito a lasciarsi raggiungere dalla pace e dalla speranza che nascono dall’Incarnazione. Con parole semplici e profonde richiama alla gioia della vocazione, alla disponibilità del cuore e all’affidamento a Maria, Madre di Dio.
Di seguito il testo completo del messaggio:
Pax Christi
Carissimi Confratelli,
nel mistero santo del Natale, mentre la Chiesa contempla il Verbo eterno che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), desidero raggiungervi tutti con un saluto fraterno e un augurio sincero di pace, di luce e di rinnovata speranza.
Il Figlio di Dio nasce nella povertà di Betlemme, nel silenzio e nella semplicità, per rivelarci un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che salva. Davanti al Bambino deposto nella mangiatoia, siamo invitati anche noi a rinnovare il nostro “sì” alla chiamata ricevuta, lasciandoci trasformare dalla logica dell’Incarnazione: una vita offerta, umile, vicina agli uomini e fedele al Vangelo.
In questo mistero di grazia, la Madre di Dio occupa un posto centrale. Maria, che ha custodito e meditato nel suo cuore il dono del Figlio (cf. Lc 2,19), ci accompagna come Madre e come modello di ascolto, di fiducia e di totale abbandono alla volontà del Padre. Non è un caso che l’anno nuovo si apra sotto il suo sguardo materno, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio: a Lei affidiamo il nostro Ordine, le nostre comunità, le fatiche e le speranze della nostra missione.
Carissimi, vi auguro che il Natale del Signore rinnovi in ciascuno di noi la gioia della vocazione e ravvivi il desiderio di essere segno vivo della tenerezza di Dio nel mondo. Il Bambino Gesù, Principe della pace, colmi i vostri cuori della sua presenza e vi doni forza e consolazione nel servizio quotidiano.
Con questi sentimenti, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, auguro a ciascuno di voi un Santo Natale e un Anno Nuovo colmo della benedizione del Signore, sotto la protezione materna della Beata Vergine Maria.
Fraternamente,
p. Antonio Piccolo
Rettore Generale
Mercoledì 10 dicembre, alle ore 19.45, la Parrocchia–Santuario della Beata Vergine Maria del SS. Rosario di San Ferdinando di Puglia ospiterà un importante momento culturale e spirituale: la presentazione del libro “Vita del P. Giovanni Leonardi della Congregazione della Madre di Dio”, di Giuseppe Bonafede.
L’incontro si propone come un’occasione preziosa per riscoprire la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, e per approfondire le radici spirituali e storiche di un carisma che ancora oggi continua a parlare alla Chiesa.
Il volume affonda le sue radici in un’opera monumentale rimasta per secoli inedita: il manoscritto di Padre Giuseppe Bonafede, nato a Lucca nel 1605, religioso dell’Ordine, raffinato studioso e predicatore appassionato. Ordinato sacerdote nel 1635, operò tra Napoli e Lucca distinguendosi per intelligenza, zelo e profondità spirituale. La sua biografia di San Giovanni Leonardi, composta da 912 fogli, non fu mai pubblicata, ma divenne nel tempo una fonte preziosa a cui molti hanno attinto. Oggi, grazie a un attento e paziente lavoro di studio e di edizione, questo patrimonio viene finalmente restituito ai lettori in una forma accessibile e coinvolgente.
La serata sarà presentata dal Prof. Rosario Lovecchio, che guiderà il pubblico alla scoperta del valore storico e spirituale dell’opera. Interverrà inoltre Padre Antonio Luigi Piccolo, Padre Generale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo una riflessione sul significato attuale della testimonianza di San Giovanni Leonardi e sull’eredità del suo pensiero. L’incontro sarà impreziosito dagli interventi del coro parrocchiale, che accompagnerà alcuni momenti della presentazione con il canto.
Il libro si presenta come una biografia ricca, avvincente e documentata, capace di coniugare rigore storico e profondità spirituale, diventando una fonte indispensabile per chi desidera conoscere più da vicino la figura del Fondatore e il suo messaggio di riforma, zelo apostolico e amore per la Chiesa.
Il volume potrà essere acquistato rivolgendosi alle parrocche affidate all’Ordine della Madre di Dio oppure online tramite le principali librerie digitali, tra cui Amazon.
L’iniziativa si inserisce nel cammino di valorizzazione della memoria storica e spirituale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo un’occasione significativa di approfondimento e riflessione.
