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Domenica, 18 Settembre 2022 19:11

Delegazione italiana Professione temporanea di Luigi Bilotto

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“Cosa chiedi alla Chiesa di Dio? La misericordia per seguirlo nella famiglia di San Giovanni Leonardi!”. Così ha risposto Luigi Bilotto che domenica 18 settembre  nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Leonardi a Torre Maura, ha professato i consigli evangelici di Povertà Castità Obbedienza secondo la regola di San Giovanni Leonardi. Luigi ha professato nelle mani di P. Antonio Luigi Piccolo Rettore Generale dell’Ordine, circondato dai confratelli e dai suoi familiari provenienti da san Ferdinando di Puglia. Durante l’omelia il P. Generale ha invitato Luigi, come tutti i presenti, a “mettersi alla scuola di Gesù”. La scelta fatta attraverso la professione dei consigli evangelici: “Ti renderà fedele nella misura in cui saprai dare, e sarai immagine di Dio, colui che dà senza misura anche quando non ce lo meritiamo”. Rileggendo la parabola dell’amministratore disonesto, il P. Generale ha considerato che: “Se quello che ho mi serve solo per dominare, perdo la mia identità di figlio”. Tuttavia la Parola di Dio “ci invita ad essere fedeli al minimo. Tutto diventa provvisorio difronte alla grandezza di ciò che ci viene donato”. Luigi attraverso la sua consacrazione, questo “speciale titolo” al quale sarà chiamato, “riceverà il dono dell’unione con Dio”. Attraverso tale disposizione: “ se quello che ho mi serve per amare farà crescere la mia vita, mentre il guadagnare ciò che gratifica non concederà la vera felicità”. Infine, P. Luigi, esorta il neo professo a donare ciò che ha ricevuto: “Sta qui la povertà evangelica, l’obbedienza che assimila a Gesù il quale muore in croce per amore, espropriandosi di tutto”. Si comprende qui la radice evangelica della consacrazione religiosa: “Il vero tesoro sta nel fatto che io sono figlio e gli altri sono fratelli”. In tale prospettiva, la regola che verrà consegnata a Luigi insieme all’abito dell’Ordine lo “aiuteranno a scandire il passaggio dal minimo al massimo che è la santità”. Dentro questa relazione di vita fraterna: “sarà la sfida della vita consacrata”. Con il passare del tempo, ricorda il P. Generale, ti renderai conto come: “siamo fatti per costruire la famiglia di Dio, e ciò sarà possibile al di là dei temperamenti e dalle culture”. In conclusione, cogliendo l’immagine di Gesù che indica nelle provvisorietà delle “tende eterne” la ricompensa degli amici, il P. Generale ha prospettato la direzione ultima del cammino scelto oggi da Luigi.

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