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Sabato, 12 Aprile 2014 10:40

Domenica delle Palme

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Ven. P. Cesare Franciotti, Pratiche, 64v-65v

Mt 21, 1-11

Troverete un’asina legata. Benedetto sia questo pietoso Signore, che con tanta carità e compassione si prende pensiero di provvedere alla mia miseria. Chi è questa stolta giumenta col suo puledro, se non io medesimo col mio licenzioso e distratto cuore? Misero me, che non solo, non riconosco il mio dolce Signore che continuamente di se stesso mi nutre, ma come somaro pigro, sonnolente, e tardo ad obbedirgli, sempre aspetto le percosse. Anzi invece di servirlo come a vero Signor mio, mi lascio legare con le funi dei peccati dai  miei nemici, e caricare bene le spalle con pesi gravosi e abitudini invecchiate dai vizi . Ma, o bontà del mio Signore, e Dio, quando meritavo, che pigliasse il bastone e con quello  mi castigasse, egli [invece] pensa a liberarmi dalle mani dei nemici e manda, non solo Angeli , ma Sacerdoti, i quali  con le ispirazioni  quelli, e questi con le parole di salvezza  e con la loro potestà, mi sciolgono, conducendomi alla sua presenza . Benedetto sei tu dolcissimo Signor mio, eccomi qua oggi  come un somaro davanti a te e tu mi hai chiamato . Sento gran fame, perché il mondo non mi ha saziato, ma sfinito , guidami  tu, saziami tu! Non desidero  altro cibo che te!

Il Signore ne ha bisogno. Senti, Anima mia, il Signore  dice che si vuol servire di te. Che grazia, e che favore avresti stimato che fosse, se quando viveva tra gli uomini ti avesse detto che si vuole servire di te? Ovvero , se quando era tenero fanciullo  avesse voluto che tu lo portassi tra  le braccia? O grazia da non potersi spiegare con le parole!

I discepoli misero i loro mantelli. Vedi [la] semplicità [ed il] riverente affetto di quei discepoli e della turba. Sommo onore  fecero al Signore . In primo luogo  posero parte dei loro vestiti  sull’asina e parte per terra, dove passava; poi spargevano  rami d’olivo e di palme. Infine , cantavano dicendo: salvaci, salvaci Signore . E tu impara che se vuoi ricevere con onore lo stesso Signore  prima devi  cantare, cioè devotamente pregare , poi avere l’olio, cioè la pace con il tuo prossimo, e stendere le vesti in terra cioè mortificare le tue passioni e i sentimenti  in modo da donare tutta te stessa al Signore tuo  Anima mia e pregalo che voglia con la virtù e presenza sua sacramentale, tenere frenati   i tuoi sensi. In effetti , egli oggi  ti fa intendere  per [mezzo] del santo profeta che gli sei sottomessa  con dire: Ecco il tuo Re viene .

Ed egli vi si pose a sedere . O felice asinella, o audace  animale, a cui fu concesso  sentir il soave peso di quel Signore che siede sopra i Cherubini, ma assai maggior grazia è ben stata la tua, Anima mia! Poiché [il Signore] ti ha concesso  di venire [in te] e di prendere corpo in te . Pregalo ora! Che si degni [di] sedere, cioè di prendere dimora in te , come in altro luogo promise  a chi l’amava. Principalmente perché arrivano  i giorni più santi di tutto l’anno, i quali richiedono  maggiore attenzione e devozione.

La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva . Vedi quanta gioia  e devozione era in quella buona gente. Tutti, tanto quelli ch’erano innanzi, come quelli che seguivano il Signore , s’accordavano per  cantare le medesime  lodi di lui. E tu comprendi che non solo questi fedeli,  ma quelli prima  dell’incarnazione del Signore, come di seguito  unitamente hanno creduto e cantato la stessa cosa . Tuttavia, non di meno dopo l’essersi comunicato  , [è necessario] che si debba custodire innanzi  il fervore dello spirito, ringraziando  il Signore. Unisciti  dunque tu con questi.

Osanna benedetto colui che viene  . O quanto  è instabile la volontà dell’uomo; quanto poco si debba  l’uomo fidare di se stesso. Hanno buona intenzione costoro nel dire  le lodi del Signore, ma non passerà molto  che cambiando  il vento, si sentiranno gridare non Osanna , ma via, via! ; non benedetto , ma crocifiggilo ; stimando più l’assassino Barabba che la persona di Gesù . Ed al posto  di allegri rami d’olivo e di palma gli portano in capo acute spine e sulle spalle il pesante  legno della croce. Non stenderanno i loro vestiti  dove passerà, ma lo spoglieranno dei suoi. Ha! Non essere  tu anima mia così incostante e ingannevole   poiché ora in questo tempo di devozione, Comunione e penitenza, sottomettiti a Cristo  e onora il tuo Signore. Poi, giungendo  l’occasione della prova, volgi le spalle e grida  insieme al mondo: via, via!  Pregalo che ti conceda  stabilità e fortezza nel servirlo ; così come lui né per lode , ne per offese  indugiò  di dare la vita per te. Altrimenti potrebbe dirti quelle parole : E tu che eri mio amico alla mia mensa?
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