Alla vigilia dell’Avvento, il Padre Generale, in visita alla delegazione nigeriana, invia un messaggio che unisce attesa e responsabilità. Ricorda che i venticinque giorni che precedono il Natale sono un tempo per guardare avanti, proprio come fa ogni famiglia quando nasce un bambino: con speranza e con il desiderio di garantirgli un futuro.
Durante una visita in una scuola della Nigeria, il Padre Generale ha incontrato molti bambini accomunati dallo stesso sogno: crescere, studiare, costruirsi una vita dignitosa. Un sogno semplice, ma non sempre alla portata di chi nasce in condizioni difficili.
Da qui nasce il suo appello: mettere da parte un euro al giorno per tutto l’Avvento, per contribuire — con soli 25€ - alla creazione di laboratori scolastici e all’acquisto di attrezzature didattiche. Un gesto piccolo, ma capace di rendere più concreto il futuro di questi giovani.
Il Natale — ricorda — è la storia di un Bambino povero che aveva bisogno di essere accolto. I bambini di oggi ci chiedono la stessa attenzione. Per questo invita tutti a far sì che il presepe brilli di carità e che il nostro albero di Natale punti verso una vita più bella da offrire a chi ne ha bisogno.
La lettera, firmata a Owerri il 12 novembre 2025, diventa così un invito a vivere l’Avvento come tempo di cura: di Gesù che viene, e dei bambini che ci sono affidati.


