Cookie Consent by Popupsmart Website

stemma e nome

Visualizza articoli per tag: 2026

Nel cammino di preparazione al settantacinquesimo anniversario di fondazione della Parrocchia San Giovanni Leonardi a Torre Maura, la comunità parrocchiale ha vissuto una intensa serata di preghiera e riflessione insieme al Padre Generale Antonio Piccolo, all’interno del programma celebrativo promosso per questa significativa ricorrenza.

L’incontro si è inserito nei giorni di preparazione alla festa conclusiva dell’anniversario, offrendo alla comunità un’occasione per rileggere la propria storia ecclesiale alla luce del Vangelo, del Concilio Vaticano II e del carisma di San Giovanni Leonardi.

La Celebrazione Eucaristica presieduta dal Padre Generale è stata vissuta come un vero rendimento di grazie per i settantacinque anni di vita della parrocchia, segno della presenza fedele di Dio nella storia della comunità.

Nell’omelia il Padre Generale ha richiamato con forza il ruolo dello Spirito Santo nella vita della Chiesa, sottolineando come sia proprio lo Spirito a edificare continuamente il popolo di Dio e a renderlo comunità viva di Cristo nel tempo. In questo senso ha affermato: “La Chiesa non vive di memoria soltanto, ma della presenza viva dello Spirito che continua a generarla ogni giorno”.

La storia della parrocchia è stata così riletta come testimonianza concreta dell’opera di Dio che continua a sostenere il cammino della Chiesa attraverso la vita delle comunità, il servizio pastorale e la fedeltà quotidiana dei credenti.

Al termine della celebrazione, il Padre Generale ha proposto una catechesi dedicata al capitolo VI della Lumen Gentium, approfondendo il tema della vita religiosa nella Chiesa, nel contesto del settantacinquesimo anniversario della parrocchia.

La riflessione ha aiutato la comunità a riscoprire il significato della presenza dei religiosi nella vita ecclesiale e nel servizio pastorale, alla luce dell’insegnamento del Concilio Vaticano II.

Partendo dalla Lumen Gentium, il Padre Generale ha ricordato come la vita religiosa non costituisca una realtà separata dalla Chiesa, ma appartenga inseparabilmente alla sua vita e alla sua santità. I religiosi sono chiamati a rendere visibile nella Chiesa la forma di vita di Cristo, vissuta nella povertà, nella castità e nell’obbedienza evangelica.

Richiamando il carisma di San Giovanni Leonardi, la catechesi ha sottolineato come il religioso sia chiamato a fare di Cristo la propria forma di vita, lasciandosi continuamente conformare al Vangelo per servire la Chiesa nella libertà dello Spirito.

Un passaggio significativo della riflessione ha riguardato il valore testimoniale della vita consacrata nelle comunità parrocchiali. I religiosi sono segno visibile del primato di Dio e ricordano alla Chiesa che il Vangelo va vissuto nella sua radicalità, senza compromessi con le logiche mondane.

In questo orizzonte il Padre Generale ha evidenziato anche il rischio delle idolatrie contemporanee — il denaro, il piacere e il potere — indicando nei consigli evangelici una via concreta di libertà interiore e di autentico rinnovamento spirituale.

La catechesi ha inoltre insistito sul valore ecclesiale della vita comunitaria, sottolineando come i religiosi siano chiamati a costruire comunione, a testimoniare la fraternità evangelica e a sostenere il cammino spirituale delle comunità loro affidate.

Nel contesto dell’anniversario, la riflessione è diventata anche un invito rivolto alla comunità parrocchiale a custodire e rilanciare il patrimonio spirituale ricevuto in questi anni, vivendo con rinnovata fedeltà il Vangelo nello spirito di San Giovanni Leonardi.

La celebrazione e la catechesi del Padre Generale Antonio Piccolo hanno rappresentato un importante momento di preparazione spirituale al settantacinquesimo anniversario della Parrocchia San Giovanni Leonardi a Torre Maura.

Un’occasione di comunione ecclesiale e di approfondimento che ha aiutato la comunità a rileggere la propria storia come luogo vivo dell’azione dello Spirito Santo e della presenza di Cristo nella vita della Chiesa.

Pubblicato in 2026
Etichettato sotto

Nella cornice luminosa della V Domenica di Pasqua, l’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio ha vissuto un momento di intensa grazia ecclesiale con la celebrazione eucaristica presieduta dal Padre Generale Antonio Piccolo, durante la quale Guido e Vinsen sono stati istituiti nel ministero dell’accolitato.

La liturgia, illuminata dal Vangelo di Giovanni, ha posto al centro le parole di Gesù ai suoi discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore”. Proprio da questo invito evangelico ha preso avvio la riflessione del Padre Generale, che ha guidato l’assemblea a contemplare il cuore della vocazione cristiana come cammino di fiducia, anche quando la chiamata del Signore conduce verso responsabilità nuove ed esigenti.

Rivolgendosi ai candidati, ma insieme a tutta la comunità, Padre Antonio ha ricordato che ogni ministero nasce anzitutto dalla fede in Cristo e dalla certezza della sua presenza. In un tempo spesso segnato da inquietudini e smarrimento, il Signore continua a ripetere alla sua Chiesa di non lasciarsi vincere dal turbamento, perché è Lui stesso la Via, la Verità e la Vita.

L’omelia ha così allargato lo sguardo oltre il rito dell’istituzione, proponendo una meditazione sul fondamento stesso dell’esistenza cristiana: Cristo è la Via da percorrere, la Verità che orienta e la Vita che sostiene. Richiamando l’immagine della “Pietra viva” proposta dall’apostolo Pietro, Padre Generale ha sottolineato come ogni battezzato, e in modo particolare chi riceve un ministero, sia chiamato a costruire la propria vita su Cristo, pietra angolare, diventando parte viva dell’edificio spirituale della Chiesa.

In questa prospettiva, il servizio dell’accolito è apparso come segno concreto di una realtà più grande: non un semplice compito liturgico, ma una testimonianza visibile di una vita “stretta” al Signore. Preparare l’Altare, servire l’Eucaristia, custodire i santi misteri significa infatti indicare ai fratelli la strada verso il Padre, diventando con la propria vita una sorta di “segnaletica spirituale” capace di orientare verso Dio.

Particolarmente significativa è stata anche la riflessione sull’immagine evangelica del “posto” preparato da Cristo nella casa del Padre. Se il Signore prepara per ciascuno una dimora, il credente è chiamato già ora a vivere preparando spazi di comunione, di accoglienza e di speranza. In questo senso, il ministero dell’accolitato si lega profondamente alla missione della Chiesa: aiutare ogni uomo a sentirsi atteso, accolto e amato da Dio.

L’Eucaristia, centro del ministero affidato a Guido e Vinsen, è stata così presentata non solo come culmine della liturgia, ma come scuola di carità. Dall’Altare nasce infatti una missione che conduce verso i fratelli, specialmente i più fragili, i malati, gli scartati. Servire il Pane della vita significa imparare a riconoscere e servire Cristo anche nelle ferite del mondo.

La celebrazione è diventata così, per tutta la famiglia dei Chierici Regolari della Madre di Dio, non solo una tappa nel cammino di due giovani religiosi, ma un rinnovato appello a tutta la comunità a vivere senza paura, fondata su Cristo, orientata al Padre e resa missionaria dalla forza dell’Eucaristia.

Affidiamo Guido e Vinsen alla Vergine Madre di Dio, perché il ministero ricevuto li renda uomini di pace, servitori della comunione e testimoni della speranza pasquale, mentre l’intera famiglia dell’Ordine continua il suo cammino nella certezza che, in Cristo, nessun cuore deve restare turbato.

Pubblicato in 2026
Etichettato sotto

In occasione del 17 aprile, Giornata degli Affiliati dell’Ordine della Madre di Dio, il Padre Generale rivolge il suo messaggio a quanti, nel tempo, sono stati riconosciuti partecipi del carisma dell’Ordine per la loro vicinanza spirituale e il sostegno alle sue opere.

La ricorrenza coincide quest’anno con l’88° anniversario della canonizzazione di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine, richiamando con forza il cuore del suo insegnamento: il primato di Cristo nella vita e nella missione.

Il messaggio che segue è insieme espressione di gratitudine e invito a rinnovare il legame spirituale con l’Ordine, nella condivisione della sua missione evangelica.

MESSAGGIO DEL RETTORE GENERALE PER LA GIORNATA DEGLI AFFILIATI OMD 

Pax Christi!

«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me» (Gv 15,4).

Carissimi Affiliati,

in questa giornata a voi dedicata, che celebriamo il 17 aprile, desidero raggiungervi con un pensiero di gratitudine sincera e profonda. Quest’anno essa assume un significato ancora più particolare, ricorrendo l’88° anniversario della canonizzazione di San Giovanni Leonardi, nostro fondatore: un’occasione di memoria grata e di rinnovato impegno nel vivere il carisma che ci ha trasmesso.

La Parola del Signore che abbiamo posto all’inizio di questo messaggio illumina il senso più autentico del vostro legame con il nostro Ordine: esso nasce e si alimenta nel rimanere in Cristo, sorgente di ogni fecondità.

Il vostro legame con l’OMD non è soltanto un riconoscimento formale, ma esprime una comunione reale con il carisma che lo Spirito ha suscitato nella Chiesa e che, attraverso la nostra famiglia religiosa, continua a portare frutto. Come i tralci uniti alla vite, anche voi partecipate della stessa linfa spirituale che anima la nostra missione.

Il carisma dell’OMD, segnato dall’amore a Cristo crocifisso e risorto e dalla dedizione alla sua missione, trova nella vostra vita una testimonianza concreta e preziosa. Nella vostra vicinanza spirituale, nel sostegno alle nostre opere e nella condivisione delle fatiche apostoliche, rendete visibile quella collaborazione tra consacrati e laici che è segno di una Chiesa viva e missionaria.

Guardiamo con riconoscenza al nostro fondatore, San Giovanni Leonardi, che nei tempi di prova non ha mai smesso di confidare nella Provvidenza e di donarsi con radicalità al servizio del Vangelo. Egli ci ha lasciato un orientamento chiaro e sempre attuale: «Cristo prima di tutto». In questa espressione si riassume il cuore del suo spirito e del nostro cammino: mettere il Signore al centro, lasciando che sia Lui a guidare, sostenere e rendere feconda ogni opera.

Questa Parola ci offre anche una semplice ma esigente lettura spirituale: la fecondità della nostra vita non dipende anzitutto da ciò che facciamo, ma da quanto restiamo uniti al Signore. Senza questa unione, anche le opere più generose rischiano di svuotarsi; con essa, anche i gesti più piccoli acquistano un valore grande agli occhi di Dio. Così, la vostra presenza, spesso discreta e nascosta, diventa autentico frutto evangelico, capace di portare vita là dove il Signore vi ha posto.

In modo particolare, il vostro contributo partecipa alla dimensione propria del nostro Ordine: annunciare il Vangelo con semplicità e dedizione, farci prossimi a chi è nel bisogno, e vivere una carità operosa che nasce dall’incontro personale con il Signore. Anche senza appartenere alla vita religiosa, voi incarnate questo spirito nei vostri ambienti, diventando fermento evangelico nelle famiglie, nel lavoro e nella società.

Siete, a pieno titolo, parte della nostra famiglia: condividete non solo i frutti, ma anche la responsabilità del cammino. Per questo vi invito a custodire e approfondire sempre più questo legame, alimentandolo nella preghiera, nella partecipazione alla vita dell’Ordine e nella fedeltà quotidiana al Vangelo.

Il vostro esempio e la vostra fedeltà sono per noi motivo di incoraggiamento e sostegno. Vi chiedo di continuare a camminare con noi, perché insieme possiamo rendere più visibile la misericordia di Dio e più efficace la nostra missione.

Affido ciascuno di voi all’intercessione della Vergine Maria e di San Giovanni Leonardi, perché vi accompagnino e vi custodiscano, e vi benedico di cuore.

Con affetto e riconoscenza,

P. Antonio Piccolo 

Rettore Generale 

 

ENGLISH VERSION

Pax Christi!

“Abide in me, and I in you. As the branch cannot bear fruit by itself unless it abides in the vine, neither can you unless you abide in me” (Jn 15:4).

Dear Affiliates,

on this day dedicated to you, which we celebrate on April 17, I wish to reach out with a message of sincere and profound gratitude. This year it takes on an even deeper meaning as we mark the 88th anniversary of the canonization of Saint John Leonardi, our Founder: an occasion for grateful remembrance and renewed commitment to live the charism he has handed on to us.

The Word of the Lord with which we begin this message sheds light on the deepest meaning of your bond with our Order: it is born and nourished in abiding in Christ, the source of all fruitfulness.

Your bond with the OMD is not merely a formal recognition, but expresses a real communion with the charism that the Holy Spirit has raised up in the Church and which, through our religious family, continues to bear fruit. Like branches united to the vine, you too share in the same spiritual life that animates our mission.

The charism of the OMD, marked by love for Christ crucified and risen and by dedication to His mission, finds in your lives a concrete and precious witness. Through your spiritual closeness, your support of our works, and your sharing in apostolic efforts, you make visible that collaboration between consecrated persons and laity which is a sign of a living and missionary Church.

We look with gratitude to our Founder, Saint John Leonardi, who in times of trial never ceased to trust in Providence and to give himself wholeheartedly to the service of the Gospel. He has left us a clear and ever-relevant guiding principle: “Christ first of all.” In this expression lies the heart of his spirit and of our journey: to place the Lord at the center, allowing Him to guide, sustain, and make fruitful every work.

This Word also offers us a simple yet demanding spiritual insight: the fruitfulness of our lives does not depend first of all on what we do, but on how deeply we remain united to the Lord. Without this union, even the most generous works risk becoming empty; with it, even the smallest gestures acquire great value in God’s eyes. Thus, your presence, often discreet and hidden, becomes true evangelical fruit, capable of bringing life wherever the Lord has placed you.

In a particular way, your contribution shares in the proper mission of our Order: to proclaim the Gospel with simplicity and dedication, to draw near to those in need, and to live an active charity born from a personal encounter with the Lord. Even without belonging to religious life, you embody this spirit in your own environments, becoming a leaven of the Gospel in families, workplaces, and society.

You are, in every sense, part of our family: you share not only in its fruits, but also in the responsibility of its journey. For this reason, I invite you to cherish and deepen this bond, nourishing it through prayer, participation in the life of the Order, and daily fidelity to the Gospel.

Your example and fidelity are a source of encouragement and support for us. I ask you to continue walking with us, so that together we may make God’s mercy more visible and our mission more fruitful.

I entrust each of you to the intercession of the Blessed Virgin Mary and Saint John Leonardi, that they may accompany and protect you, and I bless you from my heart.

With affection and gratitude,

P. Antonio Piccolo 

Rector General

 

VERSIÓN EN ESPAÑOL

Pax Christi! 

«Permanezcan en mí y yo en ustedes. Como el sarmiento no puede dar fruto por sí mismo si no permanece en la vid, así tampoco ustedes si no permanecen en mí» (Jn 15,4).

Queridos Afiliados:

En este día dedicado a ustedes, que celebramos el 17 de abril, deseo hacerles llegar un pensamiento de sincero y profundo agradecimiento. Este año adquiere un significado aún más especial, al conmemorarse el 88º aniversario de la canonización de San Juan Leonardi, nuestro Fundador: una ocasión de memoria agradecida y de renovado compromiso para vivir el carisma que nos ha transmitido.

La Palabra del Señor con la que abrimos este mensaje ilumina el sentido más auténtico del vínculo de ustedes con nuestra Orden: nace y se alimenta en el permanecer en Cristo, fuente de toda fecundidad.

El vínculo de ustedes con la OMD no es solo un reconocimiento formal, sino que expresa una comunión real con el carisma que el Espíritu Santo ha suscitado en la Iglesia y que, a través de nuestra familia religiosa, continúa dando fruto. Como los sarmientos unidos a la vid, también ustedes participan de la misma savia espiritual que anima nuestra misión.

El carisma de la OMD, marcado por el amor a Cristo crucificado y resucitado y por la entrega a su misión, encuentra en la vida de ustedes un testimonio concreto y valioso. En su cercanía espiritual, en el apoyo a nuestras obras y en la participación en los esfuerzos apostólicos, hacen visible esa colaboración entre consagrados y laicos que es signo de una Iglesia viva y misionera.

Miramos con gratitud a nuestro Fundador, San Juan Leonardi, quien en tiempos de prueba nunca dejó de confiar en la Providencia ni de entregarse con radicalidad al servicio del Evangelio. Nos dejó una orientación clara y siempre actual: «Cristo ante todo». En esta expresión se resume el corazón de su espíritu y de nuestro camino: poner al Señor en el centro, dejando que Él guíe, sostenga y haga fecunda toda obra.

Esta Palabra nos ofrece también una sencilla pero exigente lectura espiritual: la fecundidad de nuestra vida no depende ante todo de lo que hacemos, sino de cuánto permanecemos unidos al Señor. Sin esta unión, incluso las obras más generosas corren el riesgo de vaciarse; con ella, incluso los gestos más pequeños adquieren un gran valor a los ojos de Dios. Así, la presencia de ustedes, a menudo discreta y escondida, se convierte en verdadero fruto evangélico, capaz de dar vida allí donde el Señor los ha puesto.

De modo particular, la contribución de ustedes participa en la misión propia de nuestra Orden: anunciar el Evangelio con sencillez y dedicación, hacernos cercanos a quienes están en necesidad y vivir una caridad activa que nace del encuentro personal con el Señor. Incluso sin pertenecer a la vida religiosa, encarnan este espíritu en sus ambientes, siendo fermento evangélico en las familias, en el trabajo y en la sociedad.

Ustedes son, plenamente, parte de nuestra familia: comparten no solo los frutos, sino también la responsabilidad del camino. Por eso, los invito a custodiar y profundizar cada vez más este vínculo, alimentándolo con la oración, la participación en la vida de la Orden y la fidelidad cotidiana al Evangelio.

El ejemplo y la fidelidad de ustedes son para nosotros motivo de aliento y apoyo. Les pido que sigan caminando con nosotros, para que juntos hagamos más visible la misericordia de Dios y más fecunda nuestra misión.

Encomiendo a cada uno de ustedes a la intercesión de la Santísima Virgen María y de San Juan Leonardi, para que los acompañen y los protejan, y los bendigo de corazón.

Con afecto y gratitud,

P. Antonio Piccolo 

Rector General

 

Pubblicato in 2026
Etichettato sotto

Nel cuore della gioia pasquale, mentre la Chiesa intera proclama con esultanza che Cristo è risorto, i religiosi OMD hanno vissuto un momento particolarmente significativo: la rinnovazione dei voti. Un gesto semplice nella forma, ma carico di profondità spirituale, che affonda le sue radici nel mistero stesso della Pasqua.

Rinnovare i voti nel giorno di Pasqua non è una scelta casuale. È, piuttosto, un atto fortemente simbolico: come Cristo è passato dalla morte alla vita, così ogni consacrato è chiamato a rinnovare ogni giorno il proprio “sì”, lasciandosi trasformare dalla luce della Risurrezione. Povertà, castità e obbedienza non sono soltanto impegni assunti una volta per tutte, ma vie concrete attraverso cui vivere una vita nuova, trasfigurata dall’amore.

Durante la celebrazione, vissuta in un clima di raccoglimento e gioia, i religiosi hanno ripetuto le parole della loro consacrazione davanti alla comunità riunita. Un momento intenso, in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio alla memoria e alla grazia: memoria della chiamata ricevuta, grazia di una fedeltà che si rinnova.

In un mondo segnato da instabilità e cambiamenti rapidi, questo gesto assume un valore profetico. La rinnovazione dei voti diventa testimonianza di una scelta radicale e duratura, capace di attraversare le prove e di rimanere salda perché fondata non sulle sole forze umane, ma sulla fedeltà di Dio.

La Pasqua, infatti, non è solo un evento da ricordare, ma una realtà da vivere. E per i religiosi, rinnovare i voti significa proprio questo: lasciarsi raggiungere ancora una volta dalla vita nuova del Risorto e ripartire con cuore rinnovato, pronti a servire, ad amare, a donarsi.

Così, mentre il canto dell’Alleluia risuona nelle chiese e nelle comunità, il “sì” dei consacrati si unisce a quello della Chiesa intera: un “sì” che guarda al futuro con speranza, radicato nella certezza che la vita ha vinto sulla morte e che l’amore, ancora una volta, è più forte di tutto.

Pubblicato in 2026
Domenica, 05 Aprile 2026 16:35

Pasqua di Risurrezione: “L’amore ha vinto”

Nella solennità della Pasqua di Risurrezione, la comunità della Santa Maria in Portico in Campitelli si è raccolta attorno all’altare per celebrare il cuore della fede cristiana: la vittoria della vita sulla morte. A presiedere la celebrazione è stato il Padre Generale, padre Antonio Piccolo, che nell’omelia ha offerto una riflessione intensa e profondamente esistenziale sul mistero pasquale.

Riprendendo il canto della sequenza pasquale, il Padre Generale ha ricordato come tra il Venerdì della Passione e la Domenica della Risurrezione si sia consumato un “prodigioso duello” tra la morte e la vita: una battaglia che riguarda ciascuno, “per me, per te, per la vita del mondo”. In questo duello — ha sottolineato — non è stata la forza a vincere, ma l’amore: “l’amore ha vinto sul non amore”.

L’omelia ha guidato i fedeli dentro il racconto evangelico del sepolcro vuoto, soffermandosi sulle diverse reazioni dei protagonisti. Maria Maddalena, che corre nel buio senza riuscire ad andare oltre l’apparenza; Pietro, che entra ma resta smarrito davanti al mistero; e Giovanni, che “entra, vede e crede”. Tre sguardi diversi, che diventano icona di tre modi di vivere la fede: una fede ferma alle proprie convinzioni, una fede fragile che fatica a comprendere, e una fede pasquale, capace di riconoscere nell’assenza un segno di vita.

Al centro della riflessione, l’invito a custodire lo sguardo: “Quante volte anche la nostra fede è così: vediamo, ma non entriamo”. È proprio lo sguardo, infatti, che permette di passare dalla superficie alla profondità, dal fatto alla fede, dal dolore alla speranza.

Particolarmente toccante il passaggio dedicato all’esperienza del dolore e della perdita. Il Padre Generale ha ricordato come ogni risveglio sia già una “piccola risurrezione” e come nulla di ciò che è vissuto nell’amore vada perduto: “tutto ciò che è fatto nell’amore non muore mai”. Parole che si fanno consolazione concreta per chi porta nel cuore ferite profonde, lutti e domande senza risposta.

In questa prospettiva, è stata evocata anche la figura della Vergine Maria, unica — ha osservato — a non recarsi al sepolcro. Non per assenza di amore, ma per una fede salda nella parola del Figlio: “il terzo giorno risorgerò”. Una fede silenziosa e incrollabile, che diventa modello di autentica speranza pasquale.

L’omelia si è aperta infine a uno sguardo sul mondo contemporaneo, segnato da sofferenze, guerre e “pietre” che opprimono il cuore delle persone e delle famiglie. Proprio in questo contesto, l’annuncio pasquale risuona con forza rinnovata: “Cristo è risorto, per dirti che tutto è vinto nell’amore”.

Concludendo, il Padre Generale ha rivolto alla comunità un augurio semplice e profondo: prendersi cura della propria fede, anche quando è fragile, perché è chiamata a diventare pasquale. Una fede che nasce dagli incontri, attraversa le ferite e si apre alla luce.

“L’amore ha vinto, vince e vincerà per sempre”: è questo il cuore del messaggio affidato ai fedeli, perché diventi vita quotidiana e speranza condivisa.

Buona Pasqua di Risurrezione.

Pubblicato in 2026

Nella notte più solenne dell’anno liturgico, la comunità parrocchiale si è riunita per celebrare la Veglia Pasquale 2026, presieduta dal Vicario Generale e parroco, padre Luigi Murra. Un momento di intensa spiritualità, che ha unito fede, speranza e gioia nel cuore dei partecipanti.

La celebrazione è iniziata all’esterno della chiesa, attorno al fuoco pasquale, simbolo della luce che vince le tenebre. Dopo la benedizione del Cero Pasquale, la comunità è entrata in processione nella chiesa ancora immersa nell’oscurità, seguendo la luce del Cero, segno del Cristo Risorto che guida il suo popolo.

Il canto dell’Exsultet ha aperto solennemente la Veglia, annunciando la vittoria della luce sulle tenebre e introducendo la comunità nel mistero pasquale.

Nella liturgia della Parola, i fedeli hanno ripercorso le grandi tappe della storia della salvezza: dalla fede di Abramo al passaggio del Mar Rosso, fino al compimento nel mistero di Cristo. Dopo l’Epistola, il solenne canto dell’Alleluia ha annunciato il Vangelo della Risurrezione, cuore della notte pasquale.

Nel cuore della celebrazione, Padre Luigi Murra ha offerto la sua omelia, invitando a non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma a lasciarsi raggiungere dalla luce del Risorto: “La Pasqua non è la notte in cui la paura scompare. È la notte in cui la paura non ha più il potere di fermarti.” La gioia pasquale, è stato ricordato, non elimina le difficoltà, ma le attraversa e le trasforma, aprendo un cammino nuovo.

Le donne del Vangelo, che si mettono in cammino e incontrano il Signore, diventano immagine di ogni credente: chiamato a non restare fermo, ma a tornare alla propria “Galilea”, cioè alla vita quotidiana, per riscoprire lì la presenza viva di Cristo.

La celebrazione è proseguita con la liturgia battesimale, nella quale la comunità ha rinnovato le promesse del Battesimo, segno di rinascita alla vita nuova, e quindi con la liturgia eucaristica, culmine di tutta la Veglia, nella comunione con il Cristo Risorto.

Al termine, la comunità si è raccolta nel canto del Regina Caeli, volgendo lo sguardo al quadro di Santa Maria in Portico, che, dopo essere stato chiuso il giorno precedente al termine dello Stabat Mater, è stato riaperto in questa notte santa, segno della gioia pasquale che illumina anche lo sguardo materno di Maria.

La Veglia Pasquale 2026 ha così ricordato che la resurrezione è una forza viva, capace di muovere ciò che sembrava immobile e di rimettere in cammino ogni vita. Come ha concluso Padre Luigi Murra nella sua omelia:+

“Questa notte è come un terremoto buono. Una scossa che ci attraversa, che ci rialza, che ci rimette in cammino. Per tornare alla nostra Galilea, là dove il Signore ha iniziato qualcosa con noi. E passo dopo passo, scoprire che Cristo è risorto e continua a venirci incontro.”

Pubblicato in 2026
© 2026 Ordine della Madre di Dio. All Rights Reserved. Powered by VICIS