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Lunedì, 02 Febbraio 2026 17:04

Ordinazione diaconale del chierico Luigi Bilotto

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Sabato 1 febbraio, alle ore 17:30, nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la Delegazione italiana dell’Ordine della Madre di Dio e numerosi fedeli si sono riuniti per l’ordinazione diaconale del chierico Luigi Bilotto, celebrata da S.E. Mons. Samuele Sangalli. L’ordinando è stato presentato al Vescovo dal Padre Generale dell’Ordine, secondo la sobria e antica tradizione ecclesiale che esprime il legame di comunione, obbedienza e missione all’interno della famiglia religiosa.

La celebrazione si è svolta nel solenne contesto dei Primi Vespri della Festa della Presentazione del Signore al Tempio, festa che in questa chiesa coincide con il ricordo del Voto, segno del patrocinio della Vergine Maria sulla città di Roma. Un intreccio di memoria liturgica e storia cittadina che ha conferito all’evento una particolare densità spirituale ed ecclesiale.

Fin dall’inizio dell’omelia, Mons. Sangalli ha richiamato le parole del giusto Simeone: «Egli è qui come segno di contraddizione, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori», collocando il mistero della Presentazione nel suo orizzonte profetico e pasquale. Cristo, luce per illuminare le genti, è al tempo stesso colui che smaschera le menzogne e le paure dell’uomo. In questo solco si è inserita una suggestiva citazione letteraria, ambientata in un immaginario interrogatorio di Ponzio Pilato, nella quale Gesù appare come l’innocente dotato di una forza e di un’intelligenza capaci, con un solo sguardo, di mettere a nudo ciò che l’uomo tenta di difendere per far funzionare la “macchina” del potere.

Rivolgendosi direttamente all’ordinando, il Vescovo ha ricordato come il ministero diaconale, conferito dopo la recente professione dei voti solenni e in preparazione al sacerdozio, sia chiamato a essere servizio consapevole alla salvezza e alla luce offerte a tutte le genti. Alla luce delle parole del profeta Malachia — «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me» — il diacono è stato indicato come colui che prepara e apre la strada al Signore nella concretezza della vita delle persone.

Richiamando un testo di San Giovanni Paolo II, Mons. Sangalli ha sottolineato la dimensione profondamente pasquale della spiritualità ministeriale: «farsi pavimento», un pavimento sul quale si innalza la croce di Cristo, perché altri possano camminare. Un’immagine intensa, che il Vescovo ha intrecciato con la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine della Madre di Dio, indicando a Luigi Bilotto la chiamata quotidiana a lasciarsi purificare e affinare dal Signore, come oro e argento, per camminare nella giustizia e nella verità.

Particolare rilievo è stato dato alla preghiera della Chiesa, affidata quotidianamente al diacono, come primo e imprescindibile luogo nel quale consegnare ogni persona a Cristo. Gesù, ricordava il Vescovo citando la Lettera agli Ebrei, è il sommo sacerdote misericordioso che, avendo sofferto ed essendo stato messo alla prova, è capace di venire in aiuto di chi è nella prova. Da qui l’invito a vivere il ministero come partecipazione al combattimento contro il male, affinché possa irrompere la luce calda e disarmante del Bene, quell’Amore che — come profetizzato a Maria nel Tempio — è capace di trafiggere l’anima.

Nel riferimento al rito di consegna del Libro dei Vangeli, l’omelia ha infine evidenziato come l’annuncio non possa mai essere separato dalla conformazione della vita alla Parola proclamata, sull’esempio della Vergine Maria, patrona dell’Ordine, modello di fede e guida sicura nel servizio ministeriale.

L’omelia si è conclusa con un’intensa invocazione alla Santa Vergine, attraverso la preghiera composta dall’Arcivescovo Davide Carbonaro nel settembre 2024, in occasione dei 450 anni dalla fondazione dell’Ordine della Madre di Dio: una supplica corale che affida il cammino del nuovo diacono e di tutti i confratelli alla Trinità Santissima, riconoscendo in Maria la Madre che conduce al Vangelo e, nei fratelli, la mano con cui Dio accompagna il suo popolo.

Al termine della celebrazione, Luigi Bilotto ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i presenti — confratelli, familiari, amici e fedeli — per la preghiera, l’affetto e la vicinanza manifestati in un momento così decisivo del suo cammino vocazionale. Particolarmente intenso e carico di commozione è stato il gesto dello scambio della pace, quando il nuovo diacono ha abbracciato i propri genitori: un segno semplice e profondissimo, nel quale si è resa visibile l’emozione della famiglia e la gratitudine per il dono consegnato alla Chiesa.

Dopo la preghiera conclusiva, la celebrazione è proseguita in un clima di comunione fraterna, occasione di incontro e di condivisione gioiosa tra i membri dell’Ordine, i familiari e quanti hanno voluto esprimere personalmente la loro vicinanza al nuovo diacono.

In questo contesto, il Padre Generale ha rivolto a Luigi un pensiero di augurio, incoraggiandolo a vivere il ministero diaconale come servizio umile e lieto, radicato nella preghiera e nella fedeltà al Vangelo, sull’esempio di San Giovanni Leonardi e sotto lo sguardo materno della Vergine Maria: un cammino che si apre come dono ricevuto e responsabilità condivisa, a servizio della Chiesa e del mondo.

Letto 254 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Febbraio 2026 17:07

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