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Lunedì, 16 Febbraio 2026 10:05

«Ciò che nasce nella preghiera porta frutto nella Chiesa»

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In occasione del 200° anniversario dell’approvazione pontificia delle Costituzioni e Regole dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, l’Ordine della Madre di Dio ha espresso la propria partecipazione fraterna attraverso un messaggio del Rettore Generale, P. Antonio Piccolo, indirizzato al Rev.mo Padre Luis Ignacio Rois Alonso.

Nel febbraio 1826, mentre a Roma si completavano le verifiche per l’approvazione delle Regole, Sant’Eugenio de Mazenod sostò nella nostra chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli in un intenso momento di preghiera. Nel suo Diario racconta di essersi immerso in una profonda concentrazione, ascoltando più Messe consecutive e sentendosi completamente a suo agio in quella chiesa. Fu un tempo di raccoglimento e attesa fiduciosa, che rende questo luogo simbolicamente vicino al cammino degli Oblati.

Nato l’1° agosto 1782 ad Aix‑en‑Provence, Sant’Eugenio visse l’esilio e la precarietà durante la Rivoluzione francese, esperienze che temprarono il suo cuore e gli aprirono gli occhi sui bisogni dei più poveri. Ordinato sacerdote il 21 dicembre 1811, si dedicò ai dimenticati della Chiesa e della società, trovando nella missione tra i poveri la sua vocazione. Nel 1816 fondò i Missionari Oblati di Maria Immacolata, comunità di sacerdoti e fratelli pronti a vivere il Vangelo nelle situazioni più difficili. Nel 1837 fu nominato vescovo di Marsiglia, guidando con carità e rigore pastorale, fino alla sua morte il 21 maggio 1861. La sua eredità consiste in una Congregazione diffusa nel mondo e nella testimonianza che la santità nasce dal servizio quotidiano e dalla fedeltà ai più fragili.

In questo contesto, il messaggio del Rettore Generale celebra non solo la ricorrenza storica, ma anche la continuità spirituale tra carismi diversi: la fiducia di Sant’Eugenio nella preghiera e la sua dedizione al servizio illuminano oggi la nostra missione e la nostra fedeltà alla Chiesa.

Di seguito il messaggio del Padre Generale.

 

Pax Christi,

Reverendissimo Padre, da questa nostra chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, casa di Maria e luogo che custodisce una memoria cara alle nostre famiglie religiose, desidero rivolgerLe un saluto fraterno in occasione del 200° anniversario dell’approvazione pontificia delle Costituzioni e Regole della vostra Congregazione.

Questo luogo, segnato dalla preghiera di Eugène de Mazenod, ci ricorda che alle origini di ogni autentico cammino ecclesiale vi è un atto di affidamento. L’attesa fiduciosa del Fondatore, vissuta sotto lo sguardo della Vergine, continua a parlare alla vita dell’Istituto: ciò che nasce nella preghiera e si consegna a Dio porta frutto nella Chiesa.

È bello riconoscere come alcuni tratti carismatici accomunino le nostre famiglie. Anzitutto la centralità della Croce di Cristo. Sant’Eugenio la pose al cuore della spiritualità oblata, come criterio di missione e sorgente di carità apostolica. Lo stesso accento risuona nell’esperienza di Giovanni Leonardi, che esortava i suoi figli spirituali ad avere «avanti agli occhi della mente soltanto l’onore, il servizio e la gloria di Cristo Gesù Crocifisso» e li invitava a «un poco più levare i cuori a Dio e con Lui misurare le cose». È un’indicazione esigente: tutto va misurato su Cristo, e in particolare su Cristo crocifisso, misura dell’amore e della verità.

Accanto alla Croce contempliamo Colei che stava sotto di essa: Maria. Il suo nome unisce le nostre storie e i nostri carismi. In Lei riconosciamo la discepola fedele, la Madre che accompagna, l’Immacolata che insegna l’oblazione totale al progetto di Dio. Non è soltanto un riferimento devozionale, ma un vincolo spirituale che orienta la nostra appartenenza ecclesiale e il nostro servizio apostolico.

Nel celebrare questo anniversario, l’auspicio è che la fedeltà alle Costituzioni e Regole non sia solo memoria grata del passato, ma rinnovato slancio di santità. Quando la vita consacrata si lascia plasmare con coerenza dal Vangelo e dalle proprie Regole, essa diventa trasparenza di Cristo. E la santità vissuta non rimane mai individuale: si irradia, diventa fecondità ecclesiale, si trasforma in santità anche per coloro che incontriamo nel ministero.

Che l’amore di Cristo crocifisso e risorto, annunciato con la parola e testimoniato con la vita, continui a rendere fecondo il vostro carisma nella Chiesa. Sotto la custodia di Maria Immacolata, il cammino dei vostri duecento anni sia sorgente di rinnovata dedizione e di autentica santità.

Con fraterno affetto nel Signore,

P. Antonio Piccolo
Rettore Generale OMD

Letto 201 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Febbraio 2026 10:14

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