
Curia Generale dell'Ordine
Rev.mo Padre Generale P. Luigi Antonio Piccolo OMD
ordine.madredidio@libero.it
Segreteria di Curia
P. Rafael Andres Pereira Barbato OMD
omdcuria@gmail.com
Indirizzo
Piazza Campitelli 9, 00186 Roma
Tel. e fax: (+39) 06.31073632
CONTATTACI
Nel suo Messaggio per la Quaresima, datato Roma, 16 febbraio 2026, il Padre Generale invita i confratelli a vivere il tempo santo come ritorno al deserto, «luogo biblico dell’essenzialità e dell’ascolto». Non uno spazio geografico, ma «una condizione spirituale: il cuore messo nuovamente davanti a Dio».
La parola del profeta – «Ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12) – diventa la chiave dell’intero cammino: la conversione è anzitutto ritorno al cuore, «luogo dell’alleanza» e centro unificante della persona.
Il Messaggio si pone in sintonia con quanto afferma Papa Leone XIV nel testo quaresimale 2026, “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, dove richiama la necessità di «rendere più attento il nostro orecchio alla voce del Signore». Ogni conversione nasce dall’ascolto; anche il digiuno diventa «purificazione dei desideri e delle parole», educazione del cuore al discernimento.
Il cuore del Messaggio è l’invito a riscoprire l’esame quotidiano di coscienza, che le Costituzioni e Regole indicano come elemento strutturale della vita religiosa.
Non è un tribunale interiore né semplice introspezione, ma «un atto teologale»: alla luce della Parola – «viva ed efficace… e capace di scrutare i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4,12) – il religioso si lascia illuminare dallo Spirito. È la vigilanza evangelica: «Vegliate e pregate» (Mt 26,41).
La conversione non è mai privata: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1Cor 12,26). Ciò che si purifica nel cuore del singolo giova all’intero Corpo di Cristo.
Anche storicamente, l’esame serale vissuto insieme, accompagnato dalla recita delle Litanie dei Santi, esprimeva questa dimensione comunitaria e penitenziale. Dopo la riforma del Concilio Vaticano II, con l’inserimento dell’esame nella Compieta, esso è stato più esplicitamente integrato nella preghiera liturgica della Chiesa. In ogni forma, rimane il suo significato pasquale: consegnare la giornata a Dio significa attraversare ogni sera un piccolo passaggio di morte e risurrezione.
Per i religiosi OMD, l’esame quotidiano possiede anche una dimensione apostolica. «Quando il cuore non è custodito, anche l’apostolato perde trasparenza», avverte il Messaggio. Un cuore purificato rende più evangelico il servizio, più autentica la testimonianza, più limpide le relazioni.
La fecondità missionaria nasce sempre da un cuore riconciliato e unificato. Comunità che ogni sera si lasciano illuminare dalla Parola diventano «più unite, più libere, più evangeliche». In questo senso, la Quaresima non è soltanto un tempo penitenziale, ma una scuola di libertà interiore e di comunione.
Il Messaggio si conclude con un affidamento alla Vergine Maria, «che custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19), chiedendo la grazia di una Quaresima autenticamente pasquale.
Un invito chiaro e concreto: ritornare al cuore per ritornare a Dio. E da un cuore rinnovato far rifiorire la missione.
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - IT
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - ENG
Messaggio Rettore Generale per la Quaresima 2026 - ESP
Nel tempo santo del Natale, il Rettore Generale, p. Antonio Piccolo, offre ai confratelli e alle comunità un invito a lasciarsi raggiungere dalla pace e dalla speranza che nascono dall’Incarnazione. Con parole semplici e profonde richiama alla gioia della vocazione, alla disponibilità del cuore e all’affidamento a Maria, Madre di Dio.
Di seguito il testo completo del messaggio:
Pax Christi
Carissimi Confratelli,
nel mistero santo del Natale, mentre la Chiesa contempla il Verbo eterno che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), desidero raggiungervi tutti con un saluto fraterno e un augurio sincero di pace, di luce e di rinnovata speranza.
Il Figlio di Dio nasce nella povertà di Betlemme, nel silenzio e nella semplicità, per rivelarci un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che salva. Davanti al Bambino deposto nella mangiatoia, siamo invitati anche noi a rinnovare il nostro “sì” alla chiamata ricevuta, lasciandoci trasformare dalla logica dell’Incarnazione: una vita offerta, umile, vicina agli uomini e fedele al Vangelo.
In questo mistero di grazia, la Madre di Dio occupa un posto centrale. Maria, che ha custodito e meditato nel suo cuore il dono del Figlio (cf. Lc 2,19), ci accompagna come Madre e come modello di ascolto, di fiducia e di totale abbandono alla volontà del Padre. Non è un caso che l’anno nuovo si apra sotto il suo sguardo materno, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio: a Lei affidiamo il nostro Ordine, le nostre comunità, le fatiche e le speranze della nostra missione.
Carissimi, vi auguro che il Natale del Signore rinnovi in ciascuno di noi la gioia della vocazione e ravvivi il desiderio di essere segno vivo della tenerezza di Dio nel mondo. Il Bambino Gesù, Principe della pace, colmi i vostri cuori della sua presenza e vi doni forza e consolazione nel servizio quotidiano.
Con questi sentimenti, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, auguro a ciascuno di voi un Santo Natale e un Anno Nuovo colmo della benedizione del Signore, sotto la protezione materna della Beata Vergine Maria.
Fraternamente,
p. Antonio Piccolo
Rettore Generale