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Giovedì, 08 Gennaio 2026 19:03

Il Padre Generale in visita in India

Per l'Epifania il Padre Generale si è recato in India, accompagnato dal convisitatore p. Ani Kenneth, per incontrare le comunità locali dell’Ordine presenti nel Paese. Un'occasione per approfondire la vita delle Comunità e la cultura indiana, conoscere meglio i luoghi e svolgere il servizio fraterno e pastorale della Visita Canonica come tempo propizio per l'Ordine e la Chiesa.

In questo orizzonte, ogni passo compiuto, ogni incontro e ogni momento di ascolto diventano espressione concreta di quell’atteggiamento interiore che san Paolo descrive come «offrire i propri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» (Rm 12,1).

L’incontro con i fratelli in India diventa così un invito a rinnovare la propria offerta quotidiana al Signore, nella semplicità della vita fraterna, nella fedeltà alla preghiera e nella dedizione alla missione. Ogni sacrificio, grande o piccolo, se vissuto nell’amore, diventa offerta gradita a Dio e contribuisce alla crescita dell’Ordine e della Chiesa.

Pubblicato in 2026
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Oggi, 1° gennaio, l’Ordine della Madre di Dio ha celebrato con gioia la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, memoria che apre l’anno nuovo ponendo sotto il materno sguardo di Maria il cammino di ciascuno.
 
La Santa Messa è stata presieduta dal Rettore Generale, Padre Antonio Piccolo, che ha invitato la comunità a iniziare l’anno “all’insegna del Natale”. Riprendendo il Vangelo, ha ricordato che «sette giorni dopo è ancora Natale» e che, come i pastori, anche noi siamo chiamati a ritrovare Gesù, Maria e Giuseppe come punto di partenza del nostro cammino.
 
Il Padre Generale ha offerto tre auguri spirituali, prendendo spunto dagli atteggiamenti dei pastori.
Senza indugio: percorrere con fiducia la strada che Dio prepara, muovendosi con decisione «senza farci fermare da nulla».
Stupore: mantenere viva la capacità di meravigliarsi della fede e dei segni quotidiani della presenza di Dio.
Lode e gratitudine: come i pastori «se ne tornarono glorificando e lodando Dio», vivere un anno capace di gioia che trabocca in canto e testimonianza.
  
Guardando poi a Maria, “che custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, il Padre Generale ha invitato a unire i pezzi talvolta confusi della vita, lasciando che la meditazione e la fede li illuminino: «Maria non capisce tutto, ma custodisce e unisce».
Da qui il desiderio che ciascuno possa guardare gli eventi alla luce del Vangelo e della benedizione di Dio: «che il Signore faccia risplendere per te il suo volto», cioè che ci mostri il suo sorriso.
 
Al termine della celebrazione è stato consegnato a tutti il Santo Protettore dell’Anno, simbolo di affidamento e comunione spirituale.
Tradizionalmente, questo gesto risale a San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine, che nel primo giorno dell’anno assegnava a ciascun fedele un santo protettore, così da sentirsi sostenuti durante tutto l’anno. Come riportano i biografi del Leonardi, il gesto non era solo devozione, ma anche legato alla vita sacramentale e alla preghiera quotidiana, richiamando la vicinanza ai santi e la loro intercessione.
Prima di benedirli, il Padre Generale ha spiegato che questi Santini ricordano i pastori del Vangelo: uomini e donne che si mettono in cammino per incontrare il Signore e lo portano nella loro vita, tornando al quotidiano e vivendo nella lode di Dio. È un invito a vivere l’anno nuovo con fiducia, stupore e gratitudine, seguendo l’esempio di chi ha incontrato Cristo e lo testimonia con la propria vita.
Pubblicato in 2026
Giovedì, 25 Dicembre 2025 18:07

Il Natale che rinnova la vocazione e dona pace

Nel tempo santo del Natale, il Rettore Generale, p. Antonio Piccolo, offre ai confratelli e alle comunità un invito a lasciarsi raggiungere dalla pace e dalla speranza che nascono dall’Incarnazione. Con parole semplici e profonde richiama alla gioia della vocazione, alla disponibilità del cuore e all’affidamento a Maria, Madre di Dio.

Di seguito il testo completo del messaggio:

Pax Christi

Carissimi Confratelli,

nel mistero santo del Natale, mentre la Chiesa contempla il Verbo eterno che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), desidero raggiungervi tutti con un saluto fraterno e un augurio sincero di pace, di luce e di rinnovata speranza.

Il Figlio di Dio nasce nella povertà di Betlemme, nel silenzio e nella semplicità, per rivelarci un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che salva. Davanti al Bambino deposto nella mangiatoia, siamo invitati anche noi a rinnovare il nostro “sì” alla chiamata ricevuta, lasciandoci trasformare dalla logica dell’Incarnazione: una vita offerta, umile, vicina agli uomini e fedele al Vangelo.

In questo mistero di grazia, la Madre di Dio occupa un posto centrale. Maria, che ha custodito e meditato nel suo cuore il dono del Figlio (cf. Lc 2,19), ci accompagna come Madre e come modello di ascolto, di fiducia e di totale abbandono alla volontà del Padre. Non è un caso che l’anno nuovo si apra sotto il suo sguardo materno, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio: a Lei affidiamo il nostro Ordine, le nostre comunità, le fatiche e le speranze della nostra missione.

Carissimi, vi auguro che il Natale del Signore rinnovi in ciascuno di noi la gioia della vocazione e ravvivi il desiderio di essere segno vivo della tenerezza di Dio nel mondo. Il Bambino Gesù, Principe della pace, colmi i vostri cuori della sua presenza e vi doni forza e consolazione nel servizio quotidiano.

Con questi sentimenti, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, auguro a ciascuno di voi un Santo Natale e un Anno Nuovo colmo della benedizione del Signore, sotto la protezione materna della Beata Vergine Maria.

Fraternamente,

p. Antonio Piccolo
Rettore Generale

Pubblicato in 2025

Mercoledì 10 dicembre, alle ore 19.45, la Parrocchia–Santuario della Beata Vergine Maria del SS. Rosario di San Ferdinando di Puglia ospiterà un importante momento culturale e spirituale: la presentazione del libro “Vita del P. Giovanni Leonardi della Congregazione della Madre di Dio”, di Giuseppe Bonafede.

L’incontro si propone come un’occasione preziosa per riscoprire la figura di San Giovanni Leonardi, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, e per approfondire le radici spirituali e storiche di un carisma che ancora oggi continua a parlare alla Chiesa.

Il volume affonda le sue radici in un’opera monumentale rimasta per secoli inedita: il manoscritto di Padre Giuseppe Bonafede, nato a Lucca nel 1605, religioso dell’Ordine, raffinato studioso e predicatore appassionato. Ordinato sacerdote nel 1635, operò tra Napoli e Lucca distinguendosi per intelligenza, zelo e profondità spirituale. La sua biografia di San Giovanni Leonardi, composta da 912 fogli, non fu mai pubblicata, ma divenne nel tempo una fonte preziosa a cui molti hanno attinto. Oggi, grazie a un attento e paziente lavoro di studio e di edizione, questo patrimonio viene finalmente restituito ai lettori in una forma accessibile e coinvolgente.

La serata sarà presentata dal Prof. Rosario Lovecchio, che guiderà il pubblico alla scoperta del valore storico e spirituale dell’opera. Interverrà inoltre Padre Antonio Luigi Piccolo, Padre Generale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo una riflessione sul significato attuale della testimonianza di San Giovanni Leonardi e sull’eredità del suo pensiero. L’incontro sarà impreziosito dagli interventi del coro parrocchiale, che accompagnerà alcuni momenti della presentazione con il canto.

Il libro si presenta come una biografia ricca, avvincente e documentata, capace di coniugare rigore storico e profondità spirituale, diventando una fonte indispensabile per chi desidera conoscere più da vicino la figura del Fondatore e il suo messaggio di riforma, zelo apostolico e amore per la Chiesa.

Il volume potrà essere acquistato rivolgendosi alle parrocche affidate all’Ordine della Madre di Dio oppure online tramite le principali librerie digitali, tra cui Amazon. 

L’iniziativa si inserisce nel cammino di valorizzazione della memoria storica e spirituale dell’Ordine della Madre di Dio, offrendo un’occasione significativa di approfondimento e riflessione.

 Bonafede san ferdinando

Pubblicato in 2025

Nella prima Domenica di Avvento, l’Ordine della Madre di Dio ha vissuto un momento di profonda gratitudine al Signore, celebrando nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli il venticinquesimo anniversario di sacerdozio di Padre Rafael Pereira Barbato, Segretario Generale dell’Ordine e cappellano ospedaliero presso il Gemelli Isola – Isola Tiberina.

Come consuetudine, l’omelia è stata affidata al Padre Generale, invitato da Padre Rafael, che ha offerto una riflessione intensa sul tempo dell’Avvento, tempo di risveglio e di vigilanza.

Il Padre Generale ha richiamato l’esortazione di San Paolo: «È ormai tempo di svegliarvi dal sonno» (Rm 13,11), ricordando che spesso viviamo addormentati, incapaci di accorgerci della presenza di Dio nella nostra vita.
«Dobbiamo svegliarci – ha affermato – per evitare che il Signore passi senza che ce ne accorgiamo». L’immagine dell’arca, evocata dal racconto del diluvio, è diventata simbolo della relazione con Dio e della Chiesa, luogo che accoglie e salva.

Alla luce del profeta Isaia, il Padre Generale ha invitato a trasformare le armi in strumenti di vita, convertendo le energie spesso assorbite dalla conflittualità in capacità di costruire: «Non si tratta di distruggere spade e lance, ma di trasformarle: usarle per generare vita e non per ferire».

Rivolgendosi a Padre Rafael, il Padre Generale ha ricordato che il presbitero è chiamato a vigilare sul Popolo di Dio, a costruire scialuppe di salvezza, a essere egli stesso rifugio nelle tempeste della vita.
«Il prete – ha detto – è colui che, trasformato da Cristo, diventa capace di trasformare: di rendere l’acqua fonte di rinascita e il pane e il vino passaggio all’eternità».

Al termine della celebrazione, con grande commozione, Padre Rafael ha ringraziato tutti coloro che gli sono stati vicini. Ha condiviso un’immagine significativa della sua mattinata: si è recato presto nella cappella dell’ospedale dove svolge il suo servizio di cappellano e si è fermato in preghiera davanti alla Madonna della Lampada.

«Ripensando a questi venticinque anni – ha detto – mi sono reso conto di quanto il Signore ha compiuto in me, soprattutto ponendomi al servizio della sofferenza, accanto a chi incontra Cristo sulla via del dolore».
Ha ricordato anche un episodio del noviziato, quando chiedeva al Signore il dono del martirio per diventare santo: «E il Signore me lo ha concesso – ha detto – nel condividere ogni giorno la sofferenza di quanti incontro. È un martirio d’amore».

La celebrazione si è conclusa con un momento di festa e di convivialità, occasione semplice e gioiosa per ringraziare il Signore e accompagnare con affetto Padre Rafael nel suo ministero presbiterale.

Pubblicato in 2025
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Alla vigilia dell’Avvento, il Padre Generale, in visita alla delegazione nigeriana, invia un messaggio che unisce attesa e responsabilità. Ricorda che i venticinque giorni che precedono il Natale sono un tempo per guardare avanti, proprio come fa ogni famiglia quando nasce un bambino: con speranza e con il desiderio di garantirgli un futuro.

Durante una visita in una scuola della Nigeria, il Padre Generale ha incontrato molti bambini accomunati dallo stesso sogno: crescere, studiare, costruirsi una vita dignitosa. Un sogno semplice, ma non sempre alla portata di chi nasce in condizioni difficili.

Da qui nasce il suo appello: mettere da parte un euro al giorno per tutto l’Avvento, per contribuire  — con soli 25€ - alla creazione di laboratori scolastici e all’acquisto di attrezzature didattiche. Un gesto piccolo, ma capace di rendere più concreto il futuro di questi giovani.

Il Natale — ricorda — è la storia di un Bambino povero che aveva bisogno di essere accolto. I bambini di oggi ci chiedono la stessa attenzione. Per questo invita tutti a far sì che il presepe brilli di carità e che il nostro albero di Natale punti verso una vita più bella da offrire a chi ne ha bisogno.

La lettera, firmata a Owerri il 12 novembre 2025, diventa così un invito a vivere l’Avvento come tempo di cura: di Gesù che viene, e dei bambini che ci sono affidati.

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Pubblicato in 2025
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Mercoledì 26 novembre 2025, nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, si è aperta la 104ª Assemblea Generale dell’USG, alla quale hanno partecipato circa 160 superiori generali di Congregazioni religiose provenienti da tutto il mondo.

Il Santo Padre ha sviluppato il tema dell’Assemblea — «Fede connessa: vivere la preghiera nell’era digitale» — richiamando tre dimensioni fondamentali per la vita consacrata: il rapporto con Dio, la fraternità tra religiosi e l’uso consapevole delle tecnologie digitali.

Ha sottolineato che la preghiera resta “spazio in cui il cuore si apre al Signore”, fonte di comunione e missione. Allo stesso tempo ha avvertito che, pur offrendo straordinarie opportunità, la tecnologia non può sostituire le relazioni reali: presenza, ascolto e condivisione concreta tra fratelli sono insostituibili.

Durante l’assemblea, il Padre Generale ha avuto l’onore di salutare personalmente il Pontefice e gli ha offerto una porcellana con l’immagine di Santa Maria in Portico, realizzata per il quindicesimo centenario dell’Apparizione.

Il dono, prezioso per il valore artistico e spirituale, esprime la devozione dell’Ordine alla Vergine e il legame con la Chiesa universale, sottolineando la memoria viva dell’Apparizione che custodisce l’identità della comunità leonardina.

L’assemblea rappresenta un momento importante di discernimento sulla vita consacrata nel mondo contemporaneo. Il tema scelto invita a integrare tradizione e innovazione: coltivare la preghiera e la fraternità reale, senza rinunciare alle opportunità offerte dal digitale, e restare fedeli alla missione spirituale dell’Ordine anche nelle sfide moderne.

 

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Nella chiesa di San Giovanni Leonardi, ad Amakohia Layout (Owerri, Imo State), si è celebrata questa mattina, 1° novembre 2025, la professione solenne del chierico Jude Daniel Miaphen, appartenente alla Delegazione Nigeriana dell’Ordine della Madre di Dio.

La Celebrazione Eucaristica, carica di gioia e commozione, è stata presieduta dal Padre Generale, P. Antonio Luigi Piccolo, in visita canonica alle comunità dell’Ordine, accompagnato da P. Francis Antony Maria Arulappan.

Nella sua omelia, P. Piccolo ha rivolto parole di profonda gratitudine al giovane religioso:

“Beato te, fratello, che scegli di appartenere a Cristo per la vita del mondo.”

Ha poi aggiunto:

 “Carissimo Jude, oggi la Chiesa, la nostra famiglia religiosa e tutti noi fratelli ti accompagniamo con gratitudine e commozione nel giorno della tua professione solenne. È un giorno di luce, perché tu scegli di appartenere per sempre a Cristo, nel carisma dei Chierici Regolari della Madre di Dio, fondati da San Giovanni Leonardi.”

La professione solenne, ricordava il Rettore Generale, è anche un momento di intensa spiritualità: le Beatitudini guidano il cuore del discepolo e diventano oggi guida concreta per Jude. La povertà evangelica apre al dono totale di sé, la mitezza costruisce comunione, la purezza di cuore permette di vedere Dio anche nei dettagli più nascosti della vita, la fame e la sete di giustizia accendono la passione per il Regno. Essere operatori di pace significa farsi canali di riconciliazione e misericordia; essere fedeli nella prova diventa seme di gioia e speranza per gli altri.

Ogni Beatitudine non è solo parola ascoltata, ma invito a lasciarsi trasformare dall’amore di Dio: un cuore che ama senza possedere, che serve senza riserve, che porta pace e consolazione dove c’è bisogno.

La gioia di oggi non si esaurisce nella celebrazione: essa si estende a tutta la Delegazione Nigeriana, dove il Padre Generale continuerà la visita canonica, accompagnando le comunità nel loro cammino di fede e di fraternità. La vita di Jude diventa così esempio luminoso di fedeltà al carisma leonardino, testimonianza viva del Vangelo e invito a camminare insieme nella pace e nella missione della Chiesa.

In questo giorno speciale, la scelta del chierico Jude di appartenere a Cristo diventa segno tangibile di speranza e gioia per tutti: la sua vita consacrata diventa una Beatitudine vivente, una benedizione per i fratelli, una gioia per la Chiesa e una gloria per Dio.

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Questa mattina, 1 settembre, alle ore 7.30, nella Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, il Padre Generale ha presieduto l’Eucaristia all’altare del Santo Fondatore, San Giovanni Leonardi, ricordando i 451 anni dalla nascita dell’Ordine della Madre di Dio. *[* Alla celebrazione era presente la comunità religiosa della Curia generalizia, insieme ad alcuni Chierici e ai giovani che si stanno preparando al noviziato internazionale. *]*

La liturgia è stata occasione di rendimento di grazie, ma anche di rinnovata riflessione sulla missione che la nostra Famiglia religiosa ha ricevuto. Partendo dalla lettera di San Paolo ai Colossesi, il Padre Generale ha richiamato la necessità di vivere “in modo degno del battesimo che abbiamo ricevuto”, con atteggiamenti che qualificano la vita di ogni comunità cristiana e, in particolare, della nostra.

Il cuore dell’omelia si è soffermato sull’immagine dell’abito, tanto cara all’Apostolo Paolo. «Rivestitevi», scrive l’apostolo: un gesto che va oltre il semplice atto esteriore, ma che indica l’identità nuova del cristiano.
Il Padre Generale ha spiegato come, nel battesimo, il credente depone l’uomo vecchio per indossare l’abito nuovo, segno della vita trasformata in Cristo. Un gesto che trova eco anche nella professione religiosa, quando il novizio lascia l’abito civile e indossa quello dell’Ordine, segno visibile di una scelta definitiva di consacrazione.

Paolo indica anche quali siano le “stoffa preziose” di questo abito: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, sopportazione reciproca e perdono, cucite insieme dal vincolo della carità. «È l’abito che ogni battezzato deve indossare, ed esso non conosce distinzioni: uomini e donne, vescovi, presbiteri, religiose e laici – tutti sono chiamati a portarlo», ha ricordato il Padre Generale.

L’omelia ha poi richiamato altri due pilastri fondamentali per la vita comunitaria: la meditazione della Parola di Dio e la preghiera.
«La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza» (Col 3,16) – un invito che diventa per la comunità religiosa occasione di confronto, di edificazione reciproca e di crescita comune nella fede. Così anche la preghiera, che non si limita ai momenti liturgici, ma permea tutta la vita, trasforma ogni gesto quotidiano in rendimento di grazie.

«Tutto deve essere pervaso di gratitudine, riconoscenza verso il Padre per la salvezza che ha operato per noi per mezzo di Cristo», ha sottolineato il Padre Generale, indicando così il cammino per vivere la fedeltà al carisma leonardino.

Celebrando i 451 anni dalla fondazione dell’Ordine, la comunità non guarda solo al passato, ma rinnova il proprio impegno per il presente e il futuro. L’insegnamento dell’Apostolo e l’esempio del Fondatore rimangono fari che illuminano il cammino: essere segno credibile del Vangelo nella Chiesa e nel mondo, con l’abito della carità che tutto unisce e tutto trasfigura.

Pubblicato in 2025
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Il 1° settembre, nel Santuario parrocchiale di Santa Maria in Portico in Campitelli, l’Ordine della Madre di Dio celebra il 451° anniversario della propria fondazione.

Nato a Lucca per iniziativa di San Giovanni Leonardi, il giovane presbitero che desiderava riportare il Vangelo al cuore della vita cristiana, l’Ordine oggi rinnova il suo ringraziamento al Signore per questo dono carismatico e affida ancora una volta il suo cammino alla Vergine Maria, Madre e custode.

Roma custodisce le reliquie del Fondatore, il cui corpo riposa proprio nella chiesa di Campitelli. In questa presenza silenziosa e viva i religiosi e i fedeli riconoscono un segno di continuità: dal cuore di Lucca al cuore della Chiesa universale, l’eredità leonardina continua a parlare al mondo.

Celebrare questo anniversario significa tornare alle origini, ravvivare la memoria grata e rinnovare la missione di annunciare Cristo con lo sguardo di fede di Maria e con la passione evangelica di San Giovanni Leonardi.

 

Programma: 

ore 7.00 Lodi mattutine

ore 7.30 Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Rev.mo p. Antonio Piccolo, Rettore Generale OMD

ore 19.00 S. Rosario meditato

ore 19.30 Vespri

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