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Domenica, 05 Aprile 2026 16:35

Pasqua di Risurrezione: “L’amore ha vinto”

Nella solennità della Pasqua di Risurrezione, la comunità della Santa Maria in Portico in Campitelli si è raccolta attorno all’altare per celebrare il cuore della fede cristiana: la vittoria della vita sulla morte. A presiedere la celebrazione è stato il Padre Generale, padre Antonio Piccolo, che nell’omelia ha offerto una riflessione intensa e profondamente esistenziale sul mistero pasquale.

Riprendendo il canto della sequenza pasquale, il Padre Generale ha ricordato come tra il Venerdì della Passione e la Domenica della Risurrezione si sia consumato un “prodigioso duello” tra la morte e la vita: una battaglia che riguarda ciascuno, “per me, per te, per la vita del mondo”. In questo duello — ha sottolineato — non è stata la forza a vincere, ma l’amore: “l’amore ha vinto sul non amore”.

L’omelia ha guidato i fedeli dentro il racconto evangelico del sepolcro vuoto, soffermandosi sulle diverse reazioni dei protagonisti. Maria Maddalena, che corre nel buio senza riuscire ad andare oltre l’apparenza; Pietro, che entra ma resta smarrito davanti al mistero; e Giovanni, che “entra, vede e crede”. Tre sguardi diversi, che diventano icona di tre modi di vivere la fede: una fede ferma alle proprie convinzioni, una fede fragile che fatica a comprendere, e una fede pasquale, capace di riconoscere nell’assenza un segno di vita.

Al centro della riflessione, l’invito a custodire lo sguardo: “Quante volte anche la nostra fede è così: vediamo, ma non entriamo”. È proprio lo sguardo, infatti, che permette di passare dalla superficie alla profondità, dal fatto alla fede, dal dolore alla speranza.

Particolarmente toccante il passaggio dedicato all’esperienza del dolore e della perdita. Il Padre Generale ha ricordato come ogni risveglio sia già una “piccola risurrezione” e come nulla di ciò che è vissuto nell’amore vada perduto: “tutto ciò che è fatto nell’amore non muore mai”. Parole che si fanno consolazione concreta per chi porta nel cuore ferite profonde, lutti e domande senza risposta.

In questa prospettiva, è stata evocata anche la figura della Vergine Maria, unica — ha osservato — a non recarsi al sepolcro. Non per assenza di amore, ma per una fede salda nella parola del Figlio: “il terzo giorno risorgerò”. Una fede silenziosa e incrollabile, che diventa modello di autentica speranza pasquale.

L’omelia si è aperta infine a uno sguardo sul mondo contemporaneo, segnato da sofferenze, guerre e “pietre” che opprimono il cuore delle persone e delle famiglie. Proprio in questo contesto, l’annuncio pasquale risuona con forza rinnovata: “Cristo è risorto, per dirti che tutto è vinto nell’amore”.

Concludendo, il Padre Generale ha rivolto alla comunità un augurio semplice e profondo: prendersi cura della propria fede, anche quando è fragile, perché è chiamata a diventare pasquale. Una fede che nasce dagli incontri, attraversa le ferite e si apre alla luce.

“L’amore ha vinto, vince e vincerà per sempre”: è questo il cuore del messaggio affidato ai fedeli, perché diventi vita quotidiana e speranza condivisa.

Buona Pasqua di Risurrezione.

Pubblicato in 2026
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