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Nella notte più solenne dell’anno liturgico, la comunità parrocchiale si è riunita per celebrare la Veglia Pasquale 2026, presieduta dal Vicario Generale e parroco, padre Luigi Murra. Un momento di intensa spiritualità, che ha unito fede, speranza e gioia nel cuore dei partecipanti.

La celebrazione è iniziata all’esterno della chiesa, attorno al fuoco pasquale, simbolo della luce che vince le tenebre. Dopo la benedizione del Cero Pasquale, la comunità è entrata in processione nella chiesa ancora immersa nell’oscurità, seguendo la luce del Cero, segno del Cristo Risorto che guida il suo popolo.

Il canto dell’Exsultet ha aperto solennemente la Veglia, annunciando la vittoria della luce sulle tenebre e introducendo la comunità nel mistero pasquale.

Nella liturgia della Parola, i fedeli hanno ripercorso le grandi tappe della storia della salvezza: dalla fede di Abramo al passaggio del Mar Rosso, fino al compimento nel mistero di Cristo. Dopo l’Epistola, il solenne canto dell’Alleluia ha annunciato il Vangelo della Risurrezione, cuore della notte pasquale.

Nel cuore della celebrazione, Padre Luigi Murra ha offerto la sua omelia, invitando a non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma a lasciarsi raggiungere dalla luce del Risorto: “La Pasqua non è la notte in cui la paura scompare. È la notte in cui la paura non ha più il potere di fermarti.” La gioia pasquale, è stato ricordato, non elimina le difficoltà, ma le attraversa e le trasforma, aprendo un cammino nuovo.

Le donne del Vangelo, che si mettono in cammino e incontrano il Signore, diventano immagine di ogni credente: chiamato a non restare fermo, ma a tornare alla propria “Galilea”, cioè alla vita quotidiana, per riscoprire lì la presenza viva di Cristo.

La celebrazione è proseguita con la liturgia battesimale, nella quale la comunità ha rinnovato le promesse del Battesimo, segno di rinascita alla vita nuova, e quindi con la liturgia eucaristica, culmine di tutta la Veglia, nella comunione con il Cristo Risorto.

Al termine, la comunità si è raccolta nel canto del Regina Caeli, volgendo lo sguardo al quadro di Santa Maria in Portico, che, dopo essere stato chiuso il giorno precedente al termine dello Stabat Mater, è stato riaperto in questa notte santa, segno della gioia pasquale che illumina anche lo sguardo materno di Maria.

La Veglia Pasquale 2026 ha così ricordato che la resurrezione è una forza viva, capace di muovere ciò che sembrava immobile e di rimettere in cammino ogni vita. Come ha concluso Padre Luigi Murra nella sua omelia:+

“Questa notte è come un terremoto buono. Una scossa che ci attraversa, che ci rialza, che ci rimette in cammino. Per tornare alla nostra Galilea, là dove il Signore ha iniziato qualcosa con noi. E passo dopo passo, scoprire che Cristo è risorto e continua a venirci incontro.”

Pubblicato in 2026

“La luce di Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito.”
Nella notte santa, queste parole antiche hanno introdotto la celebrazione della Veglia pasquale a Santa Maria in Portico in Campitelli, presieduta da Padre Luigi Murra, parroco del santuario parrocchiale e Vicario generale dell'Ordine della Madre di Dio. Una liturgia intensa, ricca di segni, parole e silenzi, che ha condotto i fedeli dal buio alla luce del Risorto.

Nel corso dell’omelia, il parroco ha invitato i presenti a lasciarsi raggiungere dalla luce che trasforma, quella luce che “non solo consola, ma rimette in cammino”. Ripercorrendo le letture della Veglia, ha sottolineato il lungo cammino della salvezza: dalla creazione al passaggio del Mar Rosso, dalla promessa di un cuore nuovo fino all’incontro inatteso delle donne con il sepolcro vuoto. Non un semplice ricordo, ma un evento che continua a rinnovare, a sorprendere, a dare vita.

Particolarmente intenso il passaggio dedicato alle donne del Vangelo. Padre Luigi ha ricordato come esse non andassero in cerca di miracoli, ma di un corpo da ungere: portavano affetto, memoria, fedeltà. E invece, è il Vivente a cercare loro. Cercavano un morto, ma è la vita a trovarle, a sorprenderle, a rimetterle in piedi. Non saranno loro a custodire il ricordo di Gesù: sarà Lui, vivo, a trasformare la loro vita in annuncio. Da custodi del passato, diventano portatrici del futuro.

Prima della conclusione della liturgia, la comunità si è fermata in contemplazione del mistero di Maria, Madre del Risorto. Nel raccoglimento e nel canto, si è sostato davanti all’icona di Santa Maria in Portico, mentre al canto solenne del Regina caeli venivano aperte le porticine che la custodiscono. In Maria, la prima credente, la Chiesa contempla colei che ha accolto la luce della Pasqua nel cuore, rimanendo in attesa fedele anche quando tutto sembrava perduto. È Lei, Madre del Risorto, a insegnare oggi ai credenti a lasciarsi sorprendere da Dio e ad affidarsi senza riserve alla sua Parola.

Al termine della celebrazione, Padre Luigi ha espresso il suo vivo ringraziamento a tutta la comunità: ai fedeli, ai ministranti, ai volontari, alla Cappella musicale diretta dal Maestro Vincenzo Di Betta, e in modo particolare ai rettori e ai presbiteri presenti. Insieme, ha sottolineato il parroco, “abbiamo celebrato l’unica Pasqua del Cristo risorto”, segno concreto di una comunione che si fa testimonianza.

Cristo è risorto, la luce è accesa, il cammino è aperto. E questa notte, come ricordato, è davvero la notte che non conosce tramonto.

Pubblicato in 2025
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Giovedì, 26 Gennaio 2012 21:56

Lettera del Vicario Generale

VicarioCon una lettera rivolta ai confratelli dell’Ordine il Vicario ha annunciato che il P. Generale dopo, il periodo di convalescenza a causa del suo malore, ha ripreso le facoltà di Governo a norma delle Costituzioni. Nella missiva si fa anche  riferimento agli ultimi eventi della vita dell’Ordine.

27 gennaio 2012
Pubblicato in 2012
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