
Curia Generale dell'Ordine
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Nel tempo santo del Natale, il Rettore Generale, p. Antonio Piccolo, offre ai confratelli e alle comunità un invito a lasciarsi raggiungere dalla pace e dalla speranza che nascono dall’Incarnazione. Con parole semplici e profonde richiama alla gioia della vocazione, alla disponibilità del cuore e all’affidamento a Maria, Madre di Dio.
Di seguito il testo completo del messaggio:
Pax Christi
Carissimi Confratelli,
nel mistero santo del Natale, mentre la Chiesa contempla il Verbo eterno che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), desidero raggiungervi tutti con un saluto fraterno e un augurio sincero di pace, di luce e di rinnovata speranza.
Il Figlio di Dio nasce nella povertà di Betlemme, nel silenzio e nella semplicità, per rivelarci un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che salva. Davanti al Bambino deposto nella mangiatoia, siamo invitati anche noi a rinnovare il nostro “sì” alla chiamata ricevuta, lasciandoci trasformare dalla logica dell’Incarnazione: una vita offerta, umile, vicina agli uomini e fedele al Vangelo.
In questo mistero di grazia, la Madre di Dio occupa un posto centrale. Maria, che ha custodito e meditato nel suo cuore il dono del Figlio (cf. Lc 2,19), ci accompagna come Madre e come modello di ascolto, di fiducia e di totale abbandono alla volontà del Padre. Non è un caso che l’anno nuovo si apra sotto il suo sguardo materno, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio: a Lei affidiamo il nostro Ordine, le nostre comunità, le fatiche e le speranze della nostra missione.
Carissimi, vi auguro che il Natale del Signore rinnovi in ciascuno di noi la gioia della vocazione e ravvivi il desiderio di essere segno vivo della tenerezza di Dio nel mondo. Il Bambino Gesù, Principe della pace, colmi i vostri cuori della sua presenza e vi doni forza e consolazione nel servizio quotidiano.
Con questi sentimenti, mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, auguro a ciascuno di voi un Santo Natale e un Anno Nuovo colmo della benedizione del Signore, sotto la protezione materna della Beata Vergine Maria.
Fraternamente,
p. Antonio Piccolo
Rettore Generale
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si gioisce quando si spartisce la preda.
Poiché hai spezzato il giogo che gli pesava
e la sbarra sulle sue spalle,
il bastone del suo aguzzino.
(Is 9:1-3)
Abbiamo veramente posto per Dio, quando cerca di entrare da noi? Abbiamo posto per i migranti, per i profughi, per il nostro prossimo? Queste le domande che Benedetto XVI ha rivolto all'inizio della sua omelia nella Messa della Notte di Natale, nella Basilica Vaticana. Dove Dio viene dimenticato o addirittura negato, non c'è pace. Oggi, ha aggiunto il Papa, diffuse correnti di pensiero asseriscono il contrario: si dice che il monoteismo, la fede nell'unico Dio, sarebbe prepotenza, causa di intolleranza, perché in base alla sua natura esso vorrebbe imporsi a tutti con la pretesa dell'unica verità.