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Nel dies natalis del Servo di Dio Cosimo Berlinsani: lasciarsi raddrizzare dall’amore di Dio

Nel dies natalis del Servo di Dio Cosimo Berlinsani: lasciarsi raddrizzare dall’amore di Dio

Il 26 ottobre, anniversario della morte avvenuta nel 1694, l’Ordine della Madre di Dio fa memoria del dies natalis del Servo di Dio padre Cosimo Berlinsani, sacerdote dell’Ordine e confondatore, insieme ad Anna Moroni, della Congregazione delle Suore Oblate del Bambino Gesù.

La giornata si è aperta nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, dove riposa il corpo del Servo di Dio. Qui il Padre Generale ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, sostando poi in preghiera presso la sua tomba. Un momento significativo per fare memoria della sua testimonianza sacerdotale e spirituale e affidare al Signore l’Ordine della Madre di Dio e la Congregazione delle Suore Oblate del Bambino Gesù, chiamati a custodire e ravvivare la sua eredità.

Nel pomeriggio, la celebrazione solenne si è svolta nella chiesa di Gesù Bambino all’Esquilino, presso la Casa generalizia delle Suore Oblate del Bambino Gesù. L’Eucaristia è stata presieduta da padre Luigi Murra, Vicario generale dell’Ordine della Madre di Dio, alla presenza dei chierici dell’Ordine, delle Suore Oblate e di alcuni laici.

Al centro dell’omelia, il racconto evangelico della donna curva, guarita da Gesù dopo diciotto anni di sofferenza (Lc 13,10-17), ha offerto una chiave di lettura della vita spirituale. È Gesù a prendere l’iniziativa: la vede, la chiama a sé e la libera. La sua azione restituisce alla donna la possibilità di stare diritta e manifesta una misericordia che non si rassegna davanti a ciò che sembra ormai definitivo.

Questa pagina evangelica è stata accostata alla spiritualità di padre Cosimo, in particolare alla Nutrice spirituale, nella quale l’amore per Gesù Bambino occupa un posto centrale. «Chi non è innamorato e non ama veramente il Bambino Gesù, o non desidera esserlo, non si metta a leggere questo libretto»: l’espressione «o non desidera esserlo» lascia intravedere un cammino aperto anche a chi non possiede ancora un amore pieno, ma avverte il desiderio di crescere nella relazione con il Signore. È un amore da coltivare nella preghiera e nella vita quotidiana, senza scoraggiarsi per le proprie cadute. Per questo padre Cosimo esorta a «non stancarsi mai di operare bene» e a rialzarsi «coraggiosamente anche se si dovesse cadere mille volte al giorno».

Il Vangelo presenta anche un contrasto: mentre Gesù libera la donna, il capo della sinagoga si indigna per la guarigione compiuta di sabato. Di fronte alla misericordia che restituisce vita, egli sembra fermarsi alla rigidità della norma. Gesù, invece, riconosce in quella donna una «figlia di Abramo» e le restituisce dignità e posto nella comunità. Anche la testimonianza di padre Cosimo richiama questo sguardo capace di riconoscere il valore delle persone e di prendersene cura, soprattutto di chi vive situazioni di difficoltà. La scena interpella in modo particolare quanti sono chiamati a guidare e accompagnare gli altri: la fede è autentica quando aiuta le persone a incontrare Cristo e a rialzarsi, non quando diventa un ostacolo alla sua misericordia. Il prendersi cura dell’altro, riconoscendone la dignità e accompagnandolo nel cammino, resta una provocazione attuale per la Chiesa e per ciascuno di noi.

Nel giorno del suo dies natalis, l’Ordine della Madre di Dio e le Suore Oblate del Bambino Gesù sono invitati a rinnovare la propria disponibilità a lasciarsi trasformare dall’amore di Cristo. La testimonianza del Servo di Dio padre Cosimo continua a indicare una strada concreta: desiderare di amare Gesù, perseverare anche dopo le cadute e imparare a prendersi cura degli altri, perché ciascuno possa ritrovare dignità, libertà e speranza.