Cenni Biografici
Cenni Biografici
San Giovanni Leonardi1541–1609
Un farmacista al servizio del Vangelo
San Giovanni Leonardi nasce a Diecimo, nei pressi di Lucca, nel 1541. La sua vicenda unisce formazione, cura delle persone, catechesi e desiderio di rinnovamento della Chiesa.
Dalla professione di farmacista al sacerdozio, dalla fondazione di una nuova famiglia religiosa al servizio della Chiesa universale: un cammino guidato da una fede concreta e da una particolare attenzione ai più piccoli.
Le tappe essenziali
1541Nasce a Diecimo
1571Prima Eucaristia
1574Inizio della comunità
1609Muore a Roma
1938Canonizzazione
Il farmacista fondatore
San Giovanni Leonardi nasce a Diecimo nei pressi di Lucca, l'anno 1541. Giovane zelante e pieno di amore apostolico, visse da laico impegnato la prima stagione della sua esistenza. Inviato dai familiari a Lucca per apprendere l'arte del farmacista, s'inserì nel tessuto cittadino attirando, per la santità della vita e la radicale scelta evangelica, l'entusiasmo della gioventù lucchese.
Nell'associazione giovanile ispirata al Beato Giovanni Colombini (1304-1367), il Leonardi realizzò l'aspirazione a conseguire una più intensa vita cristiana, la preghiera comune e l'assistenza ai poveri. Così riferisce il Venerabile P. Cesare Franciotti nelle prime cronache: «Ebbe dunque principio questa nuova Compagnia intorno all'anno 1558: li esercizi suoi erano il frequentare la chiesa di S. Romano nei giorni festivi, il trovarsi ai Divini Offizi, il confessarsi tutti dal medesimo confessore e secondo il suo consiglio comunicarsi frequentemente […] et essi con molta semplicità ed obbedienza pigliavano dalle sue mani, il tutto come dalla mano di Dio» (Croniche, § 5).
Su consiglio del domenicano P. Paolino Bernardini, a ventisei anni il Leonardi lasciò l'attività di farmacista e intraprese gli studi ecclesiastici. Celebrò la sua prima Eucaristia nell'Epifania del 1571 e il vescovo di Lucca gli affidò la Chiesa di San Giovanni della Magione. Qui poté attuare un'intuizione che portava da tempo nel cuore: l'istituzione di una scuola che formasse soprattutto i più giovani nei principi della retta fede e della vita cristiana. Nacque così la «Compagnia della Dottrina Cristiana».
Dalla parte dei piccoli
La Chiesa si riforma dal basso, dai «piccoli». Giovanni è obbediente al monito del Vangelo: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9,37). I «piccoli» per il Leonardi sono coloro che hanno bisogno di aiuto spirituale, coloro che non sanno e quelli che hanno poche sicurezze; sono soprattutto i peccatori, privi di difesa e schiacciati dalla loro indegnità.
Il confessionale diviene la prima «cattedra» di Giovanni. È scuola della misericordia divina, «che il buon cristiano dovrà avere sempre davanti ai suoi occhi e scrivere nel cuore» (Sermoni C. 318), e nello stesso tempo luogo della guarigione interiore.
«Era particolare la sua carità verso il prossimo, al quale sovveniva non solo con curarli per amore di Dio e dar loro i medicamenti necessari; ma molto più con sani documenti, con disporli alla confessione, e con procurare di rendere prima sana l'anima dalle spirituali infermità. Così era fatto Giovanni, non meno per l'anime che per i corpi operatore e dispensatore di medicine».
G. Bonafede, Vita
La cura del corpo ecclesiale fu dunque la prima preoccupazione del giovane presbitero. Nell'Oratorio lucchese il Leonardi radunò numerosi giovani che già conoscevano le sue singolari virtù. La compagnia era solita ritrovarsi nell'ascolto della Parola di Dio, nella frequenza ai sacramenti, nell'orazione mentale e nelle pratiche di pietà.
L'anelito missionario e la povertà spirituale del popolo spinsero Giovanni ad occuparsi soprattutto dei fanciulli per insegnare ad essi «la dottrina christiana, et indirizzarli nella devotione, sapendo egli (come spesso diceva) che dalla buona educatione della gioventù dipende più che da altre diligenze la riforma delle famiglie e delle repubbliche». Formare cristiani adulti nella fede: ecco l'intuizione del Leonardi, che riorganizzò in modo sistematico e innovativo la catechesi in tutta la Diocesi di Lucca.
Una nuova famiglia religiosa nella Chiesa
Vita comune e apostolato: una sintesi vincente, sperimentata dai nuovi Ordini religiosi, i Chierici Regolari, che precedettero, accompagnarono e seguirono il Concilio di Trento. Il Leonardi s'inserisce con i suoi primi compagni dentro questa singolare fioritura. Nel settembre del 1574 diede inizio alla compagnia di «preti riformati» ed egli stesso redasse la prima regola di vita nel 1584: «Constitutioni e Regole della Compagnia dei sacerdoti e Chierici Secolari della Gloriosa Vergine Maria Habitanti a Lucca in la Chiesa della Santissima Maria Cort'Orlandini», approvata definitivamente nel 1604.
Il successo dell'opera attirò consensi e amici, ma anche ostilità e rifiuto. Nelle prime Costituzioni il Leonardi individua lo scopo del nuovo istituto: cercare con ogni diligenza la salvezza del prossimo, amministrare i sacramenti, predicare e leggere la Sacra Scrittura, insegnare la Dottrina Cristiana ai bambini.
Il santo pagò con molte tribolazioni il coraggio di sostenere la necessità di un ritorno alla genuina pratica del Vangelo, in un'epoca di decadenza dei costumi e di profonde divisioni nella Chiesa. La Congregazione fu elevata alla dignità di Ordine con il titolo di Chierici Regolari della Madre di Dio da Gregorio XV nel 1621. Una piccola comunità apostolica in piena comunione per l'evangelizzazione, la santificazione e la riforma personale: questo fu l'intento del Leonardi.
Fecondo e profetico esilio: nella vigna della Chiesa
Se la santità non si esaurisce nella storia, è vero che questa la caratterizza. L'avventura del Leonardi proseguì fuori dall'«arborato cerchio» e cominciò ad assumere toni universali. La compostezza del suo carattere e la sua coerenza profonda nascevano da un amore affidato a Dio, spesso segnato da amarezze, inquietudini e divisioni.
«Quanto a portare la Croce, ha da essere virtù di Quello che ha da scacciare da voi il timore e la paura, et un poco più levate li vostri cuori a Dio e con lui misurate le cose».
G. Leonardi, Lettera ai confratelli, 16 maggio 1592
Sospetti, accuse di essere portavoce dell'Inquisizione e incomprensioni anche fra i suoi religiosi sancirono l'esilio del Leonardi dall'amata città di Lucca. L'ordine di non ritornare in patria lo raggiunse a Roma, dove si era recato nel 1587. La sua causa fu più volte sostenuta e difesa da amici influenti; tuttavia il santo dimostrò rispettosa obbedienza alla Chiesa e al Senato di Lucca.
Giovanni propose con voce profetica la riorganizzazione del tessuto ecclesiale: concili provinciali e regionali convocati periodicamente per discutere le questioni pastorali e, a sottolineare l'universalità della Chiesa, invitò il Papa «a scegliere i cardinali di tutte le nazioni della cristianità» (Memoriale a Paolo V per la riforma universale di tutta la Chiesa, 1605).
Clemente VIII allontanò da Leonardi ogni accusa e sospetto e lo inviò più volte come Visitatore e Commissario Apostolico, perché fosse attuata con prudenza e ferma ponderazione la riforma della Chiesa avviata dal Concilio di Trento. Visitò autorevoli monasteri, fra i quali Montevergine, Vallombrosa e Montesenario, e fondò il popolare santuario della Madonna dell'Arco presso Napoli.
A Roma suggerì la costituzione di un dicastero per i religiosi, istituito poi da Innocenzo X nel 1652. Gli fu affidato l'incarico di Visitatore delle Scuole Pie e strinse una profonda amicizia con san Giuseppe Calasanzio. Negli anni romani si adoperò inoltre in numerosi uffici di pace, componendo divergenze fra istituzioni religiose e civili.
Il Vangelo fino agli estremi confini della terra
Di ritorno da Loreto nel 1605, intensificò le relazioni già avviate con Mons. Giovan Battista Vives per dare vita a un progetto missionario. Nella casa del Vives si radunarono alcuni giovani alunni sotto la direzione del leonardino P. Giuseppe Matraia, per dare concretezza alla «Congregazione di Propaganda Fide», destinata alla formazione degli annunciatori del Vangelo nelle nuove terre.
Per il nascente istituto il Leonardi revisionò le prime Costituzioni e firmò, insieme a dodici Chierici Secolari, il celebre memoriale a Paolo V. Il progetto attraversò molte vicissitudini e ottenne la definizione canonica nel 1627 da Urbano VIII, che assegnò il «Collegio di Propaganda Fide» a sacerdoti e chierici secolari provenienti da ogni popolo e nazione.
L'intensa giornata terrena del Leonardi si chiuse il 9 ottobre 1609, nella casa di Santa Maria in Portico a Roma. Durante una violenta peste, mosso da grande carità nell'assistenza ad alcuni confratelli, rimase vittima del terribile morbo. Le sue spoglie mortali furono trasferite nella Chiesa di Santa Maria in Campitelli nel 1667; Pio XI lo canonizzò il 17 aprile 1938.
Per approfondire
Con Giovanni sui sentieri dello Spirito

