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«Trahe nos post te»: Maria Assunta, segno di speranza e compimento

«Trahe nos post te»: Maria Assunta, segno di speranza e compimento

Il 15 agosto, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la Famiglia Leonardina si è raccolta per celebrare la propria Patrona. La Santa Messa, nella nostra chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, è stata presieduta dal Padre Generale, che nell’omelia ha invitato a guardare a Maria come segno della promessa che Dio ha preparato per ogni uomo.

L’Assunzione, infatti, parla del nostro futuro. San Paolo ci ricorda che «Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti». La risurrezione di Cristo è l’inizio della nostra risurrezione; in Maria, assunta in anima e corpo nella gloria, contempliamo già compiuta questa promessa.

Per questo Maria è, come proclama il prefazio della solennità, «immagine e primizia della Chiesa» e «segno di consolazione e di speranza». In lei vediamo già ciò che siamo chiamati a diventare.

Ma il compimento della vita di Maria non può essere separato dal cammino che l’ha preceduto. Al centro dell’omelia è stata posta una parola semplice e decisiva: fiducia.

Maria è la donna che si è fidata di Dio senza conoscere tutta la strada. All’Annunciazione non riceve tutte le spiegazioni, ma pronuncia il suo «Eccomi»: «Avvenga per me secondo la tua parola». La stessa fiducia la accompagnerà lungo tutta la sua vita, fino ai piedi della croce, quando la promessa sembra contraddetta dalla morte del Figlio.

«Maria non conosceva tutta la strada. Conosceva però Colui al quale aveva affidato la sua strada».

È forse questo uno degli insegnamenti più importanti che Maria offre anche alla nostra vita consacrata: non è necessario comprendere tutto per fidarsi di Dio. La fede nasce dal sapere nelle mani di chi abbiamo consegnato la nostra vita.

L’Assunzione è così il compimento di quel primo «sì». Maria ha affidato a Dio la propria vita e Dio l’ha condotta fino alla pienezza. Il suo Magnificat lo riconosce con semplicità: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente».

In Maria possiamo riconoscere la forma più piena di questo affidamento. La sua vita è stata un continuo «avvenga per me secondo la tua parola»; la sua Assunzione mostra che Dio sa condurre fino al compimento la vita di chi si consegna a Lui.

Al termine della celebrazione, lo sguardo si è rivolto ancora una volta a Maria attraverso una preghiera particolarmente cara a san Giovanni Leonardi:

«Trahe nos post te, o Mater sancta» — «Attiraci dietro di te, o Madre santa».

Maria è già nella gloria; noi siamo ancora in cammino. Lei ci precede e ci indica Cristo, verso il quale tende tutta la nostra consacrazione.

Questa giornata ha poi un significato particolare per tutta la nostra Famiglia religiosa: Maria Assunta è la Patrona del nostro Ordine e in tutte le comunità, nella solennità dell’Assunta, i religiosi rinnovano i propri voti. È un gesto che nella nostra tradizione si compie due volte l’anno, a Pasqua e il 15 agosto.

Il rinnovo dei voti non è soltanto la ripetizione di un impegno, ma un ritorno alla sorgente della nostra consacrazione: ancora una volta diciamo a Cristo il nostro «sì» e rinnoviamo la disponibilità a seguirlo nella povertà, nella castità e nell’obbedienza. È un modo concreto per riconoscere che la vocazione è un dono che continua a essere affidato alla nostra libertà e che la fedeltà va rinnovata ogni giorno.

Guardando a Maria, chiediamo allora la grazia di una fiducia sempre più profonda. Lei ci precede nel cammino e ci insegna a consegnare la nostra vita nelle mani di Dio.

Nel giorno della nostra Patrona, mentre rinnoviamo i nostri voti, possiamo fare nostra ancora una volta la preghiera di san Giovanni Leonardi:

Trahe nos post te, o Mater sancta. Attiraci dietro di te, o Madre santa.

Attiraci verso Cristo e accompagnaci fino al compimento della nostra vita in Dio.